Tutti noi abbiamo il nostro libro preferito. O i nostri libri preferiti, se sono due o tre. Per alcuni il legame che li unisce in maniera così profonda a quel mazzetto di fogli stampati – tenuti insieme da una copertina più
o meno rigida – è un amore che dura da tutta una vita, magari dai tempi del liceo. Per altri invece i gusti sono cambiati – e del resto è vero o no che solo i morti e gli stupidi non cambiano mai idea? – e con loro sono cambiati anche i libri preferiti. Nessun problema. Altri ancora sono lacerati dall’indecisione: come posso preferire un libro a un altro? E ancora. Talvolta questo libro “preferito” si trova in bella mostra sullo scaffale più basso della nostra libreria, sulla scrivania, qualche volta è seppellito da un dizionario, altre volte è scivolato non si sa come in cantina o è salito in soffitta. Altre ancora, e può accadere anche questo, quel libro è andato perduto, disperso, svanito, precipitato nelle pieghe del tempo e adesso si trova chissà in quale luogo lontano, forse sulla luna, dove vanno a finire tutte le cose perdute – e in quel caso bisogna sperare che il buon Astolfo, in groppa all’ippogrifo, voli fin lassù a recuperarlo… Eppure, anche a distanza di anni ci ricordiamo molto bene il colore della sua copertina, il profumo delle pagine, l’emozione che ha saputo regalarci.
Tutti questi libri però, pur con storie diverse tra loro, hanno un minimo denominatore comune, che a prima vista sembrerà sciocco, ma che tanto sciocco non lo è. Sono stati letti. Ebbene, per William
Goldman non è così. Il suo libro preferito è da sempre La principessa sposa, anche se lui non l’ha mai letto.
È così, con un po’ di magia e di divertimento, che ha inizio questo romanzo fatto di ricordi, La principessa sposa, uscito esattamente dieci anni fa per la Marcos y Marcos, negli Stati Uniti un grande successo letterario dello sceneggiatore William Goldman, considerato ormai un calssico, e che ha “subito” anche una discutibile versione cinematografica. Un libro di ricordi, in parte, ma anche un fantasy, per certi versi, e una storia d’amore, tra la dolce Buttercup e il garzone di stalla. Ma anche un atto di amore verso la letteratura, perché al piccolo Billy cambiò la vita proprio quando suo padre cominciò a leggergli quel libro, La principessa sposa. Gli anni passano – William diventa uno sceneggiatore di successo, si sposa e ha un figlio – ma la storia talvolta si ripete. E così decide di regalare una copia del suo libro preferito al figlio, sicuro che anche lui possa provare le stesse emozioni. Trovarlo non è facile, deve battere a tappetto tutte le librerie dell’usato di New York, ma la cosa più scioccante è scoprire – leggendolo per la prima volta – che la storia della Principessa sposa non è esattamente come la ricordava. E così, senza darsi per vinto, William decide di riscriverla esattamente come l’ascoltava dalla voce del padre, e la magia si realizza. Da una storia nasce un’altra storia – a Italo Calvino questa magia sarebbe sicuramente piaciuta, e chissà, forse l’ha letta davvero in inglese – e al lettore non resta altro che sistemarsi comodo in poltrona ad ascoltare.
Dettagli
DIDASCALIE IMMAGINI
1. William Goldman (fonte)
2. La copertina del libro.
IN COPERTINA:
Particolare della copertina e l’autore (fonte)
Titolo: La principessa sposa
Autore: William Goldman
Titolo originale: The Princess Bride
Traduzione: M. Brioschi
Editore: Marcos y Marcos
Collana: Gli Alianti
Nuova edizione italiana: 2007
Pagine: 334