Nel 2019 è stato commemorato il 350° anniversario della morte di  Pietro Antonio Cesti (Arezzo, 5 agosto 1623 – Firenze, 14 ottobre 1669). Da parte nostra la volontà di riferire, ma, solo oggi, nell’ultimo giorno di pubblicazioni dell’anno, abbiamo trovato lo spazio per ricordare un grande compisitore del Diciassettemo secolo con una rarità assoluta “La Dori, ovvero Lo schiavo reggio” andata in scena, in sole due recite, al Tirolen Landestheatrer di Innsbruck, lo scorso agosto.

Correva l’anno 1652 quando il giovane compositore e musicista aretino veniva preso a servizio – presso la corte dell’Arciduca Ferdinando Carlo del Tirolo – in qualità di Maestro di Cappella da camera del sovrano per poi passare Maestro di Cappella di corte. La Dori, su libretto di Giovanni Filippo Apolloni, debuttò al Teatro di Corte di Innsbruck durante il carnevale del 1657 ottenendo un gran successo come accaduto per Orontea al precedente carnevale. Una storia tipicamente barocca di straordinaria di identità, complicazioni e travestimenti dove l’amore primeggia su tutto, ma non mancano rapimenti e commercio di schiavi. La Dori rappresenta la felice sintesi di quell’impianto veneziano che dominò per quasi un secolo, superando ogni confine proprio perché, ovunque, nei salotti adoravano spettegolare sui gusti dei libertini della Serenissima. Unica peculiarità de La Dori è l’assenza di personaggi divini per distanziarla dalla sfera politica.   

Lo spettacolo a cui abbiamo assistito ha colpito il pubblico per una spiccata quanto personalissima sobrietà di un valido team con alla regia Stefano Vizioli, alle scene Emanuele Sinisi, costumi di Anna Maria Heinreich e le luci di Ralph Kopp. La messa in scena è tradizionale e tutto si svolge all’epoca descritta nel libretto.

La parte musicale è stata affidata al direttore e cembalista Ottavio Dantone che ben conosce il repertorio e, per questo, invitato dai più prestigiosi festival barocchi europei. Inoltre, potendo contare sulla ensemble Accademia Bizantina (fondata nel 1983 e che lui guida dal 1996) il risultato è una garanzia anche in alcune mescolanze di registri a supporto della drammaturgia. Esecuzione esemplare capace di estasiare per suono pulito e precisione assoluta così da esaltare il canto.

I solisti, specialisti del repertorio barocco, molto bravi a iniziare da Francesa Ascioti che sdoppia Ali/Dori interpretando da contralto/mezzosoprano con buon fraseggio e solida tecnica unita a grande presenza sulla scena.
Altro doppio nel personaggio Tolomeo/Celinda del soprano Emoke Barath con voce cristallina ed eccellente emissione, scenicamente a suo agio nei due ruoli.
Arsinoe del soprano Francesca Lombardi Mazzulli ha sfoderato un bel timbro.

Fra le voci maschili spicca la bravura del tenore Alberto Allegrezza che interpreta magistralmente la vecchia balia Dirce. Successo bissato a Pisa lo scorso ottobre nell’Empio Punito.
Il controtenore Rupert Enticknap è Oronte, a lui una parte impervia e un ruolo importante affrontato con un ottimo risultato come anche l’altro controtenore, il giovanissimo Konstantin Derri nei panni di Bagoa.

Bene tutti gli altri fra cui Erasto del basso baritono Pietro di Bianco che lo scorso anno ci aveva incuriosito nella Didone abbandonata sempre a Innsbruck.
Alla fine un pubblico di appassionati che hanno apprezzato e applaudito un titolo difficilmente ascoltabile a breve per una serata memorabile offerta da Festival unico al mondo. 

Didascalie immagini
alcuni momenti dell’opera
courtesy Innsbrucker Festwochen der Alten Musik
photo credit © Rupert Lari

Pietro Antonio Cesti
La Dori, ovvero Lo schiavo reggio”
dramma in tre atti su libretto di Giovanni Filippo Apolloni
Prima assoluta: Innsbruck, Hoftheater, 1657

Personaggi e interpreti

  • Dori (Alì) / Parisatide Francesa Ascioti
  • Oronte Rupert Enticknap
  • Artaxerse Federico Sacchi
  • Arsinoe Francesca Lombardi Mazzulli
  • Tolomeo Emöke Baráth
  • Arsete Bradley Smith
  • Erasto Pietro Di Bianco
  • Dirce Alberto Allegrezza
  • Golo Rocco Cavalluzzi
  • Bagoa Konstantin Derri

Accademia Bizantina

Direttore Ottavio Dantone

Regia Stefano Vizioli

Scene Emanuele Sinisi
Costume Anna Maria Heinreich
Disegno luci Ralph Kopp

(la recensione si riferisce allo spettacolo
andato in scena il 24 agosto 2019)

Dove e quando

Evento: Tiroler Landestheater Innsbruck