La citazione di Pierpaolo Pasolini nel titolo è lo spunto utilizzato dalla Fondazione Teatro della Toscana per la presentazione della stagione 2019-2020 che, dopo la fase di avviamento del ‘sistema Teatro della Toscana’ rappresenterà il passaggio definitivo dal modello produttivo tradizionale, la bottega, praticato con il coinvolgimento dei giovani in esperienze fondate sulla trasmissione, al nuovo modello giovani/maestri, finalizzato alla realizzazione di un teatro totale per la formazione di un attore completo e creativo. Al riguardo, Marco Giorgetti, ha spiegato: “Quei giovani che sono curiosi del teatro e lo vedono come una possibilità per crescere o allargare i propri orizzonti, quelli che non ne sanno nulla, quelli che lo hanno incontrato e rifiutato, quelli che il teatro lo fanno più o meno consapevolmente e che domani saranno i veri fautori del nuovo. Un teatro fondato su un’articolata e diversificata proposta formativa, con una costante priorità per l’avviamento al lavoro delle nuove leve attraverso la trasmissione dei mestieri teatrali e la loro applicazione al produrre, al promuovere, all’amministrare, all’organizzare“.

Il Direttore generale, ha poi proseguito: “Giunti a metà del secondo triennio ministeriale, unico Teatro Nazionale a essere stato premiato dal costante incremento di contributo da parte del MiBAC e dalla costante crescita di punteggio nella ‘classifica’ di merito, la nostra consapevolezza è che il Teatro della Toscana è oggi il nome istituzionale che raccoglie collettivamente una struttura articolata in tre Aree interconnesse e interagenti.
Altra innovativa linea strategica, che procede in parallelo con quella dei Giovani, viene dall’area della Valdera attraverso un doppio processo: da una parte, al Teatro Era, l’innesto di una sezione significativa di spettacoli di tradizione sull’esperienza del Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale, guidato da Roberto Bacci e Luca Dini, luogo storico a livello nazionale e internazionale; dall’altra, la definizione di un vero e proprio “cantiere” teatrale, che completi il raggio d’azione del Teatro della Toscana insieme ai Comuni di Pontedera, Peccioli e Ponsacco. 

Giovani, lingua italiana, drammaturgia, mestieri del teatro: si mettono a fuoco le priorità, la struttura della Fondazione e l’interazione tra le Aree, con il costante apporto di esperienze  in un percorso accompagnato e monitorato costantemente dall’Università degli Studi di Firenze per le verifiche e gli adeguamenti. Tale percorso consolida le vere e fattive consonanze costruite con Teatri e Compagnie ‘partner’, compagni di viaggio e di progetto, con i quali vengono realizzate produzioni e attività. Strutture che si identificano con persone che condividono un’idea e con essa un rischio culturale reale per costruire il vero teatro del futuro, tenendo come riferimento i classici e la nuova drammaturgia, con uno sguardo particolare anche al tema della scienza e delle nuove tecnologie.

Giorgetti ha poi concluso: “Quello che nasce da questo progetto sovverte ancora una volta i termini e i modi consolidati del sistema teatrale, individuando un modello produttivo semplice che valorizzi le risorse nascenti e che chieda a tutti gli attori del processo produttivo e creativo una grande prova di umiltà, per realizzare «il teatro che ancora non c’è»”.

Didascalie immagini Fondazione Teatro della Toscana 
della presentazione stagione 2019-2020 

  1. Marco Giorgetti durante la presentazione
    foto © Filippo Manzini
  2. uno scatto durante la presentazione
    foto © Filippo Manzini
  3. ancora uno scatto durante la presentazione
    foto © Filippo Manzini

in copertina un particolare della locandina
courtesy Fondazione Teatro della Toscana

Per ogni ulteiore dettaglio sulla stagione 2019-2020