Dal 7 al 16 febbraio, il Teatro Costanzi ha ospitato il dittico Gianni Schicchi / L’heure espagnole, in collaborazione con il Festival Puccini di Torre del Lago, cinque spettacoli per la seconda parte del progetto triennale “Trittico ricomposto” diretto da Michele Mariotti, in occasione del centenario pucciniano, e dopo Il tabarro / Il castello del Principe Barbablù andato in scena nella scorsa stagione. «Due storie di violenza di genere. Due vicende che ci ricordano i troppi casi della cronaca odierna, in cui la donna è schiacciata dall’uomo e da una brutalità oggi più che mai inaccettabile» come allora sintetizzò il direttore musicale dell’Opera di Roma.

Adesso, invece, Michele Mariotti, ha spiegato come sia la famiglia «la protagonista assoluta di questo dittico formato da Gianni Schicchi L’heure espagnole. Si ride, ma con amarezza, perché ci troviamo di fronte a due nuclei familiari dai lati oscuri, tristi e immorali. Ravel e Puccini dipingono queste realtà così grottesche con sarcasmo, mettendo in rilievo le fragilità umane. E ci rendiamo conto di quanta solitudine e quanto silenzio si possano trovare anche nelle famiglie più numerose quando, al posto di rispetto e condivisione, regna soltanto l’interesse personale».
Pertanto, le opere del «Trittico» non insieme come pensate dal Maestro lucchese, sono accostate, una ogni stagione, a un altro capolavoro; quest’anno quello comico in un atto, composto da Maurice Ravel (su libretto dall’omonima commedia del 1904 di Franc-Nohain) andato in scena per la prima volta a Parigi all’Opéra-Comique il 19 maggio 1911. Prima rappresentazione italiana al Teatro di Torino – in origine Teatro Scribe – il 18 maggio 1926 diretto da Vittorio Gui e prima al Teatro Costanzi il 20 febbraio 1940. Ambientata nella Toledo del XVIII secolo, la protagonista è Concepciòn, insoddisfatta moglie dell’orologiaio Torquemada che, quando il marito è fuori, ospita a casa una serie di amanti. Il continuo avvicendarsi di tali pretendenti crea un vorticoso gioco di equivoci e di buffe dinamiche amorose.

Anche Gianni Schicchi è un’opera comica in un atto. Fu composta da Giacomo Puccini nel 1918 su libretto di Giovacchino Forzano basato su un episodio del Canto XXX dell’Inferno di Dante (prima rappresentazione al Metropolitan di New York il 14 dicembre 1918, mentre la prima rappresentazione italiana avvenne proprio al Teatro Costanzi l’11 gennaio 1919). La trama ruota attorno a una famiglia avarissima che cerca di sfruttare l’eredità di un uomo ricco, Buoso Donati, appena deceduto. Gianni Schicchi, un truffatore astuto, viene coinvolto per risolvere la situazione: travestendosi da Buoso, riesce a redigere, alla presenza del Notaio, un nuovo testamento con cui, però, destina i beni migliori a sé stesso, scatenando l’ira dei parenti, che non possono tuttavia svelare la truffa. Partito il Notaio, Schicchi caccia tutti dalla casa, ormai di sua proprietà; rimangono solo Rinuccio e sua figlia Lauretta, felici delle nozze imminenti.

Desiderio di Michele Mariotti era dimostrare che Giacomo Puccini non è l’ultimo grande compositore della tradizione melodrammatica italiana, ma il musicista capace di condurla nel nuovo secolo senza timori di alcun tipo con accostamenti ai grandi autori del Vecchio Continente. Il Direttore, alla guida di un’Orchestra che lo segue alla perfezione, volutamente contamina Puccini con Ravel, e viceversa. Un risultato musicalmente sorprendente, insolito, indubbiamente coraggioso. La conferma viene proprio dall’analisi iniziata uscendo dal teatro e ripensata successivamente. Forse, con una regia in simbiosi, sarebbe potuta essere un’operazione capace di lasciare un segno indelebile.

Per Ersan Mondtag, berlinese, classe 1987, pluripremiato e tra le firme più visionarie del teatro tedesco (rappresenterà la Germania alla 60ª Esposizione Internazionale d’Arte in programma a Venezia da sabato 20 aprile a domenica 24 novembre 2024) la firma della regia e delle scene del dittico rappresentano il debutto operistico italiano.

