Al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma è possibile ammirare la Tomba François, un monumento fondamentale per la conoscenza della civiltà etrusca e dell’immaginario figurativo del Mediterraneo antico. Lo straordinario reperto è accompagnato dalla mostra Il Ritorno degli Eroi dove si racconta, attraverso reperti provenienti da musei internazionali, il contesto originario della Tomba.

Scoperta il 1° maggio 1857 dall’archeologo Alessandro François nei terreni del principe Alessandro Torlonia, nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, la tomba è scavata nel tufo e composta da trentasette pannelli dipinti e da due cippi litici rinvenuti nel corridoio di accesso. Realizzata tra il 340 e il 320 a.C. rappresenta una delle più alte testimonianze della pittura etrusca e, più in generale, della pittura antica giunta fino a noi.

Con una lettera del 7 maggio 1857, Adolphe Noël des Vergers comunica a Wilhelm Henzen, primo segretario dell’Istituto di Corrispondenza Archeologica, il rinvenimento della tomba, definita come “una delle più belle tombe che siano state rinvenute a Vulci” le cui pitture “non sono inferiori ad alcuna pittura di Ercolano”. Queste parole sono la prima comunicazione del rinvenimento della Tomba François e della prima descrizione delle pitture. Il testo venne immediatamente pubblicato nel Bollettino dell’Istituto.

Dopo oltre un secolo, l’eccezionale ciclo figurativo è entrato nel patrimonio dello Stato italiano e, attraverso la nuova presentazione degli affreschi e dei reperti associati, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia valorizza un patrimonio che racconta il rapporto tra mito e memoria nel mondo etrusco consegnandolo definitivamente alla collettività. L’acquisizione è stata resa possibile grazie alla collaborazione degli eredi delle famiglie Torlonia, Sforza Cesarini e Gaetani, proprietari dell’opera.

La decorazione pittorica costituisce uno straordinario intreccio tra mito greco, memoria storica etrusca e costruzione dell’identità aristocratica di Vulci. Attraverso iscrizioni dipinte accanto ai personaggi, le scene permettono ancora oggi di riconoscere nomi, volti ed eventi che intrecciano storia, leggenda e rappresentazione del potere. Il ciclo pittorico del IV secolo a.C. racconta episodi della mitologia greca e della tradizione etrusca, come il sacrificio dei prigionieri Troiani per i funerali di Patroclo o la lotta fratricida tra Eteocle e Polinice, passando per il ritratto di Vel Saties, fondatore e committente della tomba, fino alle lotte tra eroi etruschi con Macstarna, il futuro re Servio Tullio, che libera il condottiero vulcente Celio Vibenna.


La mostra Il Ritorno degli Eroi – allestita fino al prossimo 31 dicembre – è messa in dialogo con il ciclo pittorico attraverso pittura, reperti archeologici e testimonianze materiali della famiglia Saties con oggetti e documenti appartenenti al corredo funerario. Tra gli oggetti, alcuni sono provenienti dal Musée du Louvre.


Tra essi anche gli orecchini appartenuti alle donne della famiglia Saties, elaborate collane in lamina d’oro, un anello d’oro raffigurante Cassandra e due scarabei. Una collezione di preziosi orecchini con granati e animali in pasta vitrea, vasi, tra cui un askos a forma di leone, e una bellissima collana con terminali a farfalla della Tomba François provengono dal British Museum di Londra.