La Direttrice musicale del Teatro Comunale di Bologna, Oksana Lyniv, come seconda anteprima 2023 ha scelto una pagina piena di gioia, leggerezza e vita come Mirandolina, opera comica in tre atti di Bohuslav Martinů, su libretto in italiano dello stesso autore tratto da La locandiera di Carlo Goldoni.

Novità per la città delle due Torri, il titolo, proposto come mise en éspace all’Auditorium Manzoni, è stato firmato dal giovane regista Gianmaria Aliverta. Invece, Oksana Lyniv aveva già diretto Mirandolina nel 2014, alla Bayerische Staatsoper di Monaco, nel periodo in cui era l’assistente di Kirill Petrenko. Dopo quest’Anteprima, la direttrice ucraina inaugurerà la Stagione 2023 del TCBO dirigendo una nuova produzione dell’opera Der fliegende Holländer (L’olandese volante) di Richard Wagner, con la regia di Paul Curran, dal 28 gennaio all’EuropAuditorium.

Anche l’Orchestra del Comunale aveva già affrontato questa partitura al Teatro Rossini di Lugo nel 2003, con la direzione di Roberto Polastri, in un allestimento del Wexford Festival Opera firmato da Paul Curran. 
Due date in cartellone, con il soprano ucraino Olga Dyadiv nella parte della scaltra Mirandolina, che riesce a sedurre un cavaliere “dal cuore duro” e ad ammaliare un marchese e un conte, tutti ospiti della sua locanda, pur decidendo infine di sposare l’umile cameriere suo aiutante.

«È una cosetta leggera e senza complicazioni che pone l’accento sulla cantabilità, una piccola orchestra. Ma poi resta il problema dell’opera contemporanea, ossia la descrizione psicologica; ciò che non è il caso di Mirandolina. Essa è gioiosa dall’inizio alla fine». Con queste parole Martinů descriveva la sua tredicesima e penultima opera, scritta quasi di getto mentre si trovava sulla riviera francese tra il dicembre del 1953 e il giugno del 1954, rifacendosi alla celebre commedia goldoniana di duecento anni prima, a seguito della borsa di studio ottenuta dalla Fondazione Guggenheim. Il compositore non poté però assistere alla prima rappresentazione della sua opera, avvenuta a Praga il 17 maggio del 1959, a causa dell’aggravarsi della malattia che lo portò alla morte nell’agosto di quell’anno. La folta produzione del compositore ceco naturalizzato statunitense (nato a Polička nel 1890), comprende una decina di opere teatrali, tra cui Julietta (1938), La commedia sul ponte (1937), Il matrimonio (1953), La Passione greca (1958). Scrisse numerosi balletti, sei sinfonie (1942-1953) e composizioni per orchestra, oltre a numerosi pezzi vocali e strumentali con orchestra, brani per pianoforte solo e un nutrito catalogo cameristico.

In una Bologna avvolta da un cielo prettamente invernale, l’Auditorium Manzoni era affollato, già prima dell’inizio nel foyer, dal pubblico incuriosito in attesa dell’esecuzione. Come sempre, quando si assiste a un lavoro nuovo o inedito, non mancano le persone che partono prevenute dimenticando la sana abitudine: vediamo, ascoltiamo e poi giudichiamo.
Per questa mise en espace l’Orchestra è stata sistemata sul palcoscenico lasciando uno spazio veramente risicato per i cantanti così, i pochissimi elementi scenici, risultano la soluzione migliore adottata dal Regista che già nel 2016 aveva allestito Mirandolina al Teatro La Fenice di Venezia.

Oksana Lyniv – sin dall’entrata accolta da calorosi applausi ripetuti anche al rientro dall’unico intervallo previsto – ha dimostrato come questo repertorio sia nelle sue corde e, insieme all’Orchestra, ha offerto ai presenti una bellissima esecuzione.
Lo spettacolo si avvale anche dell’eccellente preparazione dei cantanti che risultano attori straordinari, all’altezza delle aspettative; tutti molto bravi a cominciare dal giovane soprano ucraino Olga Dyadiv che interpreta e canta Mirandolina e che non vediamo l’ora di riascoltare, sempre a Bologna, ne Le Compe Ory di Gioacchino Rossini.

Il tenore Leonardo Cortellazzi che abitualmente ascoltiamo nel repertorio barocco è una garanzia anche nei panni di Fabrizio il cameriere.
Non da meno, ma sempre elegante e preciso il Cavaliere di Riprafratta interpretato dal baritono Omar Montanari .
Il baritono Simone Alberghini, che abbiamo ascoltato in tanti ruoli, fa suo il personaggio del Marchese di Forlimpopoli sempre in perenne scontro con il Conte di Albafiorita  interpretato dal bravissimo tenore Andrea Schifaudo.
Completano il cast canoro Ortensia (soprano) Giulia della Peruta, Dejanira (mezzosoprano) Aloisa Aisemberg e il Servitore del cavaliere (tenore) Haruo Kawakami.

Alla fine il pubblico ha tributato grandissimi applausi a tutti gli interpreti, ma, soprattutto, a Oksana Lyniv che quest’anno – nella stagione operistica di Bologna – sarà sul podio in cinque produzioni.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Mirandolina (locandina)Alcuni scatti durante l’esecuzione di Mirandolina:
    foto ©Andrea Ranzi – courtesy Teatro Comunale di Bologna
  2. Oksana Lyniv durante la direzione
  3. la protagonista con alle spalle l’Orchestra
  4. il brindisi di Mirandolina
  5. Il cavaliere di Ripafratta con Mirandolina
  6. Fabrizio, cameriere di locanda
  7. un momento dell’opera

In copertina un altro momento dell’opera

La recensione si riferisce alla replica di domenica 15 gennaio 2023