A Bologna, lo scorso 25 settembre è partito il primo dei cinque focus espositivi del ciclo Re-Collecting e approfondirà temi legati alle collezioni permanenti del MAMbo – Museo d’Arte Moderna e del Museo Morandi indagandone aspetti particolari e valorizzandone opere solitamente non visibili, o non più esposte da tempo.
Il ciclo – ideato da Lorenzo Balbi che si avvale della curatela dello staff dei due musei – già dal titolo esprime il desiderio di leggere le collezioni museali attraverso uno sforzo interpretativo che proponga prospettive originali e, quando possibile, inusuali per rinnovare la relazione tra l’opera e il visitatore.
Il prmo focusMorandi racconta. Il fascino segreto dei suoi fiori, a cura di Alessia Masi – è dedicato a un soggetto che l’artista amava particolarmente e affrontò nell’arco di tutta la sua ricerca artistica, preferendo ai fiori freschi, rappresentati principalmente nelle opere giovanili, quelli essiccati o di seta – raffinatissimo prodotto dell’artigianato bolognese del Settecento – che mantengono inalterato il loro stato e non subiscono variazioni nel tempo indipendenti dalla volontà dell’autore.

Alla pari degli altri soggetti, anche i fiori sono per Morandi solo un pretesto necessario per studiare gli aspetti della composizione, eliminando il superfluo per far affiorare la sostanza, l’essenza. Ciò che gli interessa non è tanto cogliere la fragilità organica del fiore, il suo naturale disfacimento, quanto studiarne la forma, il colore e gli aspetti luministici per andare alla radice del visibile, restituendo al visitatore dei brani di pura poesia. Morandi rappresenta i fiori sempre soli, unici protagonisti della scena, a differenza di altri artisti come Renoir – da lui molto amato e studiato – che li inseriscono in composizioni più articolate.
Per Morandi l’unica variante è costituita dai vasi, talvolta rappresentati per intero o talvolta solo parzialmente, prevalentemente bianchi, dal corpo allungato e, in pochissimi casi, decorati con qualche motivo ornamentale. La loro forma è sempre rigorosamente funzionale alla composizione spaziale e in alcune opere si intravede solo l’imboccatura per concentrare l’attenzione dell’osservatore sul mazzo di fiori.

Quello fra il 1920 e il 1924 è uno dei periodi in cui è più intensa la ricerca morandiana al tema. Spesso l’artista prepara sulla tela uno sfondo circolare entro cui, in modo altrettanto sferico, si iscrivono i fiori presentati da Morandi come un’entità organica policroma e multiforme, senza alcun indugio descrittivo sulla qualità dei petali e dei boccioli, quasi l’aggregarsi delle corolle costituisse un oggetto a sé stante. La stessa cosa si ripete in alcune incisioni, dove la lastra viene lavorata solo entro un dato perimetro a lieve tratteggio, al centro del quale si colloca l’elemento vegetale. Se nei fiori dei primi anni si sente il debito nei confronti della pittura di Rousseau, Cézanne, Chardin e soprattutto di Renoir (nella resa carnale e sensuale delle corolle), a partire dagli anni Cinquanta, invece, i fiori sono ridotti ad una forma geometrica tondeggiante, in uno spazio indefinito e quasi senza respiro. Il tema viene affrontato da Morandi non solo in pittura e nell’incisione, ma anche nel disegno e nell’acquerello, con composizioni in cui sono evidenti l’estrema semplicità della forma, la volumetria dei piccoli recipienti e l’ombra che proiettano sullo sfondo, per raggiungere, specie nelle opere degli ultimi anni, quote di astrazione e dematerializzazione uniche, diventando pura atmosfera.
Una curiosità è la finalità con la quale Morandi dipingeva una parte dei quadri di fiori: spesso si trattava di regali ad amici cari come Roberto Longhi, Lionello Venturi, Piero Bigongiari, Eugenio Montale, Vittorio De Sica e Valerio Zurlini, oppure alle stesse sorelle, che li ricevevano in occasione dei compleanni, così come ad altre donne legate all’artista da un profondo rapporto di amicizia e stima.

I tredici lavori esposti, prevalentemente dipinti, si collocano nell’arco temporale 1924-1957 e si parte dal dipinto con i papaveri appena raccolti, per arrivare a uno di collezione privata in cui quella stessa varietà di fiore è raffigurato in un modello realizzato in seta come lo sono le rose, soggetto che ricorre nelle altre nove tele esposte.
Inoltre, per offrire suggestioni sulle modalità del lavoro di Morandi, sono visibili in mostra anche due oggetti in porcellana provenienti da Casa Morandi, insieme a ciò che resta di quei fiori di seta o essiccati che, proprio per la loro durata perenne, erano i prediletti dell’artista come modelli di rappresentazione.
Ad arricchire il percorso, due acqueforti in cui si affronta lo stesso tema, utilizzando fiori veri e freschi, oltre ad una selezione di lettere e documenti. La mostra si conclude con un video in cui la Curatrice approfondisce il tema dei fiori lungo l’arco della ricerca morandiana.
L’esposizione sarà accompagnata da un’agile pubblicazione realizzata dall’ufficio editoriale dell’Area Arte Moderna e Contemporanea con un testo della Curatrice e immagini delle opere, in distribuzione gratuita per il pubblico.

Didascalie immagini

  1. Giorgio Morandi
    Fiori, 1924 (V.88)
    olio su tela, cm 58 x 48
    Istituzione Bologna Musei | Museo Morandi
     
  2. Giorgio Morandi,
    Fiori, 1946 (V.501),
    olio su tela 24,5 x 19 cm,
    collezione Enos e Alberto Ferri
    deposito in comodato gratuito al Museo Morandi da luglio 2020
     
  3. Giorgio Morandi
    Fiori, 1957 (V.1020)
    olio su tela, cm 22,5 x 28
    Collezione Enos e Alberto Ferri
    Deposito in comodato gratuito al Museo Morandi da luglio 2020

In copertina un particolare di:
Fiori, 1957 (V.1020)

Di seguito il calendario dei prossimi appuntamenti di RE-COLLECTING

  • Castagne matte
    a cura di Caterina Molteni
    MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
    Collezione permanente
    23 ottobre – 8 dicembre 2020
     
  • Morandi Racconta. Tono e composizione nelle sue nature morte
    a cura di Giusi Vecchi
    Museo Morandi
    19 novembre 2020 – 10 gennaio 2021
     
  • Contenere lo spazio
    a cura di Sabrina Samorì
    MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
    Collezione permanente
    17 dicembre 2020 – 31 gennaio 2021
     
  • Morandi Racconta. Il segno inciso, tratteggi e chiaroscuri
    a cura di Lorenza Selleri
    Museo Morandi
    14 gennaio – 14 marzo 2021
     

Tutte le mostre del ciclo RE-COLLECTING saranno accompagnate da un calendario di incontri aperti al pubblico, su prenotazione, in cui artisti e studiosi si confronteranno sulle tematiche proposte.  

Dove e quando

Evento: Museo Morandi – Via Don Giovanni Minzoni, 14 – Bologna
  • Data: 15 November, 2020