Fine anni Sessanta, Brooklyn. Sophie e Otto Bentwood sono una coppia serena, anzi, rappresentano l’espressione più alta della serenità borghese. Quarant’anni circa, senza figli, un’esistenza tranquilla, senza particolari problemi, senza più molto da dirsi. Otto è un avvocato, Sophie una traduttrice a tempo perso, e la loro Mercedes è parcheggiata nel vialetto vicino casa. Finché un pomeriggio, mentre si trovano in salotto, entra nella loro abitazione – e nelle loro esistenze – un gatto randagio. Otto lo vuole scacciare, lui non vuole interferenze di alcun genere, è fatto così. Ma Sophie non è d’accordo, decide di dargli un po’ di latte. E così, con un sorriso stampato sulla faccia, Sophie si avvicina al gatto, si china su di lui, si chiede se quel povero animale abbia mai ricevuto una carezza da qualcuno, il tocco di una mano amica. E continua a sorridere, anche quando il felino si alza sulle zampe posteriori e l’aggredisce con la bocca spalancata affondando i suoi denti nel dorso della mano. È in quel momento che Sophie smette di sorridere, e osservando terrorizzata il gatto appeso alla sua carne sta per cadere in avanti. Ma riesce a resistere, a soffocare il grido che le sta salendo in gola, a rimanere cosciente per la presenza del marito.
Da quell’istante, da quell’apparente e trascurabile ferita inferta a Sophie dal gatto randagio, l’esistenza dei Bentwood cambia per sempre. Lei passerà i tre giorni successivi a chiedersi cosa le potrebbe accadere; forse ha preso la rabbia, forse avrà bisogno di iniezioni sulla pancia. O forse niente. Tutto comincia a ruotare intorno alla paura di Sophie, e la paura del dolore, si sa, è più distruttiva del dolore stesso. La posta in gioco, adesso, è la sua esistenza, la vita e la morte, la libertà. Ed è intorno a questa tragedia che si dipana la storia di Quello che rimane, uno straordinario romanzo di Paula Fox e un caso editoriale negli Stati Uniti, riscoperto e amato dal grande scrittore Jonathan Franzen, che ne ha curato anche l’introduzione.

È proprio l’autore delle Correzioni, uno dei capolavori degli ultimi anni, a indicarci Quello che rimane come una lettura di suspance, una storia capace di stupire il lettore. Ed è così, perché pagina dopo pagina, mentre la ferita di Sophie si fa sempre più preoccupante, i Bentwood sono costretti ad affrontare piccoli e minacciosi problemi che rimettono in discussione la loro esistenza, il loro matrimonio, il loro modo di stare al mondo. È un libro sorprendente Quello che rimane, freddo, curato, ben scritto, che ci racconta di come le nostre esistenze possano essere scollegate dalle altre e dalla realtà. E che, come affermato da Franzen, pone l’autrice Paula Fox – venuta a mancare l’anno scorso, ma già ben nota in patria per i suoi romanzi per bambini, vincitori di premi importanti – accanto ad altri suoi grandi contemporanei come Roth e Bellow.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Copertina del libro
  2. Paula Fox (fonte)

IN COPERTINA:
Particolare della copertina del libro.

Titolo: Quello che rimane
Autore: Paula Fox
Editore: Fazi
Titolo originale: Desperate Characters
Traduzione: Alessandra Cogolo
Collana: Le strade
Anno edizione: 2018
Pagine: 206