Nel 1995 il mondo sta per immergersi nella più grande ragnatela che l’uomo abbia mai pensato e realizzato, il world wide web. Nello stesso momento Selin, diciotto anni e neomatricola ad Harvard, sta per tuffarsi nel momento più incredibile e stupefacente della sua vita: la giovinezza. Considerata al liceo una ragazza prodigio e divoratrice di libri, Selin pensa di aver già scoperto tutto della vita grazie alle sue letture, ma quando comincia il primo anno di università le cose non vanno come le aveva immaginate. E così si ritrova a nuotare in acque sconosciute. E paurose. E ricche di cose tutte da scoprire, come l’amicizia e l’amore. Insomma, scoprirà di essere un’idiota come tutti gli altri.

Autrice e giornalista newyorkese, figlia di immigrati turchi e cresciuta nel New Jersey, Elif Batuman ha studiato linguistica e letteratura russa ad Harvard e Stanford, e attualmente è writer in residence all’Università di Istanbul. Il suo amore sconfinato per la letteratura russa l’ha portata a scrivere prima I posseduti. Storie di grandi romanzieri russi e dei loro lettori, un romanzo che racconta la passione che si scatena in ogni lettore quando incontra i personaggi più famosi della letteratura russa, e adesso L’Idiota, riprendendo il titolo dal capolavoro di Dostoevskij, una storia immaginata e cominciata in realtà anni fa e poi ripresa. Una storia che ha mantenuto tutta la freschezza degli anni ’90.
Proprio in quegli anni di passaggio, il mondo sta imparando a usare le e-mail, ma Selin non sembra curarsene. Così, con la convinzione che l’e-mail sia una specie di fax però più complicato, arriva il primo giorno di università e Selin si mette in fila insieme alle altre matricole. Ma ecco il primo problema: le assegnano un indirizzo di posta elettronica e una password, che è poi un buffo insieme di lettere che contiene anche il suo cognome, karadag, tutto minuscolo e senza la g turca. E naturalmente un cavo ethernet per la connessione, con cui non sa che fare. Forse è una corda per impiccarsi? «Lo attacchi alla presa del muro», le dicono. Sì, nel 1995 tutti si stanno preparando a comunicare via internet, ma il vero problema è che per Selin la comunicazione, con o senza internet, è sempre stata un problema. Finché, a complicare le cose, arriva anche l’incontro con Ivan, un matematico di origini ungheresi, col quale inizia una relazione bizzarra, fatta di silenzi e incomprensioni, cose non dette o da non dire, molto lontana da quegli amori travolgenti che Selin aveva letto e amato nei suoi romanzi. Ma allora è questo l’amore? Sì, Selin, l’amore è questo, più banale e complcato.
Il romanzo di Elif Batuman scorre via piacevolmente, pieno di situazioni divertenti e umorismo, ma anche di nostalgia, perché ha il pregio di raccontarci la giovinezza, il tempo delle esperienze, il tempo delle prime volte, in cui abbiamo tutto da imparare (e siamo disposti a farlo). Quell’età di cui, come diceva Proust, non ripeteremmo nulla, di quei giorni che rivisti oggi, per quanto offuscati dal filtro della nostalgia, ci appaiono come una lunga e disperante sequela di errori e passi falsi. Insomma, un’età da idioti.

Didascalie immagini

  1. Elif Batuman. (fonte)
  2. La copertina del libro

IN COPERTINA:
Particolare della copertina

SCHEDA

Titolo: L’idiota
Autore: Elif Batuman
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Titolo originale: The Idiot
Traduzione: Martina Testa
Anno edizione: 2018
Pagine: 432