La settantasettesima edizione del Festival D’Aix-En-Provence, che si svolge dal 4 al 21 luglio 2025, propone tra gli interessanti titoli un’opera di Francesco Cavalli: La Calisto su libretto di Giovanni Faustini, ispirato al poema epico mitologico Le Metamorfosi di Ovidio.
La storia della  giovane e ingenua ninfa, ingannata da Giove e umiliata da Giunone, che viene trasformata in una stella.

L’amore in molte delle sue sfumature è il protagonista di questa intricata vicenda, dove dei e mortali vivono le stesse afflizioni quando si mettono in gioco i sentimenti.
Elementi mitologici si mescolano a situazioni più realistiche, creando così un capolavoro eterogeneo e avvincente.
Non mancano momenti di frivolezza e brio, uniti a momenti in cui vengono affrontati temi morali come la morigeratezza, l’inganno e il risultato dei propri comportamenti.
Fu rappresentata per la prima volta nel 1651 a Venezia, al teatro Sant’Apollinare.

Il compositore, discepolo di Monteverdi, crea una delle opere più affascinanti e rappresentative del barocco veneziano del XVII secolo.
La specificità di Cavalli, iniziatore di un movimento che avrebbe continuato ad intensificarsi per tutto il secolo, fu quella di dare un ruolo sempre più importante alle arie o alle forme intermedie tra i recitativi e le arie (mezz’arie), accordando ugualmente grande spazio a duetti e terzetti in polifonia; quest’opera ne è una prova.
La regista Jetske Mijnssen, nota per il suo stile caratterizzato da un approccio psicologico, ha dato prova di tutta la sua profonda sensibilità creando uno spettacolo semplice, ma visivamente impeccabile, trasportando la vicenda nel Settecento senza togliere nulla alla storia originale, la cui morale è ancora attuale.
La collaborazione con Julia Katharina Berndt per la scenografia, Hannah Clark per i bellissimi costumi, Matthew Richardson per le luci utilizzate con estrema abilità, Dustin Klein per le coreografie e Kathrin Brunner per la drammaturgia, ha dato origine ad un eccellente risultato.

Gli apprezzati cantanti che compongono il cast sono: il soprano Lauranne Oliva nel ruolo del titolo, ottima interprete, intensa con voce ricca di sfumature, ha impersonato magnificamente la ninfa ingenua presa di mira da Giove e Giunone, strepitosa nell’aria “Ma si fa gelo il sangue“ nel momento in cui sta per essere sedotta; il basso Alex Rosen è Giove, artista proveniente dall’Accademia del Festival, ha dato prova di somma bravura come attore, ma soprattutto come cantante utilizzando con padronanza la sua voce nel doppio ruolo maschile e femminile; il mezzosoprano Giuseppina Bridelli è Diana, ha dimostrato la sicurezza vocale e recitativa di una grande artista qual è, semplicemente meravigliosa nel duetto con Endimione “Dolcissimi baci“; il controtenore Paul-Antoine Bénos-Djian è Endimione, anche lui membro dall’accademia, voce raffinata e intensa, ha interpretato un uomo innamorato e inizialmente rifiutato con tutto lo struggimento che ne segue, fino al lieto fine che arriva dopo molte sofferenze, intenso nell’aria “Oh Dio, così abbandoni“ e da brivido nel duetto con la sua amata Diana; il mezzosoprano Anna Bonitatibus è Giunone, penetrante cantante con voce importante e ottima presenza scenica, ha interpretato egregiamente la donna tradita dal marito piena di sentimenti contrastanti, magnifica nelle arie “Da le gelose mie cure incessanti“ e “Racconsolata e paga“; il tenore Zachary Wilder, membro dell’Accademia, è Linfea, ruolo en travesti reso molto bene, ottimo anche il canto, aria “D’aver un consorte”.

Il tenore David Portillo ha impersonato La Natura, Pane, Furia. Il baritono Dominic Sedgwick è Mercurio, il controtenore Théo Imart, membro dell’Accademia, ha interpretato Destino, Satirino, Furia e il basso José Coca Loza ha incarnato Silvano, Furia.
Tutti all’altezza dei rispettivi ruoli e voci  molto interessanti.
Concludono il cast i due servitori ottimamente interpretati da Fanny Estiot, Daniel Lawless.
Il Maestro Sébastien Daucé ha diretto in maniera eccellente l’Ensemble Correspondances creato da lui nel 2009 e specializzato nella musica barocca; questa sera hanno dato prova senza dubbio della loro bravura.

La luna che faceva capolino in mezzo alle nuvole ha reso ancora più suggestiva la serata in questo teatro all’aperto, gremito nella data del 12 luglio; tre ore di musica straordinaria che gli spettatori hanno accolto con sensazionali applausi per tutti gli artisti e numerose chiamate.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. La Calisto
  2. La Calisto e Diana
  3. Endimione e Diana
  4. Giunone
  5. La Calisto e GiunoneFoto © Monika Rittershaus

In prima pagina:

courtesy Tanina Souaguen / Opus 64 – Relazioni con la stampa Aix-en-Provence