Quel giorno qualcuno immobilizzò Alice, tappandole la bocca. Lei provò a lottare, a divincolarsi, a fuggire e gridare, ma fu tutto inutile. Quell’uomo la colpì e la colpì ancora, la insultò, e mentre lei lo supplicava di lasciarla andare la condusse sul prato. Fu allora che Alice perse i sensi per qualche istante, e quando rinvenne si rese conto che stava guardando negli occhi l’uomo che l’avrebbe uccisa. Ma non andò così.
Alice fu portata in una specie di piccola galleria, l’ex ingresso sotterraneo di un anfiteatro da dove gli attori entravano nella scena passando sotto le gradinate del pubblico. E proprio mentre la stanchezza fisica le impediva di lottare ancora, proprio allora iniziava la sua vera battaglia. Perché in quella galleria disseminata di cocci di bottiglia e foglie secche, Alice fu violentata. Lui le ordinò di spogliarsi, di distendersi su quei cocci rotti. Alice aveva diciotto anni. Quell’uomo teneva la sua vita tra le mani; poi, dopo la violenza, la lasciò andare. È così che andò. Non la uccise. Alice era stata fortunata. Furono proprio queste le parole del poliziotto che, quella notte, raccolse la sua deposizione. «Sei fortunata», le disse. «Una ragazza fu stuprata e uccisa in quel luogo tempo fa». Fortunata, lucky.
Sono trascorsi trentasei anni da quel giorno e le Edizioni E/O hanno appena stampato una nuova edizione del romanzo autobiografico di Alice Sebold, Lucky, il suo toccante e lucido ritratto, arricchito da un testo recente dell’autrice, «dedicata a tutti coloro che hanno subito una qualunque forma di abuso sessuale». Perché Lucky è il primo romanzo della nota scrittrice Alice Sebold – che poi raggiungerà il successo internazionale con Amabili resti, da cui verrà tratto anche l’omonimo film – è la sua storia, la biografia lucida e travolgente di una donna che non ha mai smesso di lottare, da quella notte. Perché è questo ciò che ci racconta nel suo romanzo. Alice non è stata condannata solo alla violenza, ma anche alla solitudine e alla discriminazione che sono seguite dopo, da parte dei familiari, degli amici, dei fidanzati.
Eppure Alice Sebold ha avuto la forza di andare avanti. Senza dimenticare. Anche se in quei primi giorni, confessa, le sembrava di avere più cose in comune con quella ragazza senza nome morta in quella grotta, che con le altre persone, con i poliziotti che la portarono via, con le amiche dell’università che la guardavano sbigottite. E forse siamo noi, fortunati, a poter leggere oggi la sua storia. Per non dimenticare.

Dettagli

Didascalie immagini

  1. 1. Alice Sebold (fonte)
  2. 2. La copertina del libro.

IN COPERTINA:
Particolare della copertina del libro.

Titolo: Lucky
Autore: Alice Sebold
Editore: E/O
Traduzione: Claudia Valeria Letizia
Collana: Hardcover
Anno edizione: 2018
Pagine: 320