Danny si attacca al telefono, sperando che mamma di là non si accorga di niente. La CKLW è una stazione radio canadese, quindi forse è un’interurbana, lui vive a Detroit. Un’interurbana sono un sacco di soldi, o forse no, e comunque chi se ne frega. L’importante è che mamma rimanga davanti alla sua televisione a tutto volume, che non lo interrompa, e soprattutto che qualcuno dall’altra parte del telefono finalmente risponda; è sempre occupato. Danny c’ha provato nove volte, il polpastrello gli fa male, è rosso. Poi finalmente la linea è libera, ci sono tre lunghi squilli e poi una voce, che gli dice di attendere un attimo in linea. Un attimo? – si chiede Danny, ma lui ci starebbe anche una vita con la cornetta in mano, tanto è emozionato.

Intanto dalla sua radio a transistor Kor/Sonic, messa lì davanti a lui, esce la voce di Ed Mitchel, il disc jockey, che annuncia In the Year 2525 degli Zager and Evans. I minuti passano, l’angoscia cresce – Danny si chiede se quella voce che gli ha risposto prima si ricorderà di lui. Ma poi ecco la voce del disc jockey, lui in persona, che si alza nitida e forte non dalla radio ma dalla cornetta. Sta parlando con lui, come in un sogno, e gli chiede cosa vuole ascoltare. Danny rimane impietrito, dalla sua bocca non esce niente. ‘Pronto?’ dice Ed, ‘Pronto?’, chiede ancora. Alla fine Danny riesce a parlare. Vorrebbe ascoltare A Boy Named Sue di Johnny Cash. Ce l’ha fatta.
È così che inizia Beautiful music, l’ultimo scoppiettante romanzo di Michael Zadoorian, scrittore statunitense di origine armena, che ha trovato l’improvviso successo con la sua prima opera Second Hand, grazie a un incredibile passaparola prima in America e poi in Europa, bissata poi con The Leisure Seeker, la storia di due ottantenni in viaggio per le strade d’America. In Italia, tutti editi dalla Marcos y Marcos. E adesso con Beautiful music, Zadoorian continua a raccontare quel mondo lontano nel tempo, quello della sua giovinezza, della sua Detroit, dove ancora vive e lavora, e lo fa con freschezza, ironia.
Sì, perché la vita del protagonista, Danny, non è un granché; a scuola i bulli gli stanno sempre addosso, per le ragazze è una specie di ombra invisibile che si aggira per i corridoi. Anche a casa i giorni si affastellano l’uno sull’altro, senza una logica ben precisa. Con il mal di testa di mamma, il frigorifero sempre vuoto, quella dannata scatola accesa tutto il giorno ad alto volume. Per le strade poi non va meglio, anche il mondo là fuori sembra impazzito, le urla e gli scontri lungo le strade di Detroit non hanno mai fine. Meno male che c’è la musica, la sua musica. Anzi, meno male che c’è il rock, quello delle radio indipendenti, che vola nell’aria, esce dalle radio e ti riempie le orecchie e il cervello. Il rock dei dischi in vinile comprati con i sudati risparmi, quelli che porti subito a casa per ascoltarli e ascoltarli ancora.
Ma dietro l’angolo, la fortuna ha in serbo per Danny qualcosa di veramente speciale. E quel qualcosa di speciale ha il volto della sua professoressa Floyd, che un giorno gli chiede se vuole lavorare alla radio della scuola, se vuole leggere gli annunci e mettere la musica, la sua musica, il rock. Sì, Danny, hai capito bene, questa volta sarai tu a sparare nell’aria le note dei Led Zeppelin e di Jimi Hendrix. Buon ascolto e buona lettura.

Didascalie immagini

  1. Michael Zadoorian. (fonte)
  2. La copertina del libro

IN COPERTINA:
Particolare della copertina

SCHEDA

Titolo: Beautiful music
Autore: Michael Zadoorian
Editore: Marcos y Marcos
Collana: Gli Alianti
Titolo originale: Beautiful music
Traduzione: Claudia Tarolo
Anno edizione: 2018
Pagine: 400