Prosegue fino a domani al Teatro Carignano di Torino “Ifigenia, liberata” di Angela Demattè e Carmelo Rifici. Vi si racconta la storia della figlia di Agamennone e Clitemnestra come fulcro di una vicenda più grande, più complessa, più stratificata nei secoli e nella cultura.

La virgola del titolo assume fortissima valenza, dividendo idealmente due mondi: quello della protagonista destinata al sacrificio e quello della sua impossibilità di vivere e amare.

Carmelo Rifici, che cura anche la regia, propone un’analisi chiamando diversi autori, classici e moderni, a fornire storie e riflessioni sul tema della violenza dell’uomo come realtà inestirpabile e mistero senza fine, ineliminabile pulsione dell’essere umano alla distruzione.

Lo spettacolo è impostato come una sorta di simposio e, partendo da Euripide, indaga i meccanismi alla base dell’aggressività e, infatti, la quinta di Margherita Palli, è una grande sala prove: attori, pubblico, un regista e una drammaturga mettono in scena il Mito degli Atridi attraverso la morte di Ifigenia, il cui sacrificio diventa solo uno dei tanti, insensati, che costellano il cammino dell’umanità.

Intessuto di numerosissime suggestioni, lo spettacolo si muove così su due diversi piani: quello del teatro e della sua rappresentazione.

Teatro e vita procedono insieme nella comprensione della vera natura del concetto di “sacrificio”, facendo anche intendere come, ancora oggi, in molte parti del mondo, in nome di quel concetto, il male assoluto sia possibile, per un’umanità che non ha imparato niente dai suoi stessi errori.

Didascalie immagini

alcune scene dello spettacolo
foto © Masiar Pasquali

IFIGENIA, LIBERATA
ispirato ai testi di Eraclito, Omero, Eschilo, Sofocle, Euripide, Antico e Nuovo Testamento, Friedrich Nietzsche, René Girard, Giuseppe Fornari

progetto e drammaturgia Angela Demattè e Carmelo Rifici

regia Carmelo Rifici

con (in ordine alfabetico)
Caterina Carpio, Giovanni Crippa, Zeno Gabaglio, Vincenzo Giordano, Tindaro Granata, Mariangela Granelli, Igor Horvat, Francesca Porrini, Edoardo Ribatto, Giorgia Senesi, Anahì Traversi 

scene Margherita Palli
costumi Margherita Baldoni
maschere Roberto Mestroni
musiche Zeno Gabaglio
disegno luci Jean-Luc Chanonat
progetto visivo Dimitrios Statiris

Lugano InScena in coproduzione con LAC Lugano Arte e Cultura, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e Azimut in collaborazione con Spoleto Festival dei Due Mondi, Theater Chur
con il sostegno di Pro Helvetia, Fondazione svizzera per la cultura 

Dove e quando

  • Fino al: – 19 May, 2018