Il 3 agosto 1829 andava in scena a Parigi, al Théâtre de l’Académie Royale de Musique, l’ultima opera di Gioacchino Rossini, il “Guillaume Tell”, grand opéra in quattro atti in lingua francese, scritta su libretto di Victor-Joseph-Étienne de Jouy e Hippolyte-Louis-Florent Bis. Successivamente il maestro si dedicherà a composizioni non destinate al teatro fra cui i Péchés de vieillesse, la particolarissima raccolta di centocinquanta pezzi vocali e per pianoforte solo. 

L’opera venne tradotta in italiano da Calisto Bassi divenendo “Guglielmo Tell” ed ebbe la sua prima rappresentazione al Teatro del Giglio di Lucca il 17 settembre 1831 per poi approdare a Pisa, il 12 novembre 1867, per l’inaugurazione del Teatro Verdi.

Lo spettacolo applaudito sabato scorso è un nuovo allestimento dei Teatri Opera Lombardia in coproduzione con la Fondazione Teatro di Pisa. Il titolo era assente dal 1968 anche se nella stagione 2017/2018, il gala celebrativo dei centocinquanta anni del teatro, aveva dedicato la seconda parte proprio all’opera rossiniana. La regia è stata affidata a Arnaud Bernard che, con il suo team, sceglie una lettura onirica dove l’immagine iniziale ne riassume l’idea drammaturgica.

Bernard, spiega: “Si apre il sipario ed entra un bambino in una sala borghese dell’Ottocento, con un tavolo riccamente addobbato per una cena imminente. È solo, e sta leggendo un libro con molto interesse, rapito dalla favola medievale che divora voracemente, come i morsi di una mela: Guglielmo Tell”. Risultato eccellente quello di raccontare la storia del piccolo Jemmy pensando a quella dell’eroe svizzero che si rifiuta di sottomettersi all’invasore austriaco. Grande eleganza per una favola, un sogno.

Alla guida dell’Orchestra “I Pomeriggi Musicali” una giovane e talentuosa bacchetta che svolge un’intensa attività in Italia e all’estero, Carlo Goldstein che ha celebrato il Tell nel suo stupefacente finale dichiarando: “Rossini forgia una cadenza che ha l’apparente semplicità che solo le invenzioni geniali hanno una cadenza che conclude in modo trascendentale l’intera carriera del più grande operista europeo della propria generazione. Una cadenza che conclude senza concludere […] una descrizione dell’infinito che solo la musica può osare”.

In un’opera dove il canto assume importanza fondamentale, la compagnia ben assortita ha offerto una bella performance iniziando proprio da Gezim Myshketa (baritono) che ha dato a Guglielmo voce elegante e potente.
Arnoldo è Giulio Pelligra, un tenore emergente già capace di fare la differenza. Davide Giangregorio (basso baritono) offre un Gualtiero assolutamente credibile nella parte.
Barbara Massaro (soprano) Jemmy bravissima sia vocalmente che scenicamente. Irene Savignano (mezzosoprano) Edwige perfetta nel ruolo. 

La sorpresa è stata Marigona Qerkezi (soprano) Matilde straordinaria nel secondo atto nel recitativo e romanza “selva opaca,,,” e nel duetto con Arnoldo “Tutto apprendi, o sventurato…” per poi continuare nel terzo atto nell’aria “ah, se provo di speme…” Bene tutti gli altri.

Alla fine del quarto atto, quando i protagonisti erano sul palcoscenico, il Coro è entrato piano piano dai lati della platea per “Tutto cangia, il ciel s’abbella…” è stata raggiunta l’apoteosi e il pubblico appassionato si è scatenato  nell’ovazione finale.
Ancora una volta un grazie a tutte le maestranze per aver realizzato una gemma rara, la versione italiana dell’opera del maestro pesarese.

Didascalie immagini
alcuni scatti durante il Guglielmo Tell
foto © Alessia Santambrogio
courtesy Fondazione Teatro di Pisa

GUGLIELMO TELL
melodramma tragico in quattro atti
di Gioachino Rossini

libretto di Étienne de Jouy et
Hippolyte-Louis-Florent Bis
tradotto dal francese da Calisto Bassi

Personaggi e interpreti

  • Guglielmo Tell Gezim Myshketa / Michele Patti
  • Arnoldo Melcthal Giulio Pelligra / Matteo Falcier
  • Gualtiero Farst  Davide Giangregorio
  • Melcthal, padre di Arnoldo Pietro Toscano
  • Jemmy, figlio di Guglielmo Tell Barbara Massaro
  • Gessler Rocco Cavalluzzi
  • Rodolfo Giacomo Leone
  • Ruodi Nico Franchini
  • Leutoldo Luca Vianello
  • Matilde, principessa degli Asburgo Marigona Qerkezi / Clarissa Costanzo
  • Edwige, moglie di Guglielmo Tell Irene Savignano

direttore Carlo Goldstein

regia Arnaud Bernard

scene Virgile Koering
costumi Carla Galleri
video design Virgile Koering
assistente alla regia Yamala Irmici

Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano

Coro Opera Lombardia
Maestro del Coro Massimo Fiocchi Malaspin

Coproduzione Teatro Sociale di Como/As.Li.Co, Fondazione Teatro Ponchielli di Cremona,  Fondazione Teatro Grande di Brescia, Fondazione Teatro Fraschini di Pavia, Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo,  Fondazione Teatro di Pisa

Pisa, Teatro Verdi
sabato 22 e domenica 23 febbraio 2020

(la recensione si riferisce alla prima di sabato 22)