Canto per Francesca” è lo spettacolo omaggio a Francesca Morvillo in programma venerdì 6 e sabato 7 febbraio al Teatro Goldoni di Firenze. Donna, magistrata, vittima (sabato 23 maggio 1992) della strage mafiosa di Capaci, dove perse la vita con il marito Giovanni Falcone e i tre agenti della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Scritto da Cetta Brancato su progetto e con il patrocinio della Sezione Distrettuale di Palermo dell’Associazione Nazionale Magistrati, il testo è interpretato da Francesca Monte ed Elena Arvigo, insieme a Monica Santoro che cura anche la regia.
Francesca era una magistrata, un’ottima magistrata. Di lei ricordiamo la sensibilità, l’intelligenza e la straordinaria dedizione al lavoro, specialmente alla tutela dei minorenni, ai quali dedicò la parte più significativa della sua professione. A Francesca è stata attribuita la medaglia al valor civile perché “pur consapevole dei gravissimi pericoli a cui era esposto il coniuge, gli rimaneva costantemente accanto, sopportando gli stessi disagi e privazioni, sempre incoraggiandolo ed esortandolo nella dura lotta intrapresa contro la mafia“.

Canto per Francesca” si inserisce in quella drammaturgia di impegno civile che da sempre contraddistingue le produzioni del Teatro delle Donne e ripercorre la vita e i sentimenti, le speranze e i timori delle vittime involontarie, ma certamente consapevoli, di quella strage. Da trentaquattro anni rinnoviamo la memoria della strage di Capaci, che colpì la sensibilità collettiva per l’efferatezza con cui fu ordita, per la noncuranza delle vite umane offese, dilaniate, per la vittima designata, uno dei magistrati che in quel momento stava colpendo con efficacia l’organizzazione mafiosa. Cetta Brancato, spiega: “Le innumerevoli e annuali celebrazioni antimafia in memoria delle stragi avevano sempre trascurato la figura di Francesca confinandola ad un ruolo ancillare, vittima involontaria, seppure consapevole. Anche la stampa, al momento della morte, non aveva dato alcun risalto alla sua figura di magistrato e del ruolo che aveva svolto, come donna di legge, oltre che come moglie, nel condividere il percorso professionale di Giovanni Falcone“.

L’autrice, prosegue “In questo monologo Francesca torna semplicemente a narrare la sua stessa vita. E lo fa senza retorica ripercorrendo il filo dei suoi anni. Si racconta bambina, studente studiosa, giovane magistrato al Tribunale dei minori, infine donna, giudice in Corte d’Appello, moglie di Giovanni Falcone fino al momento in cui perde la vita a Capaci.
Riappare la Palermo degli anni Novanta. Lacerata dalle guerre di mafia, prostata, ferita dalla perdita di tanti uomini dello Stato, governata da poteri occulti pericolosissimi e, tuttavia, luminosa nella grandezza che le appartiene.
Francesca nasce e muore nella sua isola e per la sua isola, ma torna nella finzione poetica a narrare, con chiara anima femminile, il suo essere a quanti l’hanno dimenticata anche nella morte, lasciandola sola nel cimitero di Sant’Orsola e non traslando la salma insieme a quella di Falcone, nel
pantheon di Palermo. Francesca Morvillo nel suo Canto parla d’amore, non solo d’amore”. 

Dettagli

Didacalia immagine

(courtesy Ufficio stampa Teatro delle Donne:​ Marco Mannucci)

  • Locandina “Canto per Francesca
  • Francesca Morvillo
    (Palermo, 14 dicembre 1945 – Capaci, 23 maggio 1992)

Dove e quando

Evento:

Indirizzo: Il Teatro delle Donne- Centro Nazionale di Drammaturgia - Teatro Goldoni - via Santa Maria, 15 – Firenze - ore 20.30
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Date: 06 Febbraio, 2026 - 07 Febbraio, 2026