Il teatro Dante Alighieri di Ravenna ha iniziato la stagione 2022 il 14 e il 16 gennaio con un’opera di Verdi che non è proposta così frequentemente: Aroldo, scritta per inaugurare il Teatro Nuovo di Rimini nel 1857 dove questa produzione ha debuttato.

Il libretto è di Francesco Maria Piave, ispirato da Harold: last of the Saxson Kings di Edward Bulwer-Lytton, The Betrothed e da La donna del lago di Walter Scott, è il rifacimento di Stiffelio scritta nel 1850 sempre su libretto di Piave.
La vicenda si svolge nel 1200 circa ed è incentrata sul tradimento di Mina nei confronti del marito Aroldo che, di ritorno da una crociata, trova la consorte cambiata per la relazione con un altro uomo: Godvino, ospitato in casa della donna e di suo padre Egberto.

Una storia sul tradimento coniugale, sulla perdita dell’onore, sul perdono e sull’amore che, seppur colpevole al punto di indurre in errore, ha anche il potere di cambiare il sentimento di rabbia in perdono ed è questo il lieto fine dell’opera.
Il regista Edoardo Sanchi, affiancato da Emilio Sala per la drammaturgia, ha scelto un’epoca moderna, la seconda guerra mondiale. Tutto inizia con la voce fuori campo (Ermanna Montanari) che racconta come la vicenda di Mina si intrecci con quella del teatro Galli di Rimini. Il protagonista fa ritorno dalla guerra coloniale dell’Africa Orientale insieme all’amico Briano, pio solitario, che lo ha salvato da morte certa.

L’allestimento nulla toglie allo sviluppo della storia che ci ricorda gli orrori della guerra e la distruzione del teatro di Rimini avvenuta nel 1943 in seguito ad un bombardamento che rase al suolo quasi totalmente la città.

I vari stati d’animo che affiorano nei personaggi sono stati evidenziati anche dall’uso delle luci di Nevio Cavina in perfetta armonia con la musica .
Il ruolo del protagonista è del tenore Luciano Ganci, una voce brillante e sicura, ha trasmesso tutte le sfaccettature del personaggio nei vari sentimenti che lo invadono.

La parte di Mina è affidata al soprano Roberta Mantegna che, con una bella voce sorretta da un’ottima tecnica, ha reso partecipe tutto il pubblico della disperazione di chi ha tradito, ma cerca perdono per il suo errore.

Egberto è stato reso molto bene dal baritono Vladimir Stoyanov. Una bella voce ed un’ottima interpretazione del genitore severo, ferito profondamente dal comportamento della figlia.
Briano, il basso Adriano Gramigni, bella voce, in perfetta sintonia con il suo personaggio di amico fedele.

Godvino è il giovane tenore Riccardo Rados, una voce piacevole, presente in molti teatri, per un ruolo reso molto bene del cavaliere innamorato di una donna sposata.
Enrico è il tenore Donato Scorza, bravo in un piccolo ruolo.

La direzione dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini è affidata al maestro Manlio Benzi che ha diretto con determinazione ed eleganza dei giovani musicisti che hanno dimostrato una grande bravura e professionalità.
Il Coro del Teatro Municipale di Piacenza, diretto dal maestro Corrado Casati, in questa opera, ha delle parti importanti e ci ha regalato momenti molto emozionanti di canto ed interpretazione.

Hanno contribuito poi alla realizzazione ed al successo di questa produzione: per le ottime scene Giulia Bruschi, per i costumi – perfetti dell’epoca – Raffaella Giraldi e Elisa Serpilli, per gli impeccabili movimenti scenici Isa Traversi, per il montaggio video e proiezioni di straordinario impatto Matteo Castiglioni.

Uno spettacolo emozionante, coinvolgente che ha reso partecipe il pubblico nei vari forti sentimenti che entrano in gioco nella vicenda, applausi per tutti molto sentiti per un’opera che meriterebbe di essere rappresentata di più.