Al Comunale Nouveau dal 4 all’8 luglio, per la prima volta nella sua storia, il Teatro Comunale di Bologna ha messo in scena – coprodotto con il Teatro Verdi di Trieste dove ha debuttato lo scorso 13 giugno – il nuovo allestimento dell’operetta comica in due atti «Candide» di Leonard Bernstein, dal romanzo di Voltaire. Chiave della narrazione è l’indagine sull’integrazione delle minoranze, di cui lo stesso Bernstein faceva parte essendo figlio di immigrati ebrei ucraini. Il compositore fu anche vittima del maccartismo: quella “caccia alle streghe” americana degli anni Cinquanta del Novecento, periodo della creazione dell’operetta che mostra assonanze con l’Inquisizione presentata nel romanzo settecentesco di Voltaire e messo in musica da Bernstein.

Nel suo testo Candide, ou l’Optimisme, il filosofo francese si opponeva con ironia caustica, e a tratti surreale, alla visione ottimista di Gottfried Wilhelm von Leibniz che esaltava “il migliore dei mondi possibili”. Quando i protagonisti, al termine di innumerevoli peripezie e dopo essere stati spesso salvati dal caso, trovano pace in una piccola proprietà terriera, il filosofo Pangloss afferma: “Tutti gli eventi formano una catena nel migliore dei mondi possibili” e il giovane Candide chiosa infine: “Ben detto – ma bisogna coltivare il nostro giardino”; quel giardino che, elemento simbolico e reale, rappresenta il fulcro di tutta la narrazione e uno dei grandi archetipi della storia della civiltà e, nell’operetta, confluiscono le molteplici suggestioni sonore che hanno caratterizzato il lavoro di uno dei musicisti più carismatici e influenti del Ventesimo secolo.

Il regista e coreografo veronese Renato Zanella firma questo nuovo allestimento ispirato allo spirito dissacrante dei Monty Python e all’inquietudine filosofica di The Truman Show dichiarando: «Candide è, prima di tutto, un viaggio. Un percorso di formazione e insieme di follia, un’esplorazione dei paradossi umani attraverso il filtro della satira, della musica e del teatro. Ho immaginato la vicenda all’interno di una fantomatica Università della Vestfalia in quella terra che nel libretto viene descritta come poco evoluta e abitata da gente che parla una lingua incomprensibile, trasportando la narrazione in un contesto accademico surreale. È un luogo di studio e di apprendimento, ma anche uno spazio di sperimentazione, un microcosmo popolato da professori, studenti e figure in continuo mutamento, che riflettono i temi centrali dell’opera: la corruzione, il potere, i dogmi religiosi e politici, l’assurdità della guerra».

La direzione è stata affidata all’americano Kevin Rhodes che ha sottolineato: «Leonard Bernstein definì Candide la sua ‘lettera d’amore musicale all’Europa’, un’affermazione tipicamente bernsteiniana su un’opera scritta in origine per il palcoscenico di Broadway. Dico ‘tipicamente’ perché Bernstein cercava sempre di rompere le convenzioni e, come il suo celebre idolo Gustav Mahler, amava mescolare forme e stili per creare qualcosa di nuovo ed eclettico. Ma chiariamolo subito: Candide non è un musical di Broadway. È piuttosto un’operetta, o un Singspiel». Per Rhodes e Zanella, che nel 2025 celebrano trent’anni di sodalizio artistico nato a metà degli anni Novanta alla Wiener Staatsoper, dove l’uno era il direttore principale del balletto e l’altro il direttore del corpo di ballo e coreografo principale, è la prima collaborazione con il Teatro felsineo.

Attualissimi i temi dell’operetta in questo viaggio tra mille vicissitudini che intraprende il protagonista nel capolavoro di Bernstein, originariamente su libretto di Lillian Hellman e liriche di Richard Wilbur, con aggiunte di John Latouche e Dorothy Parker per la sua prima assoluta del 1° dicembre 1956 a Broadway, accolta con freddezza. Il successo arrivò dopo numerosi ritocchi, che portarono nel 1973 all’apprezzato adattamento su libretto di Hugh Wheeler, cui seguirono ulteriori aggiustamenti fino alla “versione finale rivista” del 1989. L’esilio da casa, la guerra, le calamità naturali, l’omicidio, la corruzione, sono solo alcuni degli ostacoli che il giovane affronta in un obbligato percorso intorno al mondo che lo costringe a perdere progressivamente ingenuità e ottimismo. Nella lettura di Zanella sono Pangloss e Cunegonde a progettare questa forzata maturazione del protagonista, sottolineata da Bernstein con una musica che, secondo il regista, si distingue per il suo timing; in scena ci sono anche otto ballerini, cornice costante del racconto.

La versione di Candide eseguita a Bologna è la “scozzese” del 1988, su libretto di Hugh Wheeler, testi di Richard Wilbur e liriche supplementari di Stephen Sondheim, John Latouche, Dorothy Parker, Lillian Hellman e Leonard Bernstein, eseguita per la prima volta il 17 maggio di quell’anno al Theater Royal di Glasgow (con Bernstein in sala): dirigeva John Mauceri con la regia di Jonathan Miller e John Wells. Questa versione, con alcune modifiche, venne poi ripresa dallo stesso Bernstein al Barbican Centre di Londra in forma di concerto con la London Symphony Orchestra nel dicembre del 1989 e incisa dalla Deutsche Grammophon.

