Ultima replica questa sera (ore 20) per Orfeo ed Euridice – azione teatrale per musica in tre atti composta intorno al mito di Orfeo da Christoph Willibald Gluck, su libretto di Ranieri de’ Calzabigi – che torna a Parma dopo trentanove anni per aprire la Stagione d’Opera del Teatro Regio, in un nuovo allestimento realizzato in coproduzione con ITeatri di Reggio Emilia e firmato da Shirin Neshat. L’artista iraniana-americana, scrive “Quando Alessio Vlad mi ha proposto di dirigere Orfeo ho subito capito che quest’opera era la storia giusta per me, con interessanti possibilità visive e concettuali perfettamente in linea con il mio lavoro passato nella fotografia e nel cinema. Orfeo è ricco di dualità: amore e morte, dolore e gioia, cielo e terra, mondo e inferno, magia e realismo e, infine, coscienza e subconscio. Fin dall’inizio ho immaginato quest’opera in bianco e nero per incarnare alcuni di questi paradossi, ma anche per rimanere fedele al mio stile caratteristico, in cui i contrasti tra i diversi elementi di una storia sono sottolineati in termini visivi. Insieme al mio meraviglioso team, in particolare alla drammaturga Yvonne Gebauer, abbiamo trovato la nostra interpretazione e il nostro linguaggio visivo per Orfeo ed Euridice.

Nella nostra interpretazione Orfeo non appare come una figura mitologica, ma come un essere umano, un uomo in conflitto tra il proprio ego, il narcisismo e l’amore incondizionato per sua moglie EuridiceOrfeo rimane completamente distrutto quando deve affrontare la perdita di Euridice, morta suicida. Orfeo cade in una crisi esistenziale e non è più in grado di distinguere tra illusione e realtà, vita e morte, innocenza e colpa. Questo disorientamento gli apre uno spazio immaginario e gli inferi si trasformano in un paesaggio di coscienza e giudizio, dove Orfeo si ritrova in un bizzarro processo, incontrando le ombre di se stesso, i ricordi, la mortalità e le prove delle sue colpe. Alla fine, il passaggio di Orfeo attraverso gli inferi diventa un viaggio nell’oscurità, nel dubbio, nel dolore e nei limiti umani. Euridice, invece, tormentata dalla perdita del figlio e dalla crudeltà e incapacità del marito di piangere questa tragedia, si getta nella morte. Successivamente, quando Orfeo, in un tentativo disperato e con l’aiuto magico di Amore, appare negli inferi per liberare Euridice, lei torna esitante alla vita solo per ritrovarsi disillusa e sopraffatta dall’assenza di suo figlio. Quest’opera inizia e finisce con film muti in bianco e nero che aggiungono un altro livello narrativo, offrendo uno sguardo per lo più intimo sui personaggi e sulla relazione tra Orfeo ed Euridice.

All’opera che si svolge in palcoscenico si sovrappongono le immagini riprese a Parma da Shirin Neshat nelle scorse settimane, per offrire un ulteriore livello narrativo, fatto soprattutto di sguardi intimi sui personaggi e sulle loro relazioni. Un racconto che presenta Orfeo ed Euridice non come due esseri mitologici, ma come due esseri umani che vivono l’amore, il dolore, l’incomunicabilità, in un viaggio tra la vita e la morte.

