I melomani amanti del Barocco si sono dati appuntamento al Teatro Liceu di Barcellona per Rodelinda di Georg Friedrich Händel, considerata una delle opere più riuscite del musicista e scritta all’apice della sua carriera londinese.
Proposta per l’apertura del festival di primavera, potevamo mancare? Ovviamente no.
Composta fra il 1724 e 1725, Rodelinda è in tre atti su libretto di Nicola Francesco Haym che rielaborò, per adattarlo al gusto britannico, quello di Antonio Salvi (andato in scena su musica di Giacomo Perti a Pratolino nel 1710 e ispirato a sua volta alla tragedia Pertharite, roi des Lombards di Corneille).

Nella sesta stagione della Royal Academy of Music (inaugurata con Tamerlano – sempre di Händel – con lo stesso cast stellare di cantanti ad altissimo livello) avvenne la prima rappresentazione – il 13 febbraio 1725 al King’s Theatre di Londra – che riscosse un grandissimo successo con ben quattordici rappresentazioni e fu in seguito ripreso fino al 1731. Successivamente arrivò ad Amburgo nel 1734 con recitativi in tedesco e arie in italiano.
Dopo un lungo periodo di oblio, l’opera fu riscoperta da Oskar Hagen nel 1920 a Gottinga. Nel 1959 il ruolo fu sostenuto da Joan Sutherland che ne fece un suo cavallo di battaglia. In seguito, nel 1985, ebbe la sua prima a Rochefort e nel 1992 a Edimburgo. Per la definitiva consacrazione bisogna però attendere il terzo millennio, esattamente nel 2004 al Metropolitan Opera House di New York, interpretata da René Fleming.

La vicenda è ispirata un episodio narrato nella Historia Langobardorum di Paolo Diacono dove a Milano, nel VII secolo, il trono longobardo è stato usurpato dal duca di Benevento Grimoaldo mentre l’erede legittimo – Bertarido – è fuggito e creduto morto dalla moglie Rodelinda e dal figlio Flavio.
Grimoaldo, seppur promesso alla sorella di BertaridoEduige – vorrebbe invece sposare Rodelinda per rafforzare il proprio potere, ma viene respinto dalla regina. Nonostante questo, Garibaldo, duca di Torino, spinge l’usurpatore a interrompere il fidanzamento con Eduige così da essere lui a corteggiare la donna che, sorella del re, potrebbe aspirare alla corona.

Come Ulisse di Omero anche Bertarido ritorna sotto mentite spoglie e, nonostante lo strazio nel vedere la moglie addolorata sulla propria tomba, accetta il consiglio del fedele Unulfo e resta nascosto. Alla minaccia di morte del figlio, se non sposa Grimoaldo, la regina accetta le nozze, ma pone la condizione che il futuro sposo uccida Flavio, poiché lei non può essere nel contempo moglie dell’usurpatore e madre del legittimo erede al trono.
Iniziano così i colpi di scena e proseguono aa ripetizione per poi arrivare al lieto fine dove svetta il personaggio di Rodelinda su tutti. Indubbiamente una delle figure più riuscite delle opere di Händel in quanto, nella varietà delle nove arie a lei affidate, emergono i suoi diversi sentimenti.

Lo spettacolo è una coproduzione del Grand Teatre Liceu di Barcellona, Teatro Real di Madrid, Opera de Lyon e Opera di Frankfurt con la messa in scena affidata a Claus Guth e al suo team: Christian Smith (scene e costumi), Ramses Sigl (coreografie), Joachim Klein e Andi A. Muller (luci e videoproiezioni).
Questa trama di amore, potere, ambizione e personaggi contrastanti è ambientata ai tempi nostri in una struttura ruotante che gira in funzione delle varie scenografie. Tutto è bianco o nero, anche gli abiti dei personaggi, a marcare nettamente i buoni dai cattivi, ma cercando di scavare nei personaggi, nel loro inconscio  – come costante tipica del regista che sceglie di narrare i fatti attraverso l’immaginazione e le paure di Flavio, figlio di Rodelinda e Bertarido – in una produzione che rispetta lo spirito della musica e “dell’opera seria” dei primi decenni del Diciottesimo Secolo.

