Correva l’anno 1826 e, il 30 maggio, al Teatro San Carlo debuttava un giovane musicista catanese di nome Vincenzo Bellini con “Bianca e Gernando” (titolo poi modificato per omaggiare l’erede al trono di Napoli Ferdinando di Borbone) melodramma serio in due atti su libretto di Domenico Gilardoni.

Quasi due anni dopo, per il nuovo teatro di Genova venne scelto proprio Vincenzo Bellini che la revisionò affidando la modifica del libretto a Felice Romani, una collaborazione che proseguirà con le opere successive del maestro. La ripresa offriva gli stimoli per riproporre, sotto una nuova luce, l’appassionante vicenda, che già a Napoli aveva riscosso ampi consensi, attraverso miglioramenti sia del testo che della musica.

Giunto a Genova, Bellini ebbe a disposizione, fin dall’inizio di marzo, un cast d’eccezione, con il soprano Adelaide Tosi, il tenore Giovanni David e il basso Antonio Tamburini nei ruoli primari, un’orchestra di sessantacinque elementi e un coro di trentasei.

Due giorni prima del debutto il compositore scriveva al riguardo all’amico Florimo: «Iersera fu l’ultima prova piena e questa sera sarà la generale. I pezzi, su cui spero, sono le tre cavatine e il finale del primo atto e il duetto e le due scene del secondo; e specialmente la scena della Tosi è d’un effetto indicibile; il primo tempo formato da un largo, il secondo dall’agitato che sai e il terzo da una cabaletta che è d’un brillante declamato che trasporta: in una parola non faremo fiasco certo. […] Iersera il duetto ha fatto piangere quante persone v’erano». 

Cosi, il 7 aprile, alla presenza delle autorità cittadine e dei regnanti sabaudi, il Teatro Carlo Felice ebbe la sua inaugurazione con “Bianca e Fernando” e, come ricorda una cronaca del tempo «tra il giubilo e l’ammirazione de’ cittadini e de’ molti forestieri tratti a Genova da così splendida festa». Il successo fu ampio – gli annali registrano ben ventuno recite dell’opera e «con favore crescente».

Malgrado ciò, per i casi imperscrutabili del fato la tradizione di “Bianca e Fernando” ha trattenuto fino ad oggi ben poco delle novità che avevano reso così speciale l’esperienza genovese. Per oltre un secolo si è cercato di recuperarne i contenuti partendo dal confronto tra la stesura primigenia napoletana e alcune varianti del tardo Ottocento, ma mancavano all’appello vari brani, a partire dallo smagliante Allegro in re maggiore che integrava la sinfonia d’apertura originaria.

Finalmente, in prima esecuzione moderna, è stato riportato alla luce quel gioiello del 1828 (nel capoluogo ligure mancava dal 1978), l’occasione per ascoltare preziose pagine belliniane andate perdute, tra cui anche quelle dell’Allegro in re maggiore ed alcune arie dell’opera tra quelle citate da Bellini nelle sue lettere, oggi tornate alla luce. Tale risultato è frutto del capillare lavoro di ricerca promosso dalla Fondazione Teatro Carlo Felice nell’ambito del progetto Civiltà musicale genovese, realizzato in collaborazione con il Centro Studi belliniani e la Fondazione Bellini di Catania sotto il coordinamento della musicologa Graziella Seminara, specialista del compositore e prossima curatrice della partitura per l’edizione critica nazionale delle Opere di Vincenzo Bellini. La città di Genova, a sua volta, ha favorito il ritrovamento di alcuni importanti materiali, rinvenuti nel Museo del Risorgimento e nella biblioteca del Conservatorio Niccolò Paganini.

La recensione si riferisce alla quarta recita delle cinque previste, quella domenicale dove, un folto pubblico di melomani è arrivato in una città assolata. Doveroso ringraziamento al Teatro, e alle sue maestranze, per aver operato affinché lo spettacolo potesse andare in scena regolarmente. Il sovrintendente Claudio Orazi ha infatti spiegato che a causa di un guasto alla macchina scenica, l’opera sarebbe stata eseguita con un impianto fisso e senza movimenti.
Lo spettacolo è stato affidato al regista Hugo de Ana che ha curato anche scene e costumi con luci di Valerio Alfieri.
Per quanto è stato possibile vedere si focalizza sui colori bianco e nero delle due fazioni con elementi sferici e bellissimi costumi.

Punto di forza la direzione del maestro Donato Renzetti, pochi come lui conoscono queste partiture e, già l’esecuzione  dell’overture è straordinaria, per poi proseguire in un crescendo grazie alla perfetta interrelazione con l’Orchestra  del Teatro Carlo Felice e il prezioso contributo del Coro guidato dal maestro Francesco Aliberti. 

Il cast vocale ha visto nei panni dei protagonisti del titolo il soprano Salome Jicia – che colpisce per la sua grande  abilità negli acuti, una voce capace di fare la differenza e, in ” Sorgi o padre…” del secondo atto, veramente bravissima – e Giorgio Misseri che, da subito, fa sua una parte veramente impervia per il tenore regalando una bella performanceA tanto duol…” del primo atto.
Molto bravo Filippo (basso/baritono) di Nicola Ulivieri, una gradita sorpresa Carlo (basso) di Alessio Cacciamani per la solida voce. Bravi tutti gli altri.

Alla fine dello spettacolo tanti applausi e una meritata standing ovation al maestro Donato Renzetti, con un pubblico consapevole di aver assistito a una gemma rara della produzione belliniana.



Dettagli

Didascalie immagini

alcuni momenti dell’opera
e la locandina del 7 aprile1828
courtesy Fondazione Teatro Carlo Felice

 

 

In copertina

una pagina della partitura originale (fonte)

Bianca e Fernando

prima esecuzione moderna dell’opera di Vincenzo Bellini,
nella versione presentata in occasione della storica inaugurazione
del Teatro il 7 aprile 1828

Maestro concertatore e direttore Donato Renzetti

Regia, scene e costumi Hugo de Ana

Luci Valerio Alfieri

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Carlo Felice

Maestro del Coro Francesco Aliberti

 

 

 

Personaggi e interpreti

  • Bianca       Salome Jicia/Francesca Tiburzi (20)
  • Fernando   Giorgio Misseri/David Ferri Durà (20)
  • Filippo       Nicola Ulivieri/Simon Lim (20)
  • Carlo         Alessio Cacciamani/Francesco Leone (20)
  • Clemente   Giovanni Battista Parodi
  • Viscardo    Elena Belfiore
  • Eloisa         Carlotta Vichi
  • Uggero       Antonio Mannarino/Renato Parachinetto (20)

 

Nuovo allestimento

Teatro Carlo Felice di Genova
dal 19 al 30 novembre 2021