All’interno delle prime righe, nel primo paragrafo, c’è già tutto – almeno così parrebbe. C’è la vita triste e piatta di William Stoner: nato in una piccola fattoria del Missouri, nei pressi di Booneville, da una famiglia di agricoltori, all’età di diciannove anni si iscrive all’Università di Columbia per studiare agraria e lì rimane per tutta la sua esistenza, ottenendo il dottorato di ricerca e non superando mai il grado di ricercatore. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1956, di lui non rimane che un manoscritto medievale donato dai colleghi alla biblioteca dell’università, in segno di ricordo, nella sezione dei libri rari. Tutto qui.

Poi avviene qualcosa, le pagine proseguono, tra personaggi e sentimenti, e questa storia – la storia che abbiamo letto in quella scarna e triste sintesi all’inizio del libro – assume forme inconsuete e stupefacenti. E mentre accompagniamo Stoner nel suo viaggio – sul carretto che in un tardo pomeriggio lo conduce fino a Columbia, davanti agli edifici di mattoni rossi dell’università, e poi nella casa dei Foote, a bere una birra con i suoi colleghi, o nella grande residenza di Claremont dove incontra Edith – quella storia diviene una specie di miracolo. E, per dirla come si usa oggi, si trasforma in un libro di culto.
John E. Williams, l’autore di Stoner, era nato in Texas nel 1922 anch’egli da una famiglia di agricoltori, proprio come il protagonista della sua storia; dopo la Seconda guerra mondiale, si trasferisce a Denver e comincia a insegnare all’Università del Colorado. Lo farà fino alla sua morte, avvenuta nel 1994. Intanto trova il tempo di scrivere alcuni romanzi, tra cui Stoner che, pubblicato per la prima volta nel 1965, passa praticamente inosservato; sono circa duemila le copie vendute. Il romanzo viene poi riscoperto e ristampato nel 2003 e in poco tempo, grazie anche al passaparola, diventa un caso mondiale, un clamoroso successo di pubblico e critica, tanto da essere considerato adesso uno dei capolavori della letteratura americana del Novecento. E sinceramente il giudizio non può che essere condiviso. Non a caso Fazi, che lo ha pubblicato in Italia per la prima volta, non solo ha proposto una nuova edizione del romanzo arricchita con lettere inedite dell’autore, ma ha tradotto una biografia di Williams – L’uomo che scrisse il romanzo perfetto – firmata da Charles J. Shields, già autore delle biografie di Harper Lee e Kurt Vonnegut, e La saggezza di Stoner, a cura di Barbara Carnevali. Insomma, trovato un romanzo, trovato un tesoro.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. John Williams
  2. La copertina del libro

IN COPERTINA:
Particolare della copertina.

SCHEDA

Titolo: Stoner
Autore: John Williams
Editore: Fazi
Titolo originale: Stoner
Traduttore: Stefano Tummolini
Collana: Le Strade
Anno edizione: 2012
Pagine: 332