Apertura della stagione 2018 al teatro felsineo con La bohème di Giacomo Puccini esaurita per tutte le recite. Scorcio di vita della gioventù parigina ottocentesca, dalle atmosfere crepuscolari, ebbe la sua prima rappresentazione il 1° febbraio 1896 al Teatro Regio di Torino diretta dal maestro Arturo Toscanini allora ventinovenne. Successo immediato e trionfale. In quest’opera Puccini guarda ai lavori dell’ultimo Verdi, delineando una struttura drammaturgicamente e musicalmente molto libera, con una successione agevole tra arie e recitativi così da delineare chiaramente il realismo di quattro ragazzi in lotta con l’inesorabile correre del tempo. Il compositore focalizza soprattutto sul quotidiano vissuto dai protagonisti che procedono in modo discontinuo a seconda delle situazioni e dei diversi punti di vista. Certamente un nuovissimo intreccio drammatico-musicale che apre le porte a una dimensione comunicativa che sarà propria del cinema, della radio e della televisione.

La messa in scena di questo nuovo allestimento è stata affidata a un talentuoso regista che non finisce mai di stupirci con sempre nuove emozioni: Graham Vick che catapulta l’opera ai giorni nostri, in una della nostre città immaginando un gruppo  di studenti incapaci di costruirsi un avvenire. Studenti degli anni ’90 che hanno smarrito ogni ideale e vivono di espedienti, specchio della società odierna. Nel contempo, però, fa riscoprire nel capolavoro pucciniano i dettagli, le “piccole cose” che fanno la differenza. Il regista investe molto nelle doti attoriali dei cantanti e nei rapporti tra i personaggi con un finale dove tutti scappano di fronte alla morte, come se fosse una cosa di alcun interesse perché non li tocca personalmente. 

«Tutta basata com’è sulla parola, non è assolutamente spettacolare – spiega Graham Vick – una grande opera d’arte: per questo vale sempre la pena di tornare a interrogarla, di lavorarci sopra; cosa che non capita con altri titoli. Se all’inizio La bohème appare un po’ impermeabile a nuovi punti di vista, e sembra essere solo quello che è, a esaminarla nel dettaglio svela una costruzione mirabile. È tutto talmente preciso e minuzioso: parola, musica, drammaturgia, un meccanismo (non meccanico, però) perfetto. Fondamentale per La  bohème è che la compagnia di canto sia giovane, fresca; e qui a Bologna lo è: sono tutti attori bravi che stanno lavorando insieme per la migliore riuscita dello spettacolo».

Il sipario si apre in un appartamento con un gruppo di ragazzi e prosegue, nel secondo quadro, al centralissimo Caffè Momus, mentre nel terzo quadro, le famose barriere d’Enfer (barriere  doganali parigine) si trasformano in una pericolosa periferia con spaccio e prostituzione. Il finale del quarto quadro torna nell’appartamento, ormai vuoto, dove si consuma il finale tragico dell’opera e il regista, con sapienza, non svela di cosa morirà Mimi.
Fra le opere che preferisco, ho perso il conto di quanti allestimenti di Bohème ho visto, ma Graham Vick è oggi una garanzia con sempre nuovi spunti di rifelessione. Come continuo a ripetere, sì può cambiare spazio e tempo alle vicende, ma bisogna  farlo con cognizione e se poi a Bologna hai l’opportunità, e la fortuna, di avere la coppia Mariotti/Vick il risultato è superlativo.

Infatti, sul podio dell’Orchestra e del Coro del Comunale, per la sua terza inaugurazione come Direttore musicale, vi è Michele Mariotti, impegnato per la prima volta in un titolo pucciniano (solo nel 2006, giovanissimo, si era cimentato in Gianni Schicchi   al Teatro della Fortuna di Fano e ricordo bene quella lettura, preludio di una carriera di successi) e, per chiarire il senso ultimo dell’opera, il direttore fa un riferimento al Moby Dick di Herman Melville «in cui viene chiesto al capitano Ahab se quando è stato assalito dalla balena abbia pensato alla morte; al contrario, risponde lui, quelli sono i momenti in cui si pensa di più alla vita. Lo stesso accade nella Bohème un’opera piena di morte perché piena di vita, di gioia, di giovinezza. Gli esseri viventi, siano essi vegetali o animali, condividono tutti lo stesso destino di morte, in quanto sin dalla nascita la sola certezza di ogni esistenza è quella di dover prima o poi finire. Per questo la morte è un tabù: lo è anche per Rodolfo, sconvolto all’idea della dipartita imminente di Mimì, gravemente ammalata. Un punto che con Graham Vick abbiamo cercato di porre in evidenza è il dialogo tra lui e Marcello nel III Quadro, quando l’amico pittore sgretola le menzogne che il poeta si e gli racconta, per sfuggire le responsabilità che l’amore gl’impone».

