Il Teatro di Rifredi continua a essere, anche all’interno del Teatro della Toscana, quello che è stato fino a oggi: un vivace centro di cultura contemporanea e un accogliente spazio per artisti e spettatori, con un costante impegno nello sviluppo della creatività a stretto contatto con la scena e nella conservazione del repertorio e dei progetti a esso connessi.
Un teatro che nasce sulle tavole del palcoscenico perché frutto della creatività di artisti contemporanei che si mettono in gioco a trecentosessanta gradi, utilizzando in libertà tutte le potenzialità della scrittura scenica, condividendo con gli spettatori i rischi della scoperta e dell’innovazione.

Debutta questa sera, in prima nazionale fino al 16 ottobre 2022, L’amico ritrovato di Fred Uhlman, romanzo apparso nel 1971 negli Stati Uniti poi pubblicato in tutto il mondo con unanime, travolgente successo (diventato anche un film diretto da Jerry Schatzberg).
È un racconto potente per la cornice storica in cui si svolge, e struggente per la sensibilità con cui riesce a entrare nelle pieghe di un sentimento universale come l’amicizia; quell’amicizia che dovrebbe unire persone e popoli e che spesso, invece, viene calpestata da biechi cameratismi o da rovinosi razzismi e nazionalismi.
Un romanzo di formazione per le nuove generazioni sollecitate a interrogarsi sui valori personali e sociali a cui intendono aderire; e un romanzo della memoria per chi pensava che un oscuro passato fosse sepolto per sempre senza percepirne i segni di un inquietante rigurgito.

Il drammaturgo catalano Josep Maria Miró ne ha realizzata un’efficace e toccante riduzione per tre attori, strutturata come una inarrestabile “ricerca del tempo perduto”, provocata nella coscienza del protagonista – ormai emigrato a New York – dall’arrivo di una inaspettata missiva. Al debutto, realizzato dalla compagnia catalana Teatre de l’Aurora e presentato al Teatro Nazionale di Catalogna dal 4 al 22 di dicembre 2019, “El Paìs” scrisse: «L’adattamento di Miró concentra gli episodi più emozionanti, intensi e drammatici di questa amicizia, dal suo gioioso inizio alla sua brusca fine con la partenza di Hans per gli Stati Uniti».

Il regista Angelo Savelli dirige ora L’amico ritrovato, con protagonisti Federico Calistri, Mauro D’Amico, Roberto Gioffré, ricreando, per questo tuffo nel passato, una sorta di “classe morta” dove, più vivi che mai, sono proprio e solo i sentimenti dei due ragazzi; quei sentimenti resi ancor più vividi e toccanti dalle musiche originali composte dal giovane Federico Ciompi.

Nella Stoccarda del 1933, due sedicenni frequentano la stessa scuola. Uno è figlio di un medico ebreo, l’altro è il rampollo di una ricca famiglia aristocratica, ma, nonostante le differenze di classe, di cultura e di carattere, tra i due nasce una profonda amicizia messa a dura prova dalla spietata ascesa del nazismo.
Si trovano, si perdono e poi si ritrovano; una “riunione” amara e liberatoria.