Nel 1790, l’ultimo frutto nato dalla collaborazione tra Wolfgang Amadeus Mozart e il librettista Lorenzo Da Ponte – Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti – è il dramma giocoso in due atti K 588 che si concentra sulla scoperta di sé attraverso travestimenti, inganni, scambi di coppia e smascheramenti arrivando al finale ambiguo, crudo e cinico della commedia, con la morale: «Fortunato l’uom che prende / ogni cosa pel buon verso / e fra i casi e le vicende / da ragion guidar si fa». 

A Bologna, dopo Le nozze di Figaro del 2023, ove modernità e passato si specchiavano svelando quanto poco sia cambiato nelle passioni umane, e Don Giovanni del 2024, in cui il protagonista era un eterno seduttore “a spasso nel tempo”, il nuovo allestimento di Così fan tutte è ambientato negli anni Sessanta del Novecento chiudendo il ciclo della Trilogia Mozart/Da Ponte che il TCBO ha affidato al regista Alessandro Talevi e al direttore d’orchestra Martijn Dendievel (classe 1995) un enfant prodige – cresciuto in una famiglia di musicisti – che, fin dall’età di tre anni suonava il violino, per poi passare al violoncello. Dopo gli studi al Conservatorio di Bruges, ha vinto nel 2021 il German Conductor’s Award, della prima accademia per direttori della Tonhalle orchestra Zurick di Parvo Jarvi, poi premiato dalla LSO Donatella Flick Competition.

Il regista italo-sudafricano, sottolinea: «In questa produzione il punto di partenza è il concetto già esposto nelle opere precedenti: un percorso che interseca le epoche. In Così fan tutte la visione diventa più sottile: l’idea di usare e sfruttare le filosofie di epoche diverse è evidente, ma si tratta di un periodo storico a noi più prossimo. Ho voluto infatti trasportare l’ambientazione negli anni Sessanta del Novecento, quando il mondo si trovava sul bordo di un grande cambiamento che avrebbe rivoluzionato gli atteggiamenti morali e di conseguenza la società: il grande cambiamento, evidente se paragoniamo gli inizi e la fine dei Sessanta, si lega a questa idea di un percorso trasformativo compiuto dalle due coppie di ragazzi [Fiordiligi e Guglielmo, Dorabella e Ferrando] verso l’esplorazione di un’altra morale; più che di infedeltà nuda e cruda parlerei dell’apertura mentale verso una visione relazionale diversa». 

Il personaggio del filosofo Don Alfonso, che ordisce i travestimenti e gli scambi di coppia, è immaginato da Talevi quasi come «un guru dell’epoca: un ricchissimo mecenate, un intellettuale, dotato di una visione molto moderna che si prefigge lo scopo di insegnare qualcosa a questi ragazzi», ispirandosi anche a un romanzo di John Fowles, Il mago, ambientato su un’isola greca.
Riferndoci, all’ultima recita delle cinque previste, il Comunale Nouveau era affollatissimo e fa piacere pensare che, nonostante il ponte di inizio giugno, tante persone si siano date appuntamento per ascoltare l’opera del genio salisburghese. La parte visiva dello spettacolo sposta l’azione in una casa dove fanno bella mostra opere d’arte preziose, dove Don Alfonso tesse la sua tela. Quattro giovani altolocati vengono trasformati in “Figli dei fiori” in un gioco di intrighi, infedeltà e amori.
L’impianto sul palcoscenico è fisso con proiezioni in cui il mare è sempre protagonista con pochissimi gli elementi in scena, ma molta cura del dettaglio. I costumi di Stefania Scaraggi sono efficaci, come luci e video, rispettivamente di Teresa Nagal e Marco Grassivaro.

La bravura di Martijn Dendievel si è notata già dall’overture con attacchi orchestrali precisi e cesello del suono dei singoli strumenti. Assolutamente sempre in sintonia con i cantanti e una lettura della partitura brillante e oculata; con un’Orchestra del teatro felsineo che lo ha seguito e un Coro sopra le righe, elementi che permettono di affermare, senza possibilità di smentita, che la direzione, da sola, vale il biglietto d’ingresso, anche se il cast – composto da sei cantanti sempre in perfetta sintonia e scenicamente perfetti – sono un’altra carta vincente.

Fiordiligi del soprano Mariangela Sicilia è incantevole e sognante. Con tecnica da manuale raggiunge altissimi livelli nel rondò del secondo atto “Per pietà, ben mio perdona“.
Dorabella, del mezzosoprano Francesca di Sauro, una gradita sorpresa: scenicamente a suo agio nella parte, timbro che fa la differenza e mezzi vocali di grandi proporzioni.
Garanzia assoluta Guglielmo, del baritono Vito Priante con colore e timbro invidiabili.
Ferrando, del tenore Marco Ciaponi, raggiunge l’apice di una bellissima prova nella cavatina del secondo atto “Tradito, Schernito“.
Molto brava anche il soprano Giulia Mazzola con voce fresca e brillante.
Per concludere, anche il personaggio che ha ordito tutto, Don Alfonso del basso Nahuel di Pierro, molto bravo sia scenicamente che vocalmente.
Grandissimi applausi per tutti.

Dettagli

Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti
dramma giocoso in due atti di Lorenzo da Ponte, K 588
Musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Direttore Martijn Dendievel

Regia e scene Alessandro Talevi

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna

Personaggi e Interpreti

  • Fiordiligi Mariangela Sicilia (25, 29 maggio e 1° giugno) |
    Karen Gardeazabal (27 e 30 maggio)
  • Dorabella Francesca Di Sauro (25, 29 maggio e 1° giugno |
    Angela Schisano (27 e 30 maggio)
  • Guglielmo Vito Priante (25, 29 maggio e 1° giugno) |
    Francesco Salvadori (27 e 30 maggio)
  • Ferrando Marco Ciaponi (25, 29 maggio e 1° giugno) |
    Francesco Castoro (27 e 30 maggio)
  • Despina Giulia Mazzola (25, 29 maggio e 1° giugno) |
    Silvia Spessot (27 e 30 maggio)
  • Don Alfonso Nahuel Di Pierro (25, 29 maggio e 1° giugno) |
    Davide Giangregorio (27 e 30 maggio)
  • Figuranti Camilla Bricconi, Beatrice D’Arienzo, Martino Fara, Daniele Giuliani

Maestro del Coro Gea Garatti Ansini

Costumi Stefania Scaraggi
Luci Teresa Nagel
Video Marco Grassivaro
Regista assistente e coreografo Danilo Rubeca
Maestro al Fortepiano Nicoletta Mezzini

Nuova produzione del TCBO

Didascalie immagini

alcuni scatti durante Così fan tutte
foto © 2025 Andrea Ranzi

in copertina un particolare della locacindina

(courtesy Ufficio Stampa Teatro Comunale di Bologna)