Al Teatro Mercadante, debutta in prima nazionale “La brocca rotta” di Heinrich von Kleist (Francoforte, 18 ottobre 1777 – Berlino, 21 novembre 1811); è un titolo fra i più apprezzati nel panorama drammaturgico tedesco anche se da noi pressoché sconosciuto al grande pubblico. Andata in scena la prima volta nel 1808, si tratta di una commedia con  meccanismi comici legati ai giochi di parole e per l’intreccio che sempre più si stringe attorno al collo di un colpevole che in realtà dovrebbe essere un giustiziere. Questo lavoro di Kleist, profondo e drammatico, sotto la trama comica fa intravedere grandi temi: dalla indecifrabilità del reale, al paragone con Edipo re, a quello biblico (non a caso il giudice si chiama Adamo, la ragazza Eva e il segretario che capisce la realtà Luce). Kleist ha scritto una sola grande commedia, autentico capolavoro, che sembra riecheggiare il motto di Hugo von Hoffmansthal “dove nascondere la profondità? Dietro la superficie”.

In sintesi vi si narra la storia di Adamo, giudice del villaggio olandese di Huisum, che deve guidare un processo per scoprire il colpevole della rottura di una brocca a casa di sua cugina Comare Marta e della sua giovane figlia Eva, aiutato in questo dal suo cancelliere Licht (Luce), sotto la supervisione straordinaria del Consigliere di giustizia Walter da Utrecht.
In prima nazionale il 24 aprile, con repliche fino al 5 maggio, al Teatro Mercadante di Napoli, l’allestimento prodotto dal Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale, vedrà in scena, a ricoprire i ruoli dei personaggi della vicenda, una numerosa compagnia di interpreti capitanata da Mariano Rigillo con AnnaTeresa Rossini, Andrea Renzi, Antonello Cossia, Carlo Di Maio, Silvia Siravo, Fortuna Liguori, Annabella Marotta, Umberto Salvato, Francesco Scolaro, e con la partecipazione di Valeria Contadino.

La regia è affidata a Giuseppe Dipasquale che scrive: «L’uso simbolico ed esoterico di una brocca risale fin all’Antico Testamento (Geremia 19) dove  l’Eterno distrugge una città di peccatori, e manda Geremia a spezzare una brocca come gesto simbolico della potenza di Dio. L’ispirazione di Kleist dall’incisione Le juge, ou la cruche cassée porta con sé il sedimento di una esoterica e grottesca mitologia simbolica che si compone perfettamente nella commedia de La brocca rotta. Commedia, tuttavia, non pamphlet filosofico.
Un perfetto meccanismo ad orologeria che ride sul tema della giustizia e del male. E se il male è qui indicato con una serie di mirate allusioni nella figura del Diavolo, la giustizia è trattata allo stesso modo con la consapevolezza della sua impossibile attuazione.Il tutto gioca su questa temibile e terribile antinomia, dove bene e male si mescolano in un bouillon comico e dove il gioco della giustizia corrisponde all’esercizio incessante dell’inganno.
Ma cos’è l’Inganno? La domanda non offre una risposta immediata e gli studiosi di tutti i tempi si sono a lungo interrogati su ciò. L’inganno è l’abilità di fornire false verità che procurano beneficio al bugiardo? A prima vista questa definizione può sembrare adeguata, ma riflettiamo per un momento: prestigiatori e mentalisti devono talvolta usare l’inganno. Sono quindi dei bugiardi? La stessa cosa succede quando andiamo a teatro. Gli attori recitano una parte e quindi, di fatto, non sono onesti nel momento in cui si presentano per ciò che non sono. Stanno mentendo anche loro? La risposta è ovvia, la casa della verità ha sempre due entrate.
Ecco così, che in questa Brocca rotta, le posizioni si sovrappongono: quella della verità con quella dell’inganno, quella del giudice Adam con quella del Diavolo, fino ad arrivare alla trasfigurata verità che il teatro ne compie sera dopo sera. La domanda Kantiana sulla verità, che Kleist si poneva due secoli addietro e che oggi non possiamo che risolvere con un inesorabile relativismo, si compie e si consuma in un gesto teatrale da commedia.
La brocca è rotta, l’ha rotta il diavolo, ma il diavolo non si può processare.
Il resto è solo una fragorosa risata».

Didascalie immagini

  1. Teatro Mercadante, veduta esterna (fonte)
  2. Teatro Mercadante, veduta interna (fonte)

In copertina
veduta esterna Teatro Mercadante a Napoli

LA BROCCA ROTTA
di Heinrich von Kleist
traduzione Gianni Garrera
regia Giuseppe Dipasquale

  • con Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini, Andrea Renzi, Antonello Cossia, Carlo Di Maio,  Silvia Siravo, Fortuna Liguori, Annabella Marotta, Umberto Salvato, Francesco Scolaro
    e con la partecipazione di Valeria Contadino

scene Antonio Fiorentino
costumi Marianna Carbone
disegno luci Gigi Saccomandi
musiche Matteo Musumeci
assistente alla regia Angela Carrano
assistente alle scene Marcello Morresi
assistente volontaria alle scene Giulia Andreis
ssistente ai costumi Francesca Colica
direttore di scena Teresa Cibelli
macchinista Fabio Barra
elettricisti Fulvio Mascolo, Pasquale Piccolo
fonico Paolo Vitale
trucco Vincenzo Cucchiara, Tiziana Passario
foto di scena Marco Ghidelli
produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale

Dove e quando

Evento: Teatro Mercadante – piazza Municipio, 46 – Napoli
  • Date : 24 April, 201905 May, 2019