Settanta appuntamenti in venticinque giorni, si è concluso il Festival Verdi 2018 che segna un nuovo record, quello di incassi alla biglietteria – superiore anche al 2016 – con oltre trentamila spettatori che hanno assistito agli spettacoli del Festival e di Verdi Off. La chiusura è avvenuta domenica scorsa con Attila, tornato sul palcoscenico del Teatro Regio di Parma dopo vent’anni dall’ultima messinscena, in un nuovo allestimento in coproduzione con State Opera Plovdiv (la città bulgara disignata – insieme alla nostra Matera – Capitale della Cultura Europea 2019) eseguito in edizione critica a cura di  Helen M.Greenwald.

Firmata da Andrea De Rosa, nelle note di regia si legge: «Mi sembra che un profondo senso del sacro, inteso come ordine armonico delle cose, si ritrovi in tutta l’opera di Verdi  La ferocia degli uomini, che fin dal prologo viene messa a tema dell’Attila, è uno degli elementi di maggior disturbo di questo ordine. Ma il rapporto con il sacro, con il senso del mistero, vive soprattutto di sogni, di apparizioni. Il “soffio procelloso” che spegne tutte le torce durante il finale dell’atto secondo fa rabbrividire perché ha la forza e la potenza del segno soprannaturale. Odabella prima e Attila poi sono scossi da visioni di fantasmi così vivide che si confondono con la realtà. Lungi dall’intendere questi eventi come mera ingenuità superstiziosa, mi sembra invece che Verdi ci inviti ad intenderli come potenza ignota e misteriosa, come segni di una natura che assurge a ruolo di protagonista a tutti gli effetti».

Andrea de Rosa (accontentando il melomane più tradizionale) ci immerge in un’atmosfera plumbea e di sofferenza. Su un pavimento di roccia lavica e uno squarcio nel muro, tutto ha inizio, e la fossa al centro del palcoscenico – dove si rifugiano i cristiani – alla fine diverrà la tomba di Attila.

Pietà e compassione sono bandite predominando violenza e inganno. Effetto cinematografico per le luci di Pasquale Mari e i costumi di Alessandro Lai assecondano la miscela di epoche voluta dal regista. Uno spettacolo che lascia spazio alla lettura dello spettatore, ma sempre chiarissimo così da non indurre in errore.

La parte musicale dell’opera, eseguita in versione integrale, è stata affidata al maestro Gianluigi Gelmetti che, con impeto e forza, guida la Filarmonica Toscanini in questa impervia partitura e l’Oorchestra lo asseconda. Il Coro del Teatro Regio di Parma, che in quest’opera ha una parte difficile e importante, regala una bella performance con la direzione del maestro Martino Faggioni.

Un cast vocale di tutto rispetto iniziando dal protagonista, Attila, nelle altre recite interpretato da Riccardo  Zanellato mentre, nell’ultima, il ruolo è stato sostenuto fa Michele  Pertusi che ha disegnato un personaggio a tutto tondo sia vocalmente che scenicamente e regalando un bis nella cabaletta “Mentre gonfiarsi l’anima… oltre quel limite” con un tripudio di applausi.

Molto brava la Odabella del soprano Maria José  Siri – ascoltata nel ruolo a Bologna – ha un’emissione morbida e sicurezza negli acuti. Il baritono Vladimir  Stoyanov – che è di casa al Teatro Regio – ha cantato da vero fuoriclasse dimostrando padronanza del ruolo di Ezio.

Foresto del tenore Francesco  Demuro, emissione e timbro squillante e grande eleganza nel fraseggio con bella presenza scenica. Imponente e perfetto papa Leone del basso Paolo Battaglia e, infine, preciso il Uldino del tenore Saverio Fiore.

Alla fine dell’opera grandi applausi per tutti e un arrivederci al prossimo Festival 2019 dove saranno di scena: Luisa Miller, Aida, Nabucco e Due Foscari.

Didascalie immagini nel testo e in copertina
scatti durante l’ultima replica del 21 ottobre 2018
foto © Roberto Ricci
courtesy Festival Verdi
Teatro Regio Parma

 

ATTILA
Dramma lirico in un prologo e tre atti, libretto di Temistocle Solera completato da Francesco Maria Piave,
dalla trilogia Attila, König der Hunnen di Zacharias Werner

Musica GIUSEPPE VERDI

Edizione critica a cura di Helen M. Greenwald

The University of Chicago Press, Chicago e Casa Ricordi, Milano

 

Personaggi e Interpreti

  • Attila RICCARDO ZANELLATO
    MICHELE PERTUSI (21)
  • Odabella MARIA JOSÉ SIRI
  • Ezio VLADIMIR STOYANOV
  • Foresto FRANCESCO DEMURO
  • Leone PAOLO BATTAGLIA
  • Uldino SEVERIO FIORE

           
Maestro concertatore e direttore GIANLUIGI GELMETTI

Regia e scene ANDREA DE ROSA

Costumi ALESSANDRO LAI

Luci PASQUALE MARI

FILARMONICA ARTURO TOSCANINI

CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Maestro del coro MARTINO FAGGIANI

Nuovo allestimento del Teatro Regio di Parma
in coproduzione con State Opera Plovdiv 

prima: domenica 30 settembre 2018
repliche 6, 13 e 21 ottobre 2018