Questo amore
Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l’abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
E’ tuo
E’ mio
E’ stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l’estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l’ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.

 (Jacques Prevért, Questo amore) 

La nuova stagione del Teatro della Pergola si è aperta con una prima nazionale, il monologo di Gabriele Lavia da Jacques Prévert, “I ragazzi che si amano”, in una produzione Fondazione Teatro della Toscana.

Un lavoro che accentua le differenze tra gli amori giovanili e quelli della maturità: i primi tuffati nell’immenso delle passioni e alieni da tutto quanto li circonda, incuranti perfino del parere di chi, ormai, è incapace di vivere o ricordare tanta dolcezza.

Lavia orienta il pubblico a quell’amore salvifico che dà l’unico senso possibile alla vita, un amore a cui aggrapparsi come naufraghi nel mare delle amarezze e ingiustizie dell’esistenza, un amore totalizzante che rigenera e crea un universo in cui non c’è spazio per gli altri, in cui non esiste più niente se non i due giovani amanti.

Un lavoro trasversale che, come spiega il protagonista nel video intervista, varia in funzione del pubblico dei ragazzi delle scuole fino agli affezionati abbonati delle terza età così che oguno possa cogliere spunti per ripercorrere flashback del proprio vissuto.

Due ragazzi si amano e si baciano al tramonto. La gente che passa, vedendoli, li disapprova indignata, ma loro non notano nulla, non ci sono per nessuno, vivono esclusivamente nel loro primo amore.

Perché l’amore tra due giovani deve essere disapprovato, come se fosse qualcosa di proibito? Forse, perché i giovani hanno ancora il coraggio, che deriva dall’incoscienza o dall’innocenza dei loro anni, di manifestarlo liberamente, di viverlo come amore.

Prévert non vuole essere diverso da noi non vuole farsi notare. È vestito di grigio. Porta impermeabile e cappello. La domanda è: che cosa siamo noi? Noi, siamo tutta la vita. Noi ci amiamo e noi viviamo, noi viviamo e noi ci amiamo… Con un colpo di scena che ci dà la misura della grandezza di questo autore, Prévert ci dice che noi non sappiamo che cosa sia la vita, non sappiamo che cosa siano i giorni e non sappiamo che cosa sia l’amore. L’essere è soltanto nella non-coscienza di sé”.

Dettagli

Didascalie immagini

Gabriele Lavia in alcuni momenti de 
"I ragazzi che si amano"
foto di scena © 2017 Filippo Manzini
courtesy Fondazione Teatro della Toscana.

 

I ragazzi che si amano

uno spettacolo di Gabriele Lavia

da Jacques Prévert

musiche Giordano Corapi

produzione Fondazione Teatro della Toscana

prima nazionale Firenze, Teatro della Pergola
dal 14 al 19 novembre 2017

 

Lo spettacolo sarà questa sera in scena a Rieti
al Teatro Flavio Vespasiano.