Dopo l’inaugurale Adriana Lecouvreur e prima de Il ritorno di Ulisse in patria di Claudio Monteverdi e dell’ultima opera, in luglio, Siberia di Umberto Giordano, l’edizione numero ottantatré del Festival del Maggio Musicale Fiorentino ha in cartellone le cinque recite de La forza del destino firmata da Carlus Padrissa, grande innovatore e cofondatore della compagnia La Fura dels Baus.

Il capolavoro verdiano, diretto da Zubin Mehta – melodramma in quattro atti, rimaneggiato dalla versione andata in scena il 10 novembre 1862 a San Pietroburgo fino alla stesura finale del 1869 – è un’opera con una trama difficile, densa di pagine sublimi ideale per rinnovare la collaborazione tra Direttore e Regista essendo impossibile non ricordare quando, a partire dal 2007, insieme portarono a un successo clamoroso, tra le pietre miliari della storia del Maggio Fiorentino, la Tetralogia di Richard Wagner.

Una sintonia nettissima, anche sabato scorso durante la conferenza stampa di presentazione, e il maestro Zubin Mehta, ha ribadito: “Nella Forza del destino di Giuseppe Verdi, troviamo un po’ di tutto, c’è naturalmente l’amore come in tutte le sue opere, la storia, ma anche il pregiudizio razziale, la guerra, e le buffonerie di Fra Melitone. Solo il genio di Verdi poteva concepire una storia come questa e intersecare tutti questi livelli tra loro. In questo allestimento di Carlus Padrissa, un signor genio col quale collaboro da anni, schieriamo un cast con grandissimi cantanti, voci mondiali che sono in grado di incarnare ogni ruolo e sono molto contento, anzi molto felice, di lavorare con tutti loro!”

Carlus Padrissa, ha aggiunto: “La forza del destino, l’opera innominabile, per ragioni scaramantiche, di Verdi, ha una struttura molto complessa per la compresenza di tematiche spesso contrastanti: l’amore e la morte; la vendetta e il perdono, derivante dal sentimento religioso; il dramma e la commedia, ma su tutto un destino inesorabile che schiaccia tutti i personaggi dell’opera. I due amanti Leonora e Alvaro, sono due esseri intrappolati dalla forza del destino, due stelle che, quando si scontrano, formano un buco nero e perdono la loro luce. E il destino è come un buco nero nel quale precipitiamo. Le due stelle appunto sono Leonora e Alvaro; il loro incontro genererà un buco nero (che si vedrà all’inizio dell’opera) e da questo buco nero verranno generate delle onde gravitazionali, come un sasso gettato nell’acqua, che influenzeranno tutta l’opera innescando dei legami tra il presente, il passato e il futuro fino al suo finale che appare come una fatalità. Questa è una produzione italiana e catalana, lavorare al Maggio è sempre un piacere e soprattutto con Zubin Mehta che noi alla Fura consideriamo un nostro padrino e essere a Firenze è straordinario, per me è una città davvero magica.”

Per approfondire i concetti, Michele Salimbeni nelle note filosofiche all’interno del libretto dell’opera, rileva «Secondo una visione deterministica della realtà tutti gli eventi sono collegati tra di loro e accadono secondo un ordine necessario, invariabile e, di conseguenza, “determinato”. Questa concezione del mondo sembra escludere, a prima vista, il libero arbitrio, la facoltà di scelta. È questo rapporto tra causa ed effetto che gli antichi chiamavano Destino? E se è così, quale entità determina l’ordine di questi eventi? Siamo di fronte ad immutabili leggi universali della Natura o si tratta della volontà divina? Il filosofo Giordano Bruno, bruciato sul rogo dall’Inquisizione il 17 febbraio del 1600, sostenne che tutte le entità sottostanno a una necessità che è insieme una legge teologica razionale. Ma queste leggi della Natura sono valide – e necessarie – in ogni mondo possibile? Secondo il metafisico David Lewis (1941-2001) vi sono infiniti mondi in cui, ad esempio, le nostre leggi di natura non sono vere. Quindi per Lewis non si tratterebbe di una necessità metafisica. Oltre alla relazione tra causa ed effetto, un altro aspetto importante della connessione tra gli eventi è la relazione temporale. Gli eventi accadono su piani temporali separati tra di loro oppure essi sono collegati e il mondo è inclusivo nel tempo?»

