Giunto alla quarantatresima edizione, il festival della Musica antica di Innsbruck si conferma come il più longevo di musica barocca in Europa e si è svolto, nella città tirolese, dal 16 luglio al 27 agosto. Proponendo rarità assolute, quest’anno ha celebrato anche due importanti anniversari: i cinquecento anni dalla morte di Massimiliano l d’Asburgo e i trecentocinquanta anni dalla morte di Antonio Cesti (Arezzo, 5 agosto 1623 – Firenze, 14 ottobre 1669) che nella città fu maestro di Cappella e operista di corte. Da quasi dieci anni viene realizzata, sempre a Innsbruck, una importante competizione vocale che porta il suo nome e i cantanti vincitori partecipano a una delle tre opere allestite per il festival. L’edizione 2019 ha messo in cartellone Merope di Riccardo Broschi, Dori di Antonio Cesti e Ottone di George Fedreric Handel oltre a due recitals di Julia Letzeva e Bejun Metha. Un festival che coinvolge vari luoghi della città – compreso il Castello che la domina – e il castello di Ambras dove si tengono ottimi concerti. 

Caduta nell’oblio subito dopo la prima durante il carnevale torinese del 1732, a Merope sono occorsi duecentottantasette anni per tornare in scena grazie a un lavoro eccezionale del maestro Alessandro de Marchi e di Giovanna Barbati. Un capolavoro di Riccardo Broschi che ha potuto rivedere la luce in tutto il suo splendore. Al nome Broschi si pensa immediatamente a Carlo, universalmente noto come “Farinelli”, il castrato conteso da tutti i compositori del tempo e quindi oscurando il fratello Riccardo, buon musicista che realizzò per lui arie uniche. Intorno alla metà del Diciottesimo secolo, Riccardo Broschi compose opere predestinate a un gran successo soprattutto per la qualità degli interpreti e, alla prima torinese, il ruolo di Epitide fu interpretato, appunto, da Farinelli. 

Merope dramma in musica in tre atti su libretto di Apostolo Zeno andò in scena a Torino con la particolarità dell’ inserimento dei balli a fine di ogni atto nello stile francese anche se musicata nel tipico stile dell’opera seria napoletana. Il lavoro che il maestro Alessandro De Marchi e il suo team hanno eseguito è stato ricostruire la musica per i balletti. Attraverso un capillare studio si è optato, per il balletto del primo e terzo atto, di attingere dalla “recreation de musique” di Jean Baptiste Leclair (1697-1764) violinista e compositore molto attivo in quel periodo.

Per il secondo balletto, invece, dalla “musica da balletto” del compositore Alessio Carlo Rasetti (1700-1764) i cui schizzi manoscritti sono conservati nella biblioteca del Conservatorio di Santa Cecilia a Roma. Un eccellente risultato per questa operazione che, lo scorso agosto, ha permesso di ascoltare una Merope completa.

La messinscena dello spettacolo è stata affidata a Sigrid T’Hooft, specialista in allestimenti storici, riportato al teatro di Farinelli per la gioia dei melomani più tradizionalisti. La regista ha firmato anche le coreografie dei balletti dell’ensemble Corpo Barocco. Scene classiche tipiche del tempo in cui è stata scritta, con elegantissimi costumi di Stephan Dietrich e ottime luci di Tommy Geving, per un viaggio nel tempo ben riuscito.

La parte musicale ha visto il debutto dell’innsbrucker Festwochenorcester – orchestra stabile del festival formata dal maestro Alessandro De Marchi – avendo sostituito l’Accademia Montis Regalis che per anni è stata orchestra del festival. Il maestro Alessandro De Marchi – direttore artistico e sovrintendente del festival – ha diretto in maniera ineccepibile la partitura e i suoi solisti hanno offerto al pubblico pagine intense di musica sublime. Ogni suono strumentale era davvero come un prezioso ricamo.

Stellare il cast dei cantanti anche con la defezione del tenore Jeffrey Francis (Polifonte) – sostituito dal tenore Carlo Allemanno (voce) con in scena l’attore Daniele Berardi – con un risultato più che soddisfacente. Molto bravi entrambi nonostante l’oggettiva difficoltà. La star della serata è stato il controtenore David Hansen (Epitide) per aver affrontato in modo ineccepibile le arie scritte per Farinelli – di una difficoltà immensa e definibili funamboliche – tanto che alla fine di ognuna il pubblico gli ha tributato applausi scroscianti e in “Si traditor tu sei” si è scatenata la standing ovation.

Il mezzosoprano Anna Bonitatibus (Merope) si è cucita addosso il personaggio di una regina delusa, ma non vinta e, soprattutto, madre. Recitazione da manuale, vocalmente perfetta.
Il mezzosoprano Vivica Genaux (Trasimede) molto brava come gli altri due controtenori Filippo Mineccia (Anassandro) il triplogiochista della situazione e Hagen Matzeit (Licisco). Il soprano Arianna Vendittelli (Argia) è stata una piacevolissima sorpresa infatti, oltre a essere vocalmente ineccepibile, ha offerto una grande presenza scenica.

Dopo cinque ore e mezzo di musica e un pubblico che ha manifestato l’apprezzamento di questa prima assoluta… chissà quando sarà possibile rivederla. “Merope” è come un affresco barocco, non solo con arie grandiose, ma anche con cortei, cori, fanfare e balli, la consuetudine a quel tempo diviene magia nel terzo millennio. Un plauso a un Festival che propone di queste gemme preziosissime.

Didascalie immagini 
alcuni momenti dell’opera
Foto © Innsbrucker Festwochen / Rupert Larl

 

  
La Merope
di Riccardo Broschi
dramma per musica, libretto di Apostolo Zeno
prima rappresentazione: Torino, Teatro Regio, 1732

Nuova edizione per la rappresentazione di Innsbruck: Giovanna Barbati, Alessandro De Marchi in italiano con sopratitoli tedeschi
Musiche per la danza: Jean-Marie Leclair e Carlo Alessio Rasetti

Personaggi e interpreti

  • Merope Anna Bonitatibus
  • Polifonte Carlo Allemano (in scena Daniele Berardi)
  • Epitide David Hansen
  • Trasimede Vivica Genaux
  • Anassandro Filippo Mineccia
  • Argia Arianna Vendittelli
  • Licisco Hagen Matzeit

Innsbrucker Festwochenorchester
Corpo Barocco
Direttore Alessandro De Marchi
Regia e coreografia Sigrid T’Hooft
Scene e costumi Stephan Dietrich
Luci Tommy Gevin
Innsbruck, Tiroler Landestheater, 7-9-11 agosto 2019
(la recensione si riferisce alla replica di venerdì 9)