Il giudice McKelva è un settantunenne alto e corpulento, ha un paio di occhiali al collo, legati con un nastro. Quando quel lunedì mattina d’inizio marzo, a New Orleans, entra nella stanza del medico, accompagnato da un’infermiera, non è solo. Con lui ci sono la figlia Laurel McKelva Hand – bruna e slanciata, senza neanche un capello bianco in testa malgrado i quarant’anni – e la nuova e giovane moglie Fay – minuta e pallida, con i sandali ai piedi – con la quale si è sposato da circa un anno e mezzo.

Il giudice ha un disturbo a un occhio, si è fatto male potando un rovo dietro casa, proprio quando la giovane moglie era andata in centro a sistemarsi i capelli dal parrucchiere. È un po’ preoccupato, avverte un fastidio continuo, ed è per questo che la figlia è arrivata subito da Chicago, per stargli vicino. Il dottor Courtland però, vistandolo, si accorge che in realtà non si tratta di un graffio ma del distacco della retina destra. Rimanendo poi solo con le due donne, rivela loro che si tratta di un’operazione complicata, aggravata emotivamente dal fatto che la prima moglie del giudice era morta proprio per un problema agli occhi.
La figlia dell’ottimista, il libro più noto di Eudora Welty, scrittrice e fotografa di successo, oltre che premio Pulitzer per la narrativa nel 1973, ci regala non solo un’intensa storia ricca di emozioni, ma due tra i personaggi femminili più forti e complessi della letteratura americana, Laurel e Fay, figlia e matrigna si direbbero se fossimo in una favola, che s’incontrano e si scontrano. Il libro, pubblicato inizialmente come racconto sul New Yorker, come le altre storie di Eudora Welty, vuole investigare l’intrigo misterioso delle relazioni umane nella provincia americana del dopoguerra; in quel Mississippi che le ha dato i natali e che ha raccontato nei suoi romanzi.

Laurel, la figlia, vedova di guerra, subito entra in collisione con il carattere duro e brutale della matrigna, la giovane Fay, che non la vorrebbe tra i piedi. E del resto per molti, quello con il vecchio giudice vedovo, è stato solo un matrimonio di interessi. Tutto però scorre, l’intervento sembra riuscito, anche se il giudice – l’ottimista del titolo – fa fatica a guarire. Tanto che nel giro di poco tempo sprofonda in uno stato di prostrazione, che lo condurrà inesorabilmente alla morte. È una morte improvvisa, che fa crollare il mondo addosso a Laurel. Alle due donne non rimane che seppellire il vecchio giudice nel cimitero di famiglia, costringendole al contempo a fare i conti con il passato e il presente, a cominciare un viaggio inaspettato che le condurrà a un scontro finale.

Didascalie immagini

  1. Eudora Welty. (fonte)
  2. La copertina del libro

IN COPERTINA:
Particolare della copertina

Titolo: La figlia dell’ottimista
Autore: Eudora Welty
Editore: Minimum Fax
Titolo originale: The Optimist’s Daughter
Traduzione: Simona Fefè
Anno edizione: 2018
Pagine: 215