La messa in scena del Regista, e la sua particolare suddivisione e ambientazione temporale degli atti, si può allora interpretare come una messa in scena dei concetti metafisici di Lewis e della sua particolare ontologia temporale e Salimbeni, prosegue: «Nessun antico romano da gran tempo scomparso, nessuno pterodattilo da gran tempo scomparso, nessuna nube di gas primordiale da gran tempo scomparsa sono troppo lontani nel passato, né le stelle morte e buie sono troppo lontane nel futuro, per essere parte dello stesso mondo. Forse, come io credo, il mondo è un grande oggetto fisico; o forse certe parti di esso sono entelechie o spiriti o aure o divinità o altre cose sconosciute alla fisica. Ma nulla è di tipo così alieno da non essere parte del nostro mondo, purché esista a una qualche distanza e in una qualche direzione da qui, oppure in un qualche tempo precedente o successivo o simultaneo ad adesso” (1). Il tempo e gli eventi storici, come i luoghi geografici, esistono “a una qualche distanza e in una qualche direzione da qui” e sono quindi “contemporanei”. Il presente, il passato, il futuro coesistono sullo stesso piano e sono tutti attuali. È in questa direzione che si muove l’opera di Giuseppe Verdi».

Infatti, nelle note di regia dello stesso libretto, Carlus Padrissa scrive: «Per rendere coerente questo materiale drammatico così vario e contrastante, è necessario avere una concezione ideologica ben precisa che serva a rendere unitario il tutto. Le nostre fonti d’ispirazione sono state le teorie metafisiche di David Lewis e dalle ricerche di “Virgo“, un grande interferometro di Michelson (la cui forma ha ispirato la nostra scenografia e i nostri video), nato da una collaborazione internazionale, con bracci lunghi tre chilometri, situato nel comune di Cascina, vicino a Pisa, in località Santo Stefano a Macerata. È composto da due tunnel: all’interno ci sono specchi e due laser che funzionano nel vuoto e quando convergono formano uno schema di interferenza. A volte è come se il destino ci spingesse verso un buco nero, un luogo dove, anche se tentiamo di resistere, una forza invisibile ci porta verso una regione finita dello spazio, all’interno della quale c’è una concentrazione di massa capace di generare un tale campo gravitazionale, che nessuna particella materiale, nemmeno la luce, può sfuggirle. I  buchi  neri  (la  cui  immagine  si  vedrà  all’inizio  dell’opera)  sono  il  risultato della fusione di due stelle ed espellono onde gravitazionali (un effetto  previsto  dalla  teoria  della  relatività  generale  di  Einstein)  che  possono essere rilevate appunto nell’interferometro “Virgo”».

La nuova produuzione debutterà venerdì prossimo alle ore 19:00 e, due giorni dopo (6 giugno alle ore 21:00) verrà trasmessa sulla piattaforma ITsART. Tra le voci: Saoia Hernàndez, Annalisa Stroppa, Roberto Aronica, Amartuvshin Enkh.

Dettagli

Didascalie immagini
foto © Michele Monasta
courtesy Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino

  1. locandina
  2. il cast de “La forza del destino” alla conferenza stampa di presentazione, sabato scorso al Teatro del maggio Musicale Fiorentino
  3. Amartuvshin Enkhbat e Annalisa Stroppa
  4. Saioa Hernández e Roberto Aronica
  5. Annalisa Stroppa nei panni di un’insolita Preziosilla
  6. Ferruccio Furlanetto nei panni di Padre Guardiano
  7. Amartuvshin Enkhbat e Roberto Aronica

In copertina
una scena de “la forza del destino” durante le prove

 

 

La forza del destino
Giuseppe Verdi

Direttore Zubin Mehta

Regia Carlus Padrissa

Scene Roland Olbeter

Costumi Chu Uroz

Luci e video Franc Aleu

Personaggi e interpreti

  • Leonora Saioa Hernández
  • Don Carlo di Vargas Amartuvshin Enkhbat
  • Don Alvaro Roberto Aronica
  • Preziosilla Annalisa Stroppa
  • Padre Guardiano Ferruccio Furlanetto
  • Fra Melitone Nicola Alaimo
  • Il marchese di Calatrava Alessandro Spina
  • Mastro Trabuco Leonardo Cortellazzi
  • Curra Valentina Corò
  • Un alcade Francesco Samuele Venuti
  • Un chirurgo Roman Lyulkin

Solisti del Coro
Ferruccio Finetti, Leonardo Melani, Nadia Pirazzini, Luca Tamani

Coro e Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino
Maestro del Coro
Lorenzo Fratini

Prima venerdì 4 giugno 2021 ore 19:00
repliche 7, 10, 16 e 19 giugno 2021

 

 

 

nota nel testo
(1) David Lewis, Sulla pluralità dei mondi, 1986

 

 

 

Dove e quando

Evento: La forza del destino

Indirizzo: Teatro del Maggio Musicale Fiorentino - Piazza Vittorio Gui, 1 - Firenze
[Guarda su Google Maps]

Date: 04 Giugno, 2021 - 19 Giugno, 2021