In occasione dell’83ᵃ edizione del  Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro dell’Opera di Firenze è stato il primo, in Italia, a riaprire al pubblico e, nonostante i lunghi mesi di chiusura per il contenimento pandemico, è riuscito a proporre la programmazione di opere prodotte in streaming.
Con la ripresa del pubblico in sala, maestri importanti si sono avvicendati in vari concerti e, lo scorso 19 maggio, in occasione del compleanno di Zubin Metha, è stata eseguita in forma di concerto una memorabile “Tosca“. Pochi giorni dopo, l’Orchestra del Maggio diretta dal Maestro Metha, ha replicato il capolavoro pucciniano a Salisburgo al Festival di Pentecoste ottenendo venti minuti di applausi, oltre a un concerto che ha riscosso lo stesso successo. Entrambe le date austriache, sold out da mesi, hanno rappresentato anche la prima trasferta di un’orchestra italiana ospitata fuori confine.

Mercoledì scorso, la quarta rappresentazione (questa sera l’imperdibile ultima) de La Forza del Destino di cui vi abbiamo anticipato il 1° giugno affidato per la regia a Carlus Padrissa (La Fura dels Baus) che, con le scene di Roland Olbeter, i costumi di Chu Uroz e il light video designe di Franc Aleu, fanno di questo spettacolo qualcosa di unico e visionario ed è probabile faccia storcere il naso a chi si aspetta di trovare in teatro più o meno gli stessi allestimenti.

L’opera si svolge in archi temporali diversi: parte dal 1759 e alla fine, dell’ultimo atto, l’anno è il 3333 con straordinarie proiezioni. Il tema è la sfortuna che diviene sfortuna cosmica e non risparmia nessuno. Scene e movimenti sono sempre di grande effetto come quando i monaci irrompono dalla platea e salgono sul palcoscenico grazie anche alle coreografie che si compongono e scompongono catturando il pubblico. 

 La parte musicale è affidata a Zubin Metha che ha affrontato l’opera a Firenze nel 1992 per poi continuare nel 2007, nel 2010 e nel 2011 in tournée a Tokyo. Già l’ouverture è diretta molto intensa e maestosa per poi proseguire, coadiuvato da un’Orchestra in splendida forma e con una particolarissima complicità con il Direttore onorario a vita.

Il Coro assolutamente in stato di grazia e vanto del “nostro teatro”, diretto dal maestro Lorenzo Fratini, ha offerto una performance dove il superlativo è obbligatorio.

Il cast vocale – in un’opera dove non esistono comprimari – è stato scelto di primissimo livello partendo dal soprano Saoia Hernandez che dà la sua voce a Leonora nel debutto del ruolo con momenti da brividi in “Sono giunta! Grazie a Dio” e in “Madre pietosa vergine” per poi culminare insieme al Coro nel finale in “Pace, pace mio Dio“.

Il tenore Roberto Aronica nel difficile ruolo di Don Alvaro, con un bellissimo fraseggio, riesce a creare un personaggio perfettamente inserito nel contesto. Da manuale nel terzo atto in “la vita è inferno all’infelice” e in “O tu che in seno agli angeli“. Perfetta la simbiosi successiva con il baritono.

Altro debutto, quello del giovane baritono Amartuvshin Enkhbat nel ruolo di Don Carlo. Già ascoltato in altre opere verdiane, ha confermato tecnica solida, voce e timbro bellissimi e, soprattutto, cantata in un italiano perfetto.


Annalisa Stroppa, ulteriore debutto – mezzosoprano ascoltata in vari personaggi (tra cui Adalgisa a Genova in Norma con Mariella Devia) – ha regalato una Preziosilla piacevolmente inaspettata, ma di altissimo livello sia scenicamente che vocalmente.

Grandissimo carisma di Ferruccio Furlanetto nei panni di un Padre Guardiano che fa la differenza.

Il baritono Nicola Alaimo (Fra Melitone) ha sfoderato la stessa bravura notata nella produzione di Adriana Lecouvreur che al teatro ci aveva regalato una bellissima performance e anche questa volta ha dato una bella prova delle sue capacità.

Normalmente abituati ad apprezzarlo in Handel o nel repertorio barocco, il tenore Leonardo  Cortellazzi ha aggiunto una gemma rara nella parte di Mastro Trabuco.
Molto bravi anche il basso Alessandro Spina (Marchese di Calatrava), Valentina Corò (Curra), Francesco Samuele Venuti (Alcade) e Roman Lyulkin (Chirurgo).

Dopo tre ore e quarantacinque di uno spettacolo imperdibile… l’apoteosi e il pubblico si è potuto scatenare tributando consensi a tutti, in particolare per il maestro Zubin Metha che, già al rientro dopo l’unico intervallo, era stato applaudito insieme all’Orchestra.

Dettagli

Didascalie immagini

Alcuni scatti durante
La forza del destino
il nuovo allestimento firmato Carlus Padrissa
foto © Michele Monasta
courtesy Maggio Musicale Fiorentino

Dettagli dello spettacolo

La forza del destino
Giuseppe Verdi

Direttore: Zubin Mehta

Regia: Carlus Padrissa

Scene Roland: Olbeter

Costumi Chu: Uroz

Luci e video: Franc Aleu

Personaggi e interpreti

  • Leonora Saioa Hernández
  • Don Carlo di Vargas Amartuvshin Enkhbat
  • Don Alvaro Roberto Aronica
  • Preziosilla Annalisa Stroppa
  • Padre Guardiano Ferruccio Furlanetto
  • Fra Melitone Nicola Alaimo
  • Il marchese di Calatrava Alessandro Spina
  • Mastro Trabuco Leonardo Cortellazzi
  • Curra Valentina Corò
  • Un alcade Francesco Samuele Venuti
  • Un chirurgo Roman Lyulkin

Solisti del Coro
Ferruccio Finetti, Leonardo Melani, Nadia Pirazzini, Luca Tamani

Coro e Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino
Maestro del Coro
Lorenzo Fratini

Ultima replica oggi ore 19:00

Dove e quando

Evento: La Forza del Destino

Indirizzo: Teatro del Maggio Musicale Fiorentino - Piazza Vittorio Gui, 1 - Firenze
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Fino al: 04 Luglio, 2021