È un saggio che parla di amore, un amore irrisolto, lungo una vita, cominciato sui banchi del ginnasio e mai terminato. Un’avventura intrapresa dalla protagonista quasi senza pensarci, “strana”, come la definisce Virginia Woolf, perché non ci sono altri aggettivi per definire quella forza irresistibile che spinge l’autrice – e con lei tantissime altre persone – verso il greco antico, questa lingua morta ammantata dal mistero. E la cosa più tragica – parlando di greci ci sentiamo liberi di utilizzare tale termine – è che questa storia d’amore è al tempo stesso senza via d’uscita, destinata a rimanere senza un lieto fine, perché “nella nostra ignoranza saremo sempre comunque gli ultimi della classe, visto che non sappiamo che suono avevano le parole greche, o dove di preciso dovremmo ridere”.

Un sentimento, un amore non corrisposto, che però riguarda tutti, perché ognuno di noi almeno una volta nella sua vita si è imbattuto nel greco e nei greci, chi sui banchi del liceo tentando di dare un senso alle versioni in classe, chi passeggiando nei tanti musei archeologici del nostro paese, chi cercando di capire l’etimologia di una semplice parola. Eppure le certezze da cui partire sono solo due: che un antico greco che parla l’antico greco non esiste più, e che tutto – o gran parte – comincia proprio da lì.
Sono queste le premesse de La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco, un saggio di Andrea Marcolongo divenuto in pochi mesi un vero e proprio caso, giovane grecista, viaggiatrice, consulente di comunicazione per aziende, ghost-writer per politici, tra cui l’ex primo ministro Matteo Renzi, ex allieva della Scuola Holden di Alessandro Baricco. E adesso, per la prima volta, anche scrittrice di successo. Un saggio per tutti, dice lei, perché le storie d’amore, per quanto complicate e difficili, alla fine piacciono proprio a tutti.
Il libro in realtà non è di facile lettura, ma è vero che non si tratta né di una grammatica né di un libro di linguistica. La Marcolongo prende in considerazione alcuni aspetti straordinari di questa lingua morta, quali l’aspetto dei verbi, gli accenti e gli spiriti, i casi e il modo in cui esprimere desideri, tutte caratteristiche che non ci appartengono più, perdute nelle nostre lingue moderne; e lo fa come se parlasse di un amante, di un personaggio un po’ misterioso che le ha rubato il cuore.
Questo saggio tuttavia ha soprattutto il pregio di riportare il greco antico a essere considerato quello che in realtà è: non una miniera a cui accedere in caso di bisogno, né un antenato defunto, né tanto meno una perfida tortura per giovani studenti, ma solo una lingua, e quindi un modo di vedere il mondo. Certo, una lingua perduta, che non c’è più. Perché una lingua, anche se non ce ne accorgiamo, giorno dopo giorno perde qualcosa. Si svuota, diventa più semplice, ha la naturale propensione a svanire, come i sogni. Questo accade anche all’italiano. Anno dopo anno scompaiono parole che cadono in disuso, modi di dire, espressioni colloquiali, oggi rimpiazzate da emoji, modalità più veloci per esprimersi in questo mondo sempre più veloce e connesso.
La lingua, qualsiasi lingua, diventa così giorno dopo giorno più banale. È un processo naturale, forse triste, con cui però dobbiamo imparare a convivere, così come facciamo con il surriscaldamento terrestre; un processo che accresce il divario tra significato di una parola e la sua interpretazione, che ci rende sempre più difficoltoso esprimere un sentimento, quello che proviamo, un desiderio. Ecco allora il vero scopo della Lingua geniale, un modo un po’ bizzarro di riprendersi quel mondo perduto, un mondo che in realtà noi non abbiamo mai visto, è vero, ma che ci piace immaginare. Ed è lì che vogliamo ogni tanto andare. Perché, per citare ancora Virginia Woolf, “è al greco che torniamo quando siamo stanchi della vaghezza, della confusione; e della nostra epoca”.

Dettagli

Didascalie immagini

1. Andrea Marcolongo
2. La copertina del libro.

IN COPERTINA:
Il Partenone di Atene
© foto Andrea Mancaniello

Titolo: La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco
Autore: Andrea Marcolongo
Editore: Laterza
Collana: I Robinson/Letture
Anno edizione: 2016
Pagine: 176