Venerdì scorso ha avuto inizio la Stagione Lirica 2018 del Teatro Regio di Parma con Rigoletto nell’allestimento realizzato nel 1987 e, dopo trent’anni di successi nei teatri di tutto il mondo, le atmosfere ideate da Pier Luigi Samaritani – che ne firmò scene e costumi – continuano a incantare anche il pubblico del terzo millennio nell’allestimento ripreso sapientemente da Elisabetta Brusa che di Pier Luigi Samaritani è stata allieva e spiega:
Mettere in scena un’opera lirica vuol dire oggi confrontarsi con tanti interrogativi che incominciano con il chiedersi cosa sia la tradizione e cosa sia la modernità e come oggi, all’interno dei mille cambiamenti in corso, sia meglio procedere per non disperdere quel fuoco che alimenta ogni opera e che, personalmente, identifico con la capacità della lirica di creare continui e profondi affetti tra il palcoscenico e la sala.

Al di là della potenza delle partiture e delle sonorità delle orchestre e delle voci, complici di questa antica alchimia sono anche gli allestimenti e il più “moderno” concetto di messa in scena. Ora, credo che il nostro Rigoletto possieda tutti questi elementi. Dentro all’ombra e alla dissoluzione in cui si muove la corte del duca di Mantova affiorerà allora per contrasto una luce: la capacità di amare di Gilda, solida e affascinante figura di fanciulla che, grazie all’amore, si trasforma in donna/persona. Sottile linea di speranza di cui vogliamo nutrirci e che il teatro con la solidità della sua tradizione, capace però sempre di accogliere gli umori della modernità, può contribuire a diffondere, come faro di questo mare/mondo in tempesta
”.

Le rôle-titre, spetta al baritono Leo Nucci “il” Rigoletto che festeggia al Teatro Regio mezzo secolo di carriera e che annovera oltre cinquecento interpretazioni del gobbo sin dal suo esordio e oggi…è  sempre lui a impnotizzare il pubblico. Tra i tanti ricordi, quello del 5 agosto 1998 all’Arena di Verona di una recita indimenticabile con Marcelo  Alvarez  (Duca) e  Inva Mula (Gilda). Ancor oggi la sua performance non ha rivali, un bravo artista che ha una presenza scenica pari alla sua voce anche in altri ruoli. Lo stesso Leo Nucci, racconta: “In questi cinquant’anni la mia interpretazione di Rigoletto è cambiata nel capire e approfondire continuamente grazie a una passione assoluta per l’opera. Il debutto nel ruolo del buffone verdiano, il 10 maggio 1973, è avvenuto con mia moglie incinta, adesso siamo nonni di due nipoti: la vita cambia e se l’interprete si spoglia di se stesso e cerca il più possibile di vivere il personaggio, quello che si accumula dentro di tutto questo vissuto diventa spontaneamente ciò che cambia un’interpretazione dopo tanti anni.

A Genova, prima della recita di debutto, ho chiesto al regista, il grande Rolando Panerai, 94 anni, di poter avere una certa libertà interpretativa pur mantenendo la linea registica che mi aveva chiesto. Mi ha risposto di fare tranquillamente ciò che sentivo. Ecco, quello che ho avvertito dentro alla prima è diverso da quello che avevo sentito alla generale, e così alla successiva e poi ancora, sarà ogni volta differente. Se all’inizio mettevo solo la voce  ora mi rendo conto che è aver vissuto e assorbito la parola scenica a fare la differenza. È la parola scenica a dare la vita e dà la possibilità di reinventarti sulla base dell’esperienza che ci si è fatta. Tra l’altro Rigoletto è un  personaggio  talmente profondo che dà la possibilità ogni volta di rinnovarlo semplicemente mettendo tutto se stesso senza sovrapporre intellettualismi: a quel punto sì che l’esperienza accumulata viene fuori tutta”.


La parte del Duca di Mantova è affidata a Stefan Pop, un giovane tenore in carriera che canterà ancora a Parma nel Roberto Devereux mentre a fine mese lo ascolteremo in Norma a Genova e successivamente a Bologna nel Simon Boccanegra.
La soprano è la giovane Jessica Nuccio che ha sostituito per indisposizione Maria Mudryak è entrata brillantemente in un cast vocale perfetto dove vi sono anche il basso Giacomo Prestia (Sparafucile) e il mezzosoprano Rossana Rinaldi (Maddalena), due grandi artisti  che ho apprezzato in molti ruoli.
La parte di Marullo è stata sostenuta dal baritono Enrico Mirabelli per l’indisposizione di Marco Mistico.
La direzione dell’Orchestra dell’Opera Italiana e del Coro del Teatro Regio di Parma – preparato da Martino Faggiani – è affidata a Francesco Ivan Ciampa.

Alla replica di domenica scorsa a cui ho assistito, un tripudio per Leo Nucci e applausi per tutti in un altro pomeriggio indimenticabile.

Dettagli

DIDASCALIE IMMAGINI
Foto © Roberto Ricci
courtesy Teatro Regio Parma
alcune scebe di Rigoletto
in occasione dei 50 anni di carriera di Leo Nucci



RIGOLETTO
Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave dal dramma Le roi s'amuse di Victor Hugo
Musica GIUSEPPE VERDI

Personaggi e Interpreti 

  • Il Duca STEFAN POP
  • ALESSANDRO SCOTTO DI LUZIO (16, 19, 21)
  • Rigoletto LEO NUCCI
  • AMARTUVSHIN ENKHBAT (19, 21)
  • Gilda JESSICA NUCCIO
  • DANIELA CAPPIELLO (16, 19, 21)
  • Sparafucile GIACOMO PRESTIA
  • GEORGE ANDGULADZE (16, 19, 21)
  • Maddalena ROSSANA RINALDI
  • VETA PILIPENKO (16, 19, 21)
  • Giovanna CARLOTTA VICHI
  • Conte di Monterone CARLO CIGNI
  • Marullo MARCO NISTICÒ
  • ENRICO MARABELLI (12, 14)
  • Matteo Borsa   GIOVANNI PALMIA
  • Conte di Ceprano DANIELE TERENZI
  • Contessa di Ceprano ARIANNA MANGANELLO
  • Un paggio ARIANNA MANGANELLO
  • Un usciere TAE JEONG HWANG
  • DANIELE CUSARI (16, 19, 21)

Maestro concertatore e direttore
FRANCESCO IVAN CIAMPA

Regia
ELISABETTA BRUSA ricordando PIER LUIGI SAMARITANI

Scene e costumi         
PIER LUIGI SAMARITANI         

Luci
ANDREA BORELLI

Maestro del coro
MARTINO FAGGIANI

ORCHESTRA DELL’OPERA ITALIANA

CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA

Allestimento del Teatro Regio di Parma
Spettacolo con sopratitoli

 

 

Prossime repliche:
questa sera ore 20.00
venerdì 19 gennaio 2018, ore 20.00
sabato 20 gennaio 2018, ore 20.00 
domenica 21 gennaio 2018, ore 17.00 

Dove e quando

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Fino al: 20180121