Dopo dieci anni di assenza dal palcoscenico del Teatro Regio di Parma, torna in scena al Festival Verdi 2019  “I due Foscari”, tragedia lirica in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, dall’omonima The Two Foscari: An Historical Tragedy, opera teatrale in versi di George Byron del 1821. «Bel dramma, bellissimo, arcibellissimo!» scriveva entusiasta Verdi al librettista nei mesi di preparazione durante il periodo dallo stesso compositore definito gli “anni di galera” sentendosi come un condannato ai lavori forzati. Quello dal 1843 al 1850 è un periodo senza sosta in quanto firmava contratti per una nuova opera dovendo terminare la precedente. 

Un accumulo di impegni che gli consentirono l’affermazione sui palcoscenici italiani riducendo però la possibilità di dedicarsi tranquillamente alla composizione. Infatti, a distanza di pochi mesi dal successo veneziano di Ernani, Verdi compositore propose al Teatro Argentina di Roma, il 3 novembre 1844, il suo sesto titolo operistico, ispirato al dramma di Lord Byron. La musica scava, per la prima volta attraverso singoli temi per ciascun personaggio, nei legami più intimi, quelli familiari, e svela i contrasti interiori che dilaniano le coscienze, aprendo la strada alle altrettanto intime Luisa Miller, Stiffelio e Traviata.

Il nuovo allestimento del Regio, in coproduzione con il Teatro Comunale di Bologna, si avvale della regia di Leo Muscato che racconta: “Quando ho iniziato a studiare I due Foscari nel mio cervello si è creata una discrepanza fra musica e storia: da un lato c’era una vicenda ambientata in una Venezia rinascimentale della metà del XV secolo, con uomini che indossavano delle tuniche lunghe fino ai piedi; dall’altra una musica fortemente ottocentesca, con forme chiuse, cabalette eroiche e leitmotiv che caratterizzano i personaggi. Quasi istintivamente mi è venuto spontaneo pensare che se avessimo ambientato questa storia in un’epoca più vicina a Verdi, quella discrepanza non l’avrei più sentita.

La cifra estetica di scene e costumi punta dunque a restituire un’astrazione. Il visivo è portato all’essenza. Per suggerire gli ambienti diversi adoperiamo un unico impianto scenografico che consente molti ed evidenti cambi di immagine. Senza fermare mai l’azione, si passerà da un quadro all’altro, senza soluzione di continuità, conferendo all’azione un ritmo molto serrato. E tutto ciò per alimentare un’idea di teatro che inseguo da sempre: un teatro che metta lo spettatore nella condizione di immaginare quello che non c’è; un teatro in cui la menzogna è bandita e la finzione diventa l’unico mezzo rimasto per riuscire a urlare delle verità che qualcuno possa ascoltare
”.

La storia passa quindi, dall’anno 1457, a un periodo fra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo con bellissimi costumi di quell’epoca realizzati da Silvia Aymonino.  L’impianto scenografico minimalista di Andrea Belli, supportato da luci magistrali di Alessandro Verazzi, esalta il lavoro di “scavo” fatto sui personaggi, in particolare il doge Francesco Foscari chiamato a scegliere tra lealtà allo Stato o alla famiglia e stupisce favorevolmente la bravura scenica dei cantanti.

La parte musicale è stata affidata a Paolo Arrivabeni, un veterano che ben conosce la partitura – a Parma diretta tre volte, ma questa è stata la prima in forma scenica. Il Maestro ha spiegato: “Il direttore d’orchestra è un interprete che si trova di fronte un segno scritto e suo compito è appunto interpretarlo, cercare di capire perché il compositore ha scritto in quel determinato modo. Se Verdi ha scelto una tinta così tetra, così scura, lo ha fatto evidentemente con l’intenzione di seguire lo spirito del soggetto. Ogni volta che dirigo quest’opera sento come le tinte tenebrose abbiano lo scopo di evocare un’ambientazione, per certi versi in alcuni momenti si sente anche il sapore del mare, come Verdi farà poi con Simon Boccanegra. Il compito del direttore è proprio quello di sottolineare quel determinato colore che non a caso Verdi ha voluto mantenere per tutta l’opera.

Ad esempio la scena di Jacopo da solo in prigione: all’inizio c’è un’introduzione strumentale di viola e violoncello soli – e il fatto che Verdi scriva “soli” non è un caso, è quasi onomatopeico, come se volesse già così sottolineare la solitudine in cui si trova Jacopo. Il senso di tristezza e desolazione che comunica questa introduzione è già di per sé geniale. Qui Verdi è veramente avveniristico, ha un fare da compositore del Novecento. Di fronte a una situazione di questo genere occorre semplicemente assecondare quello che Verdi ha voluto suggerire in termini espressivi
”. La Filarmonica Arturo Toscanini e l’Orchestra Giovanile della via Emilia lo seguono in questa lettura di Verdi “romantico” (attentissima al canto e alle due orchestre). Il Coro del Regio, diretto dal maestro Martino Faggiani, conferma l’eccellenza.

Mattatore della serata Vladimir Stoyanov (baritono) per il suo Francesco Foscari dalla voce potente e ampia, ma anche canto morbido e fraseggio che fa la differenza.
Nel ruolo di Jacopo Foscari (tenore) Stefan Pop oramai anche lui spesso a Parma disegna scenicamente un personaggio a tutto tondo anche vocalmente.
Lucrezia Contarini (soprano) interpretata da Maria  Katzarava con voce morbida e bel timbro.

Jacopo Loredano (basso) il cattivo  della situazione interpretato da Giacomo Prestia con una buona prestazione vocale.
Bravi anche i comprimari Barbarigo (tenore) di Francesco Marsiglia, Pisana (soprano) di Erica Wenmeng Gu, il Fante (tenore) di Vasyl Solodkyy e Un servo (basso) di Gianni de Angelis.
Alla fine della recita – dedicata al tenore Marcello Giordani scomparso  prematuramente – grandi applausi per tutti  per una bella produzione.

Didascalie immagini
momenti da “l due Foscari”
foto © Roberto Ricci
courtesy Teatro Regio di Parma

 

I DUE FOSCARI

Tragedia lirica in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, dall’omonima The Two Foscari: An Historical Tragedy, opera teatrale in versi di George Byron.

Musica Giuseppe Verdi 

Edizione critica a cura di Andreas Giger

The University of Chicago Press, Chicago e Casa Ricordi, Milano

Personaggi e interpreti

  • Francesco Foscari VLADIMIR STOYANOV
  • Jacopo Foscari STEFAN POP
  • Lucrezia Contarini MARIA KATZARAVA
  • Jacopo Loredano GIACOMO PRESTIA
  • Barbarigo FRANCESCO MARSIGLIA
  • Pisana ERICA WENMENG GU
  • Fante VASYL SOLODKYY
  • Un servo GIANNI DE ANGELIS

Maestro concertatore e direttore Paolo Arrivabeni

Regia Leo Muscato 

Scene Andrea Belli 

Costumi Silvia Aymonino

Luci Alessandro Verrazzi 

FILARMONICA ARTURO TOSCANINI

Orchestra Giovanile della Via Emilia

CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Maestro del coro Martino Faggiani 

Nuovo allestimento del Teatro Regio di Parma
in coproduzione con Teatro Comunale di Bologna

Spettacolo con sopratitoli in italiano e in inglese

(la recensione si riferisce allo spettacolo di domenica 6 ottobre 2019)

Ultima replica giovedì 17 ottobre ore 20

Dove e quando

Evento: Teatro Regio – Str. G. Garibaldi, 16/a – Parma
  • Fino al: – 17 October, 2019