Lo ripetiamo spesso: ben vengano regie basate su letture non tradizionali e che collocano la vicenda fuori dagli schemi temporali, però quando lo spazio teatrale e i personaggi di Mondtag – seppur nati da «idee fantastiche» proiettate in luoghi surreali, dalle linee espressioniste e dal cromatismo esasperato – vanno oltre, va messo in conto che lo spettatore si perda, mentre cerca Puccini prima e Ravel dopo.

Complessivamente bene il cast canoro con, nel ruolo di Gianni Schicchi il basso-baritono specializzato in ruoli buffi, Carlo Lepore; accanto a lui, come interprete di Lauretta, il soprano Vuvu Mpofu; Zita è il mezzosoprano Sonia Ganassi e Rinuccio il tenore Giovanni Sala. Completano il gruppo Ya-Chung Huang (Gherardo), Roberto Accurso (Betto), Nicola Ulivieri (Simone), Daniele Terenzi (Marco), Domenico Colaianni (Spinelloccio), Alessandro Guerzoni (Pinellino), Daniele Massimi (Guccio), Valentina Gargano (Nella), Ekaterine Buachidze (La Ciesca) e Mattia Rossi (Ser Amantio di Nicolao) – questi ultimi tre dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma.

Tra i protagonisti de L’heure espagnole ancora il tenore Ya-Chung Huang nel ruolo dell’orologiaio Torquemada e il mezzosoprano francese Karine Deshayes nella parte di Concepciòn. Gli interpreti di Gonzalve e Don Inigo Gomez sono stati il tenore Giovanni Sala e il basso-baritono Nicola Ulivieri. Il baritono Markus Werba era impegnato nei panni del mulattiere Ramiro.

Lo spettacolo è stato ripreso da Rai Cultura che lo trasmetterà su Rai5.

Dettagli

Gianni Schicchi / L’heure espagnole
Seconda parte del progetto triennale “Trittico ricomposto”
In collaborazione con Festival Puccini di Torre del Lago in occasione del centenario della morte del compositore

Direttore Michele Mariotti

Regia e scene Ersan Mondtag

Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma
con la partecipazione della Scuola di Canto Corale
del Teatro dell’Opera di Roma

Regista collaboratore Ariane Kareev
Costumi Johanna Stenzel
Luci Sascha Zauner
Video Luis August Krawen
Drmmaturgia Till Briegleb

Gianni Schicchi
Musica di Giacomo Puccini
Opera in un atto
libretto di Giovacchino Forzano ispirato a un episodio della Commedia di Dante Alighieri

Personaggi e interpreti

  • Gianni Schicchi Carlo Lepore
  • Lauretta Vuvu Mpofu
  • Zita Sonia Ganassi
  • Rinuccio Giovanni Sala
  • Gherardo Ya-Chung Huang
  • Nella Valentina Gargano*
  • Betto Roberto Accurso
  • Simone Nicola Ulivieri
  • Marco Daniele Terenzi
  • La Ciesca Ekaterine Buachidze*
  • Spinelloccio Domenico Colaianni
  • Ser Amantio di Nicolao Mattia Rossi*

*dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma

L’heure espagnole
Musica di Maurice Ravel
Comédie Musicale in un atto
libretto di Franc-Nohain dalla propria omonima commedia

Personaggi e interpreti

  • Torquemada Ya-Chung Huang
  • Concepciòn Karine Deshayes
  • Gonzalve Giovanni Sala
  • Ramiro Markus Werba
  • Don Inigo Gomez Nicola Ulivieri

Nuovo allestimento teatro dell’Opera di Roma
in scena al Teatro Costanzi dal 7 al 16 febbraio 2024

 

Didascalie immagini

foto © 2024 Fabrizio Sansoni
courtesy Teatro dell’Opera di Roma

  1. Gianni Schicchi
    Accurso (Betto), Buachidze (Ciesca), Gargano (Nella)
  2. Gianni Schicchi
    Carlo Lepore (Gianni Schicchi)
  3. Gianni Schicchi
    (una scena dell’opera)
  4. Gianni Schicchi
    (tutto il cast canoro)
  5. L‘heure espagnole
    (una scena dell’opera) 
  6. L’heure espagnole
    Huang (Torquemada), Deshayes (Concepcion), Sala (Gonzalve), Werba (Ramiro)
  7. L‘heure espagnole
    (una ulteriore scena dell’opera)