Secondo titolo della stagione operistica del Teatro Regio è il rossiniano Barbiere di Siviglia caposaldo assoluto del teatro dell’opera buffa, che nonostante le celebrazioni  del centocinquantesimo anniversario della morte del maestro Pesarese si siano concluse a dicembre, viene riproposta  in questo  stesso periodo anche nei teatri di Bologna e Firenze.

A Parma l’allestimento è quello creato nel 2005 da Beppe De Tomasi, di cui Renato Bonajuto riprende la regia, con le scene di Poppi Ranchetti e le luci di Andrea Borelli. Una struttura statica in ferro battuto che evoca architettura  moresca e paesaggi andalusi nella massima semplicità con i cantanti che indossano bellissimi costumi settecenteschi creati da Artemio Cabassi.
A predominare è il colore durante tutta l’opera impreziosita dalle abilità recitative dei cantanti con le gag caratterizzanti l’opera buffa.

Sul versante musicale il maestro Alessandro D’Agostini da una lettura funzionale e l’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini bene come il Coro del Teatro Regio.
Ottima squadra quella del cast canoro dove il mezzosoprano Chiara Amarù, seppur annunciando un’indisposizione per l’ultima replica, ha cantato veramente bene e quindi doppiamente apprezzata e la sua Rosina è stata un personaggio frizzante oltre un bellissimo fraseggio e coloritura.

Corretto il Conte di Almaviva del tenore Xabier Anduaga (scoperto lo scorso anno a Pesaro e, seppur molto giovane, già richiestissimo) ha un buon volume e una dolcezza di fraseggio forse più adatto in un repertorio tardo Ottocento. Da riascoltare nel ruolo in futuro.

Figaro del baritono Mario Cassi  – che ha bissato alla prima aria con il pubblico in delirio – bravissimo e voce perfetta per il personaggio.
Don Bartolo del baritono Simone del Savio dotato di tecnica ineccepibile che, abbinata alle qualità recitative, fa la differenza.

Don Basilio del basso Roberto Tagliavini con voce cupa e capacità attoriali ottime, nell’aria della “calunnia” da il meglio di sé ricevendo scroscianti applausi.
Non per ultima Berta del soprano Eleonora  Bellocci molto brava che conferma l’apprezzamento recente al Teatro Opera di Firenze in Carmen (Frasquita) e Cenerentola (Clorinda).

Bravi tutti gli altri e, in un teatro esaurito, il pubblico dopo quasi tre ore di musica, ha ringraziato gli artisti  con applausi e numerose chiamate sul palcoscenico.
Un Barbiere di Siviglia pieno di colore ed eleganza che sicuramente anche il tradizionalista più intransigente avrà apprezzato.

Didascalie immagini
alcuni scatti durante il Barbiere di Siviglia
foto © Roberto Ricci
courtesy Fondazione Teatro Regio di Parma

 

IL BARBIERE DI SIVIGLIA

Melodramma buffo in due atti di Cesare Sterbini

dalla commedia omonima di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais

Musica Gioacchino Rossini 

prima rappresentazione 20 febbraio 1816 
al Teatro Argentina di Roma

 

Personaggi e interpreti

  • Il Conte d’Almaviva XABIER ANDUAGA
    FRANCISCO BRITO (23, 30)
  • Don Bartolo SIMONE DEL SAVIO
    VINCENZO TAORMINA (23, 30)
  • Rosina CHIARA AMARÙ
    CAROL GARCIA (23, 30)
  • Figaro JULIAN KIM
    MARIO CASSI (23, 29, 31)
  • Don Basilio ROBERTO TAGLIAVINI
    GUIDO LOCONSOLO (23, 30)
  • Fiorello LORENZO BARBIERI
  • Berta ELEONORA BELLOCCI
  • Un ufficiale GIOVANNI BELLAVIA

Maestro concertatore e direttore
ALESSANDRO D’AGOSTINI

Regia BEPPE DE TOMASI
ripresa da RENATO BONAJUTO

Scene POPPI RANCHETTI
Costumi ARTEMIO CABASSI
Luci ANDREA BORELLI

ORCHESTRA REGIONALE DELL’EMILIA ROMAGNA

CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Maestro del coro MARTINO FAGGIANI

Allestimento del Teatro Regio di Parma
22, 23, 24, 29, 30, 31 marzo 2019
(la recensione si riferisce allo spettacolo del 31 marzo)