Michele Mariotti e l’Orchestra hanno letteralmente incantato il pubblico con una esecuzione straordinaria e posso affermare che è una delle più belle mai ascoltate per le autentiche emozioni pucciniane e per gli apporti del Coro del Teatro e quello delle Voci Bianche. Sottolineo che domenica scorsa, sin dall’inizio dell’opera, all’arrivo del direttore sul podio, come negli atti successivi, vi sono state esplosioni di applausi di stima del pubblico.

Il cast canoro, ben assortito i cui componenti provengono in maggior parte dall’Accademia Rossiniana di Pesaro e formato da giovani interpreti pressoché coetanei dei protagonisti della vicenda. Impossibile stabilire il più bravo per la sinergia del gruppo: nel ruolo di Mimì è impegnata Mariangela Sicilia, in quello del poeta Rodolfo Francesco Demuro, Musetta è Hasmik Torosyan e il pittore Marcello è Nicola Alaimo. Con loro sul palco Andrea Vincenzo Bonsignore (Schaunard), Evgeny Stavinsky (Colline), Bruno Lazzaretti (Benoit / Alcindoro) e Guang Hi (Parpignol). 
Mariangela Sicilia e Francesco Demuro, già nel duetto del primo atto, hanno mostrato il loro “biglietto da visita” mentre Hasmik Torosyan (già applaudita, sempre a Bologna nel Turco in Italia di Gioacchino  Rossini) ce lo ha consegnato nel “Valser di Musetta”.

Alla fine dell’opera abbiamo potuto godere anche le ultime note – dopo Rodolfo esclama “Mimiiiii “… rarissimo perché partono sempre gli inopportuni battimani (categoria che andrebbe bandita dai teatri e riammessa solo dopo un corso intensivo che educa quando applaudire senza disturbare).
Alcuni lettori mi dicono che spesso esagero, ma non è così perché sono indescirivibili le ultimissime note sfumate e la bacchetta del maestro che si ferma.
E dopo?  Il finimondo… applausi a non finire e standing ovation  per tutti.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Una scena de La bohème firmata Graham Vick
    foto ©  Rocco Casaluci
  2. Una scena de La bohème firmata Graham Vick
    foto ©  Rocco Casaluci
  3. Una scena de La bohème firmata Graham Vick
    foto ©  Rocco Casaluci
  4. Locandina (particolare)
  5. Una scena de La bohème firmata Graham Vick
    foto ©  Rocco Casaluci
  6. Una scena de La bohème firmata Graham Vick
    foto ©  Rocco Casaluci
  7. Una scena de La bohème firmata Graham Vick
    foto ©  Rocco Casaluci

In copertina 
particolare di una scena de La bohème f
irmata Graham Vick - foto ©  Rocco Casaluci




La Bohème
di Giacomo Puccini
opera in quattro quadri
su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica

Personacci e Interpreti

  • Mimì Mariangela Sicilia
    Alessandra Marianelli (20,23,25,28/01)
  • Musetta Hasmik Torosyan
    Ruth Iniesta (20,23,25,28/01)
  • Rodolfo Francesco Demuro
    Matteo Lippi (20,23,25,28/01)
  • Marcello Nicola Alaimo
    Sergio Vitale (20,23,25,28/01)
  • Schaunard Andrea Vincenzo Bonsignore
  • Colline Evgeny Stavinsky
  • Benoit/Alcindoro Bruno Lazzaretti
    Parpignol Guang Hu (Scuola dell'Opera)
  • Un venditore Coro

Orchestra, Coro, Coro di voci bianche e tecnici
del Teatro Comunale  

Direttore Michele Mariotti

Regia Graham Vick

Scene e costumi Richard Hudson
Luci Giuseppe di Iorio
Assistente alla regia Lorenzo Nencini
Assistente alle scene Justin Arienti
Assistente ai costumi Elena Cicorella
Maestro del Coro di voci bianche Alhambra Superchi
Maestro del Coro Andrea Faidutti

Nuova produzione del Teatro Comunale

Lo spettacolo, ripreso da Rai Cultura, è stato trasmesso in diretta nei cinema del circuito All’Opera di Rai Com mercoledì 24 gennaio alle 20.00
e in differita su Rai 5 giovedì 25 gennaio alle 21.15.

Ultime repliche:
questa sera 27 gennaio 2018 oe 20 
domani sera 28 gennaio 2018 ore 15:30

Dove e quando

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Fino al: 20180128