Nella partitura, Flavio è muto e non canta, ma è sempre in scena, e il giovanissimo Fabian Augusto Gomez, scenicamente perfetto da attore navigato, ha strappato, alla fine dell’opera, tantissimi applausi.
La parte musicale è affidata a Joseph Pons e il direttore catalano, sin dalle primissime note, guida l’Orchestra Sinfonica del Grand Teatro Liceu, in un crescendo di emozioni e suoni mai sopra i cantanti, creando un connubio perfetto senza la minima pecca.
Bravissimi gli interpreti fra cui le due star del belcanto: Rodelinda (soprano) di Lisette Oropesa con tecnica da manuale (ascoltata per la prima volta lo scorso anno a Pesaro in Adina e in un concerto) e Bertarido (controtenore) di Bejun Metha di cui può apparire esagerato definire perfetto il suo debutto nel ruolo  (era la prima assoluta che cantava un’opera al Liceu) anche se ormai si tratta di un artista invitato a tutti i più importanti eventi e festival barocchi del mondo.

Il duetto Rodelinda/Bertarido “Io ti abbraccio…” – alla fine del secondo atto – è stato l’apoteosi dell’opera e le due voci si libravano in volo insieme per poi scendere e lasciare spazio all’altra e viceversa. Sublimi.
Grimoaldo (tenore) di Joel Prieto disegna a tutto tondo l’usurpatore al trono. Eduige (mezzosoprano) di Sasha Cooke che già nel primo atto si era fatta ammirare, ha dato il meglio all’inizio del secondo nell’aria “De miei scherni….”
Dopo quasi quattro ore di musica barocca in un teatro gremito da un pubblico attento ed educato – che ha ascoltato in religioso silenzio e applaudito senza mai disturbare – si è scatenato il finimondo chiamando sul palcoscenico cantanti, direttore e regista. Applausi e ripetute grida “braviiiii”.
Sicuramente una prima impegnativa che, alle repliche successive, ha potuto mettere a punto uno spettacolo complesso quanto straordinario.

Photo Rodelinda © Javier Del Real
courtesy Barcelona’s opera house
Gran Teatre del Liceu

Rodelinda
Dramma in three acts. Libretto by Nicola Haym. World premiere: 13/02/1725 at the King’s Theatre in London. First performance at the Gran Teatre del Liceu.

Artistic profile

CONDUCTOR Josep Pons

STAGE DIRECTOR Claus Guth

REVIVAL Marcelo Buscaino

SET DESIGN AND COSTUMES Christian Schmidt

COREOGRAPHY Ramses Sigl

DRAMATIST Konrad Kuhn

LIGHTING Joachim Klein

VIDEO Andi A. Müller

STAGE DIRECTOR ASSISTANT Dario Iniella

COSTUMES ASSISTANT Ulrike Zimmerman-Mattar

COPRODUCTION
Gran Teatre del Liceu, Teatro Real (Madrid), Opéra de Lyon and Oper Frankfurt

SYMPHONY ORCHESTRA
OF THE GRAN TEATRE DEL LICEU

CONCERTINO Lina Tur Bonet

MUSICAL DIRECTOR ASSISTANT David Bates

MUSICAL ASSISTANTS Véronique Werklé, Rodrigo De Vera, Vanessa García and Jaume Tribó

BASSO CONTINUO David Bates (Harpsichord), Daniel Espasa (Harpsichord and organ), Guillaume Terrail and Òscar Alabau (Cello), Giovanni Bellini (Theorbo), Joaquín Arrabal (Double Bass) and Guillermo Salcedo (Bassoon)

Cast

  • Rodelinda Lisette Oropesa
  • Bertarido Bejun Mehta
  • Flavio Fabián Augusto Gómez
  • Grimoaldo Joel Prieto
  • Eduige Sasha Cooke
  • Unulfo Gerald Thompson
  • Garibaldo Gianluca Margheri

La recensione si riferisce alla prima del 2 marzo 2019
(repliche 5, 8, 11, 13 e 15 marzo 2019)

Dove e quando

Evento: Gran Teatre del Liceu – La Rambla, 51-59 – Barcelona