Debutta questa sera (ore 20) il nuovo allestimento di Faust, dramma lirico di Charles Gounod su libretto di Jules Barbier e Michel Carré, per la bacchetta di Frédéric Chaslin e con la regia di Fabio Ceresa. Un mito che affonda le radici nel Medioevo e ha ispirato nei secoli grandi compositori, scrittori, pittori, che si sono lasciati sedurre dal personaggio di Faust, emblema del desiderio di oltrepassare i limiti imposti dalla condizione umana. La messa in scena nasce dalla sovrapposizione del capolavoro del teatro musicale francese con la più potente riscrittura letteraria moderna del mito faustiano: il romanzo Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov. A motivare questa sovrapposizione è la fascinazione che Bulgakov aveva per il Faust di Gounod, opera che amava e che vide a teatro per più di quaranta volte.
Diversi elementi del romanzo trovano infatti la propria origine non tanto nel Faust di Goethe, quanto nel libretto che ne era stato tratto da Jules Barbier e Michel Carré. Quindi, la regia di Ceresa, sovrappone alla figura del Méphistophélès di Gounod, quella del personaggio di Woland di Bulgakov, e degli altri personaggi de Il Maestro e Margherita come il demone Azazello, l’inquietante Behemot dalle sembianze feline e la strega Hella. Anche la scena, disegnata dallo scenografo Tiziano Santi e illuminata dalle luci curate da Giuseppe Di Iorio, è stata ambientata nella Mosca degli anni Trenta, come nel romanzo di Bulgakov e, alcuni momenti del romanzo, si ritrovano sovrapposti a quelli dell’opera. A questo gioco di sovrapposizioni contribuiscono i costumi firmati da Giuseppe Palella, dove in un mondo grigio monocromatico assume particolare significato il colore rosso fiorentino dei demoni, che diventa emblema della passione che spinge Faust a stringere il patto con Méphistophélès.

“Avvicinarsi al mito di Faust – ha spiegato Fabio Ceresa – significa confrontarsi con un archetipo universale che ha attraversato secoli e culture, segnando profondamente il nostro immaginario collettivo. L’opera di Gounod ha sublimato il poema di Goethe adattandolo con raffinatezza ai fasti del grand opéra francese, ma il cuore pulsante della vicenda rimane intatto: il patto con il diavolo, il desiderio di oltrepassare i limiti imposti dalla condizione umana, la ricerca di un senso ultimo all’esistenza. Il nostro allestimento si muove lungo questa linea, cercando al contempo di far emergere le contraddizioni profonde che innervano questa storia immortale. Il punto di riferimento è la più potente riscrittura moderna del mito faustiano: Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov. Un romanzo che intreccia satira politica, filosofia, umorismo nero e una struggente riflessione sul potere della creazione artistica; nel suo romanzo, il debito con l’opera francese è dichiarato ed evidente… Il nostro allestimento si propone di restituire Faust a una dimensione di urgenza contemporanea, reinterpretando l’impianto ottocentesco per farne emergere nuclei tematici più vicini alla nostra sensibilità. La crisi dell’individuo, la ricerca di significati, il conflitto tra il bisogno di riconoscimento e il prezzo da pagare per ottenerlo, il rifiuto dello stigma sociale, sono elementi che risuonano con forza nel nostro quotidiano. Qual è del resto la vera natura di Mefistofele? Il suo operato è sorprendentemente positivo, ed è volto a smascherare le ipocrisie e i pregiudizi del tessuto sociale in cui opera, interpretando il messaggio messianico con paradossale lucidità, e confondendo le linee di confine che nelle nostre menti umane distinguono il bene dal male. Ancora una volta, il Diavolo ha l’ultima parola.”

Il cast internazionale vede nel ruolo del titolo Ivan Ayón Rivas, uno dei più promettenti giovani tenori di oggi, vincitore del concorso Operalia 2021 e del Premio Abbiati 2022, mentre Marguerite è interpretata dalla beniamina del pubblico palermitano Federica Guida e il demonio Méphistophélès è Erwin Schrott in un ruolo che padroneggia. Di prim’ordine, come sempre, il cast alternativo: dal soprano Benedetta Torre (Marguerite), al tenore Arthur Espiritu (Faust), al basso francese Nicolas Courjal (Méphistophélès). Negli altri ruoli: Valentin Andrew Hamilton e Vinícius Atique in quello di Valentin, Anna Pennisi in quello di Siebel, Daniele Muratori Caputo è Wagner e Natalia Gavrilan è Marthe. Assistente alla regia è Mattia Agatiello, assistente alle scene Veronica Lattuada.

Il direttore francese Frédéric Chaslin arriva per la prima volta sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo, al posto di Daniel Oren che ha dovuto rinunciare a dirigere per motivi di salute. Il Coro del Teatro Massimo è diretto dal maestro Salvatore Punturo. Seguiranno cinque repliche fino al 25 marzo.

Dettagli

Faust
di Charles Gounod
libretto di Jules Barbier e Michel Carré, da Faust di Johann Wolfgang von Goethe

Direttore Frédéric Chaslin

Regia Fabio Ceresa

Orchestra e Coro del Teatro Massimo

Personaggi e interpreti

  • Faust Ivan Ayón Rivas (19, 21, 23) /
    Arthur Espiritu (20, 22, 25)
  • Marguerite Federica Guida (19, 21, 23, 25) /
    Benedetta Torre (20, 22)
  • Méphistophélès Erwin Schrott (19, 21, 23, 25) /
    Nicolas Courjal (20, 22)
  • Valentin Andrew Hamilton (19, 21, 23, 25) /
    Vinícius Atique (20, 22)
  • Siebel Anna Pennisi
  • Wagner Daniele Muratori Caputo
  • Marthe Natalia Gavrilan

Maestro del Coro Salvatore Punturo

Assistente alla regia Mattia Agatiello
Scene Tiziano Santi
Assistente alle scene Veronica Lattuada
Costumi Giuseppe Palella
Luci Giuseppe Di Iorio

Nuovo allestimento del Teatro Massimo

prima: mercoledì 19 marzo ore 20:00
repliche:
giovedì 20 ore 18:30
venerdì 21 ore 20:00
sabato 22 ore 18:30
domenica 23 ore 17:30
martedì 25 ore 18:30

Didascalie immagini

(courtesy Ufficio stampa Fondazione Teatro Massimo)

  1. locandina
  2. il cast

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Teatro Massimo - piazza Giuseppe Verdi - Palermo
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Date: 19 Marzo, 2025 - 25 Marzo, 2025