La Stagione 2024/25 dell’Opera di Roma si inaugura oggi (ore 18:00) con Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi e, questa nuova produzione, segna il ritorno al Costanzi di Richard Jones dopo i successi de La dama di picche (2015) e Káťa Kabanová (2022). Il pluripremiato regista britannico – vincitore di nove Olivier Awards e due South Bank Show Awards – affronterà la storia del primo doge di Genova colma di intrighi politici e scontri di classe, passioni irrisolte e bramosie di potere. Il dramma verdiano sulla crisi del sistema politico e del tormento di un uomo diviso tra l’amore per la figlia e i propri doveri istituzionali. Una tragedia in cui il mare, cornice onnipresente nell’opera, è sfondo di una Genova in tumulto, ma anche il riflesso dell’animo inquieto dei protagonisti. Verdi tornò sulla partitura più di vent’anni dopo l’insuccesso di una prima versione – rappresentata a La Fenice di Venezia nel 1857 – in un momento di svolta delle proprie concezioni drammaturgiche.

Sul podio sale il direttore musicale dell’Opera di Roma, Michele Mariotti, che ha diretto il suo primo Simon Boccanegra nel 2007, a soli ventotto anni, per l’apertura della stagione del Teatro Comunale di Bologna. Nel 2021 è tornato a eseguire il titolo in forma di concerto, sempre con la stessa orchestra, al Festival Verdi di Parma e spiega: «Nel Simon Boccanegra di Verdi, amore e potere si trovano crudelmente schierati l’uno contro l’altro. Da una parte la musica esprime un’atmosfera liquida, scura e inafferrabile proprio come gli intrighi del potere, dall’altra, per mezzo del canto isolato di un fagotto o delle oscillazioni cromatiche degli archi, ci commuove. Nel finale del primo atto, ad esempio, Verdi delinea un quadro di inaudita violenza: uno scontro tra patrizi e plebei che sarà interrotto solamente dal pianto del doge che va gridando ‘pace’ e ‘amore’. Ma in un mondo così bieco non c’è posto né per l’amore né per la pace, se non quella che Simon Boccanegra troverà nell’ultimo abbraccio con il mare, che diventerà così la sua tomba».

Il cast canoro vede, nel ruolo del titolo, un interprete di riferimento del repertorio verdiano, il baritono Luca Salsi, già apprezzato al Festival di Salisburgo nel 2019 e più recentemente alla Scala di Milano. Accanto a lui, nel ruolo di Maria Boccanegra, il soprano Eleonora Buratto, applauditissima Madama Butterfly nella Stagione 2022/23. Sempre al Costanzi ha già interpretato la figlia del doge nel 2012, ruolo che poi ha portato nel 2014 in tournée con l’Opera di Roma al Bunka Kaikan di Tokyo, entrambe le volte sotto la direzione di Riccardo Muti.

A cantare Jacopo Fiesco è invece il basso Michele Pertusi che, in questa veste, è già salito sui palchi di Vienna, Torino, Bologna e Parma.
Il tenore Stefan Pop è invece Gabriele Adorno che ricordiamo con piacere quando, nel febbraio 2023, ha cantato nel Requiem di Verdi diretto da Mariotti.
Nei panni del filatore d’oro Paolo Albiani canta il baritono Gevorg Hakobyan, mentre il popolano Pietro è incarnato dal basso Luciano Leoni.

Nelle repliche del 29 novembre, 1 e 4 dicembre, Simon Boccanegra è invece interpretato dal baritono Claudio Sgura, apprezzatissimo Scarpia nella recente produzione di Tosca al Caracalla Festival di cui tornerà a rivestire i panni, a maggio all’Opera di Roma, nella ripresa di Alessandro Talevi. Sempre nelle stesse repliche, il soprano Maria Motolygina debutterà con la Fondazione Capitolina nei panni di Maria Boccanegra; Jacopo Fiesco sarà Dmitri Ulyanov, anche lui prima volta sul palco del Costanzi; Gabriele Adorno sarà cantato da Anthony Ciaramitaro, che torna all’Opera di Roma dopo aver interpretato Faust nel Mefistofele che ha inaugurato la Stagione 2023/24.

Ricordiamo che la prima di oggi, verrà trasmessa in diretta su Radio3 e in differita alle ore 21:15 da RaiCultura su Rai5.