Per l’ultima rappresentazione, teatro molto affollato anche alla presentazione dell’opera che, visivamente, si presenta fresca e frizzante, dove tutto è ampiamente studiato insieme alle scene di Mario Tinti, i costumi coloratissimi di Danilo Coppola e le luci di Paolo Liaci. Quando si apre il sipario ci troviamo in un’aula universitaria – dove ha inizio il viaggio – e in alto campeggia la scritta “Westfalie Universitas” che durante lo spettacolo si trasformerà e, alla fine del viaggio, i personaggi  torneranno nella stessa aula dove la scritta sarà diventata “W la verità“. In fondo all’aula tre lavagne che si aprono introducono nei vari luoghi del viaggio, tutto è colorato e molto minimale.

Kevin Rodhes, sin dall’entrata in sala, è stato molto applaudito: la sola esecuzione dell’ouverture vale il biglietto. Orchestra e Coro veramente in forma straordinaria, hanno permesso di vivere un sogno con eleganza, ritmo e slancio dei suoni che, in alcuni momenti, ci hanno catapultato nei teatri di New York dove la musica di Leonard Bernstein è di casa. Il pubblico sempre attento e spesso rapito da questa musica straordinaria. 

La compagnia di canto ben assortita ha decretato mattatore della serata il baritono Bruno Taddia che è passato con disinvoltura ai quattro ruoli a lui assegnati: Voltaire / Dott Pangloss / Martin / Cacambo. Cosa dire di lui? Solo straordinario.
I due interpreti principali: Cunegonde del soprano Tetiana Zhuravel, molto avvenente in questa parte impervia, senza mai risparmiarsi regala una “Glitter and be gay“da ricordare.
Molto barvo il tenore Marco Miglietta nel ruolo del titolo. Altra gradita sorpresa la bellissima voce del baritono Ivan Felix Kemp. Vocalmente perfetta il soprano Madelyn Renee.
Veramente bravo nei molteplici ruoli il tenore David Astroga cone il mezzo soprano Aloisa Aisemberg e gli altri interpreti.
Tutti hanno contribuito al successo dello spettacolo, che ha ottenuto grandissimi applausi.

Il prossimo appuntamento bolognese sarà a ottobre con Oedipus Rex di Igor Stravinskij, ma con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna l’appuntamento è in agosto al Rossini Opera Festival, dove tornerà a essere protagonista. 

Dettagli

Candide
operetta comica in due atti
Musica di Leonard Bernstein

Libretto di Hugh Wheeler dal romanzo filosofico Candide ou l’Optimisme di Voltaire
Liriche di Richard Wilbur
Liriche supplementari di Stephen Sondheim, John Latouche, Dorothy Parker, Lillian Hellman e Leonard Bernstein

Direttore Kevin Rhodes
Regia e coreografia Renato Zanella

Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna

Personaggi e interpreti

  • Candide Marco Miglietta
  • Maximilian / The Captain / Tsar IvanFelix Kemp (4 luglio)
    Michele Patti (5 luglio)
  • CunegondeTatiana Zhuravel (4 luglio)
    Francesca Benitez (5 luglio)
  • Voltaire / Dott. Pangloss / Martin / Cacambo Bruno Taddia (4 luglio)
    Valdis Jansons (5 luglio)
  • The Old Lady / Baroness Madelyn Renée (4 luglio)
    Benedetta Mazzetto (5 luglio)
  • The Governor / Vanderdendur / Ragoski / Baron / Grand Inquisitor David Astorga (4 luglio)
    Raffaele Feo (5 luglio)
  • Paquette / Lisbon woman Aloisa Aisenberg (4 luglio)
    Eleonora Filipponi (5 luglio)
  • Inquisitor I /  Charles Edward / Father Bernardo / First Jesuit Saverio Pugliese
  • Lisbon men / Informer I / Inquisitor II / Croupier / First Officer / Sailor Act I / Sailor Act II / Waiter / Waitress Yuri Guerra
    Informer II / Inquisitor III / King Stanislaus / Second Officier / Re EldoradoGiulio Iermini
  • Sultan Achmet / Crook / Cardinal Archbishop / Señor Xin Zhang
  • Hermann Augustus / Don Issachar / James the Baptist / Señor Zhibin Zhang
  • Cosmetic merchant Pasquale Conticelli
  • Bear-keeper Tommaso Norelli
  • Doctor Andrea Paolucci
  • Junkman Gianluca Monti
  • Alchemist Enrico Picinni Leopardi—

Maestro del Coro Gea Garatti Ansini
Scene Mauro Tinti
Costumi Danilo Coppola
Luci Paolo Liaci

Nuova Produzione del Teatro Comunale di Bologna con Teatro Verdi di Trieste
Comunale Nouveau dal 4 all’8 luglio 2025

Didascalie immagini

nel testo
alcuni scatti durante l’opera
foto © 2025 Andrea Ranzi

in copertina
un particolare della locandina

(courtesy Ufficio stampa Teatro Comunale di Bologna)