Questa invocazione, inizio di una filastrocca dedicata a San Pasquale Baylón Yubero (16 maggio 1540 Torrermosa, Spagna / 17 maggio 1592 Valencia, Spagna) santo spagnolo, ci introduce nella sua storia leggendaria che la credenza popolare celebra come antesignano protettore delle donne. Povero pastorello nelle campagne dell’Aragona, la solitudine dei campi lo portò alla meditazione e al desiderio di spiritualità e al conforto della preghiera, fino raggiungere una forte vocazione.
Bernardo lopez apparizione dell eucarestia a san pasquale baylon 1811
Troppo giovane, troppo modesto, troppo umile, troppo povero, si vide rifiutato dal convento dei frati Francescani minori alcantarini di Santa Maria di Loreto, ma la sua costanza lo premiò e alla fine fu accettato ma, per i servizi più umili, come la portineria e la cucina della comunità. Rimase sempre un “fratello laico”. Non divenne mai sacerdote perché non si sentiva degno di un compito così alto. Ma tale era la sua modestia, la sua fede, la sua aurea umiltà da far sì che in poco tempo venisse considerato un Santo, ricco di scienza infusa a cui anche i potenti cominciarono a rivolgersi per i consigli. L’iconografia ce lo rappresenta come un pastore col suo gregge, con gli occhi rivolti al cielo in adorazione dell’eucaristia il cui amore esaltò tutta la sua breve esistenza.
Morì infatti piuttosto giovane, a cinquant’anni, di stenti e di mortificazioni corporali, nel Convento di Villa Real a Valencia il 17 maggio 1592, con gli occhi rivolti al cielo. Il suo culto si diffuse rapidamente in San-pasquale-baylon 1Spagna ed anche in Italia, dal Nord al Sud. Il Papa Alessandro VIII lo dichiarò Santo nel 1690. Ma come mai è considerato il protettore delle donne?
Una leggenda ci dice che, arrivato a Torino, forse al seguito di Emanuele Filiberto di Savoia nel 1563, svolgeva la sua opera pastorale nella Chiesa di San Tommaso. Qui amatissimo dai fedeli, aveva stabilito con loro un grande rapporto di confidenza e fiducia tanto che le donne gli confidavano anche i loro tormenti più segreti.
A questo punto la storia si colora di rosa e di maliziosa…..benedetta golosità.
Durante un’ accorata confessione, una moglie afflitta, si lamentava piangendo, della “trascuratezza” del marito. San Pasquale, dopo averla consolata, invitata a più solerti orazioni, le rivelò un galante segreto, e sottovoce le dette una sana ricetta per ricondurre all’ovile il consorte un pò smarrito. Bastava un tuorlo d’uovo, due cucchiaini di zucchero, due cucchiai di un dolce vino Marsala o un Moscato ma anche buon Barolo e Barbera, un mezzo guscio d’acqua, da far addensare dolcemente sul fuoco, a bagnomaria. Offrirlo con un sorriso allo sposo “distratto”.
Con questa santa bevanda, stimolante ed energetica sarebbe tornata la tranquillità in famiglia! Non era dunque una pozione magica ma un mix di cose buone e naturali mescolate con fede, fiduca, impegno e una preghiera. La voce corse veloce nel quartiere e in tutte le case si levarono lodi al Santo spagnolo che aveva risolto la crisi matrimoniale.
La ricetta era dunque infallibile perché data da un Santo: San Bayon da cui ….. Zabaione. A questo punto la dolcissima ricetta si diffuse in tutta la città arrivando fino alla corte dei Savoia.
I pasticceri torinesi, lo dimostra un documento del 1727, decretarono poi, a nome dell’Associazione Cuochi di Case Private e Famiglie che San Pasquale Baylon, inventore di questa squisita crema San-pasquale-baylon 2francescana, lo zabaione, venisse considerato il protettore di cuochi e pasticceri.
Ancora oggi in Messico, il 17 maggio, giorno di San Pasquale Baylon, una scelta giuria premia il miglior pasticcere dell’anno! Intanto il  culto di San Pasquale si era diffuso nel Sud d’Italia con il Sovrani della famiglia dei Borbone. Sorsero ovunque chiese, chiesette, ma anche importanti conventi e monasteri dedicati al suo culto. A Napoli, per esempio ben due conventi lo venerano San Pasquale a Chiaia e San Pasquale a Portici. Anche il nome Pasquale, che troviamo tanto diffuso nel Sud è ancora oggi un omaggio a questo amatissimo santo spagnolo. A lui, le ragazze in cerca di marito, le zitelle inacidite, le vedove ormai consolate e ansiose di convolare a nuove nozze, si rivolgevano e si rivolgono tutt’ora invocandolo così :
“San Pasquale Baylonne,
Protettore delle donne
Fammi trovar marito
Bianco, rosso e colorito
Come voi tale e quale
O glorioso San Pasquale”
Come ci racconta Matilde Serao ne Il Ventre di Napoli le donne desiderose di accasarsi erano solite ripetere per nove sere di seguito questa appassionata novena, con molta molta fede e convinzione e…..forse sarebbe arrivato il desiderato sposo.
Sicuramente questa storia di San Pasquale con i suoi miracoli appetitosi e….amorosi non la troveremo nel Liber Sanctorum, ne negli atti ufficiali con cui il Papa lo canonizzò, ma spesso sono le piccole cose, la fede spicciola ma forte della gente a creare l’attaccamento al culto di un santo.

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Bernardo Lopez, Apparizione dell'eucarestia a San Pasquale Baylon, 1811, Museu de Belles Arts, Valencia, Spagna Bernardo Lopez, Apparizione dell'eucarestia a San Pasquale Baylon, 1811, Museu de Belles Arts, Valencia, Spagna San Pasquale Baylon Un santino di San Pasquale Baylon