Oltre alla regista anche Fabio Biondi ha debuttato al Teatro Regio, dirigendo la Filarmonica Arturo Toscanini e il Coro del Teatro Regio di Parma (preparato da Martino) nell’opera eseguita nella versione viennese del 5 ottobre 1762 al Burgtheater. Il Direttore ha dichiarato “L’organico orchestrale di Orfeo ed Euridice è lontano dagli standard usuali: è più piccolo qualitativamente e e più snello timbricamente. Ciononostante, si differenzia da altre partiture operistiche coeve per una certa ricchezza strumentale. […] Altra particolarità di questa partitura poi è che l’orchestra è divisa in due parti, che si rispondono fra loro. Dunque, il concetto orchestrale di base di Orfeo ed Euridice è eccezionale per il XVIII secolo, soprattutto perché dietro si nasconde un codice di differenziazione legato a un’operazione riformista. […] In generale in questa partitura bisogna intervenire sul piano interpretativo in modo che il dramma scorra e si eviti il pericolo del tedio, anche a livello di passaggi fra recitativi secchi e accompagnati. Da questo punto di vista per il direttore sono situazioni sfidanti. Ma la realtà è che Orfeo ed Euridice non è un’opera che parla da sola, bisogna lavorarci dentro per renderla mobile, armonica, e capace di comunicare significati”.

Di grande rilievo la parte musicale con un’ottima lettura, davvero coinvolgente; ci riferiamo alla replica pomeridiana di domenica 25 gennaio. In un teatro affollato, quando le luci in sala si sono spente, nei primi momenti scorrono immagini di vita quotidiana in una camera da letto, due mimi con le sembianze di una giovane coppia di sposi: Orfeo ed Euridice iniziano a muoversi sul palcoscenico creando momenti di intensa suggestione – naturalmente nel silenzio più assoluto – tutto è bianco, grigio e nero, colori che ci accompagnano per tutto lo spettacolo. 

L’impianto scenico è  essenziale, ma allo stesso tempo elegante e le luci sono utilizzate al meglio; gli ambienti si creano con porte scorrevoli e le proezioni visive sono bellissime. La porta degli inferi è un portone centrale enorme dove, con un gioco  di ombre, i personaggi diventano giganti creando pura suggestione. Visivamente uno spettacolo indimenticabile, capace di rapire il pubblico che lo ha visto e ascoltato in religioso silenzio; aspetto non trascurabile perché tutt’altro che frequente.

I tre cantanti solisti, tra cui primeggia, rimanendo in scena per tutta la durata dello spettacolo il controtenore romagnolo Carlo Vistoli, che oramai troviamo presente nei maggiori cartelloni di musica barocca in Europa, è lui il mattatore assoluto dando a Orfeo timbro brillante e sicuro, con un controllo del fiato notevolissimo.

Al momento di “Che farò senza Euridice…“, cantata con precisione assoluta, il pubblico ha rotto il silenzio tributando meritati applausi.
Euridice del soprano Francesca Pia Vitale, ha un timbro morbido per una performance di grande rilievo.
Amore del soprano cipriota Theodora Raftis, molto brava sia scenicamente che vocalmente. 

Alla fine grandissimi applausi per tutti e standing ovation per Carlo Vistoli.
Uscendo, la consapevolezza di aver assistito a uno spettacolo imperdibile.

Dettagli

Orfeo ed Euridice
musica Christoph Willibald Gluck
azione teatrale per musica in tre atti su libretto di Ranieri de’ Calzabigi
versione Vienna 1762
Edizione Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano

Direttore Fabio Biondi

Regia Shirin Neshat

Filarmonica Arturo Toscanini
Coro del Tatro Regio di Parma

Personaggi e interpreti

  • Orfeo Carlo Vistoli
  • Euridice Francesca Pia Vitale
  • AmoreTheodora Raftis

Maestro del coro Martino Faggiani

Scene Heike Vollmer
Costumi Katharina Schlipf
Luci Valerio Tiberi
Coreografie Claudia Greco
Drammaturgia Yvonne Gebauer
Direttore della fotografia Rodin Hamidi

Nuovo allestimento Teatro Regio di Parma in coproduzione con ITeatri di Reggio Emilia
in scenda da venerdì 23 gennaio e ultima replica questa sera ore 20

Didascalie immagini

alcuni scatti durante l’esecuzione dell’opera
foto © 2026 Roberto Ricci
(courtesy Ufficio stampa Teatro Regio di Parma)

 

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Teatro Regio - Strada Giuseppe Garibaldi, 16/a - Parma
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Fino al: 31 Gennaio, 2026