– di Lina Maria Jaramillo Vargas –
[segue] È nella prospettiva di considerare gli oggetti come veicoli di idee, che viene avanzata questa analisi geometrica e architettonica dei gioielli individuati nelle miniature, che altro non sono che copie di quelli reali. La premmessa con cui si inizia lo studio è quella di considerare gli schemi dei gioielli come dei metaprogetti che ipotizzano dei rapporti proporzionali fra le parti ben definiti, ma che al momento della realizzazione possono comunque essere stati oggetto di varianti e di aggiustamenti dovuti alle condizioni dello spazio; eventualità questa che non mette però in crisi l’intero progetto, elaborato in modo tale da verficare la presenza di una struttura rispondente a proporzioni precise.

La decorazione “ingioiellata” come espressione artistica è stata introdotta da una schiera di miniatori che ci hanno lasciato una produzione di altissima qualità e novità. Vista la vastità delle opere, abbiamo stabilito dei limiti storici specifici e due soli artisti su cui concentrare l’attenzione del lavoro da prendere in esame; a tale proposito, i confini che delimitano lo studio su cui si è concentrato il lavoro sono: il periodo che va dal 1464 al 1492, e i due maestri, rappresentanti per eccellenza di questo stile, Francesco Rosselli (1445-1513) e Mariano di Jacopo del Buono (1433-1504), coinvolti in creazioni di miniature con una cospicua rete di rapporti e collaborazioni.
Si è potuto individuare un campionario di “modelli” preziosi all’interno dell’ampio programma iconografico dei codici analizzati, fra cui: Antichità Giudaiche [ms.Urb. Lat. 400, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana] e Iliade Medicea [Pl. 32.4f.43 Biblioteca Medicea Laurenziana] di Francesco Rosselli; Bibbia di Federico di Montefeltro [Urb. Lat 2, Città del Vaticano Biblioteca Apostolica Vaticana] e Libro d’Ore [Ashb. 1874 Biblioteca Laurenziana,] in cui Francesco Rosselli fu collaboratore alla realizzazione; inoltre Breviario per l’ospedale di Santa Maria Nuova [Cod. 68, Bargello] a cui collaborò Mariano di Jacopo del Buono, con Breviario Riccardiano [372 c8r], De Moribus [Plut. 76.42 Biblioteca Medicea Laurenziana] e Libro d’Ore di Maddalena de Medici [ms. 16, Collezione Rothschield] di Mariano di Jacopo del Buono.
Gli schemi rilevati sono stati nominati: Gioielli a forma di fiore, Gioielli a forma di croce 1 e 2, Gioielli con gemma, Le perle, Collane di perle, Gioielli a forma di croce e con croce pendente.

Analizzando dal punto di vista geometrico lo schema denominato Gioiello a forma di fiore, si individuano i seguenti elementi: il raggio del cerchio piccolo formato dalla perla, sta quattro volte nel diametro del cerchio grande formato dalla base del gioiello, il che vuol dire che sono legati da un rapporto di 1:4 (e quindi 1:2 rispetto al raggio); sempre il raggio del cerchio piccolo è un terzo del lato del quadrato iscritto nel cerchio grande formato dalla base, e un ottavo del lato del quadrato che si ottiene unendo tutte le linee che partono dal centro del gioiello. Questi numeri parlano dell’esistenza di una Legge che è stata individuata nel raggio del cerchio piccolo e che costituisce l’unità di base che governa tutta la forma per multipli e sottomultipli, come una formula matematica. Stiamo parlando di proporzioni semplici, come quelle che si usano nelle sequenze architettoniche dove i rapporti sono 1:2, 1:3, 1:4, in cui gli elementi hanno alla base un ragionamento sulle leggi di aggregazione di forme geometriche semplici e che fanno riferimento a formule adottate a vari livelli nell’architettura o nelle apparecchiature di finitura architettonica.
Lo stesso schema analizzato nella sua struttura di base dal punto di vista architettonico, dove troviamo un elemento centrale circolare circondato da cerchi più piccoli, rimanda a un ambiente a pianta centrale contornato da cappelle, che richiama l’antichità romana e che è inoltre presente nella struttura degli edifici termali. A Firenze lo troviamo nella Rotonda della Santissima Annunziata, realizzata da Michelozzo in un progetto condiviso con Antonio Manetti e successivamente con Leon Battista Alberti dal 1444, completata dopo il 14691.

Due schemi simili, ma non uguali, fanno parte del repertorio dei gioielli che abbiamo definito a forma di croce: nella loro geometrizzazione si osserva una costante nella formula del raggio del cerchio piccolo come unità che governa la forma, in questo caso è stato necessario realizzare una regolarizzazione attraverso l’uso della media aritmetica per conciliare le differenze di misura fra le perle. È chiaro che stiamo lavorando su schemi, ma questa operazione non cambia la logica che continua ad essere sempre la stessa, ossia il persistere di una permanenza della forma, delle proporzioni e delle aggregazioni; il disegno mentale dell’artista, valido, ma sempre soggetto ad aggiustamenti nell’esecuzione.

Come si vede nelle immagini sopra, nel primo gioiello la geometrizzazione indica che il raggio del cerchio minore formato dalla perla sta tre volte nell’asse della losanga, cioè in un rapporto 1:3, e quattro volte nel diametro del cerchio grande formato dalla base; come nello schema precedente ci sono alla base dei numeri semplici che fanno pensare a una formula di aggregazione e proporzionalità.
Un altro confronto che permette di notare l’inserimento di queste nuove forme, si può osservare nella rappresentazione pittorica con i gioielli che decorano il piviale indossato da San Biagio, nel dipinto eseguito da Domenico Ghirlandaio, nella pala Vallombrosana del 1485.

La struttura del gioiello continua ad avere le stesse caratteristiche di base degli schemi identificati, ma la forma è dilatata in aggregazione con un giro di perle esterne che irrobustiscono e la fanno più esuberante e splendente.
NOTE
1 La struttura Rotonda della Santissima Annunziata deriva dalla Rotonda degli Angeli progettata da Filippo Brunelleschi nel 1434.
Didascalie immagini
- Mariano di Jacopo del Buono, De Moribus, Plut. 76.42, Biblioteca Medicea Laurenziana
(fonte) - Analisi geometrico-architettonica del gioiello a Forma di Fiore
- Rispondenza geometrico-architettonica tra il gioiello a Forma di Fiore e la pianta della Rotonda della Santissima Annunziata
- Gioiello a Forma di Croce 1 nelle decorazioni della Bibbia di Federico di Montefeltro
(fonte) - Domenico Ghirlandaio e Bottega, Madonna in trono col bambino e i santi Biagio, Giovanni Gualberto, Benedetto e Antonio Abate, 1485-1487, Vallombrosa, particolare di San Biagio
IN COPERTINA
Bibbia di Federico di Montefeltro, Urb. Lat 2, 1476-1478 circa, a cui ha collaborato anche il miniatore Francesco Rosselli, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana
(fonte)
[particolare]
Bibliografia
- Annarosa Garzelli, Miniatura Fiorentina del Rinascimento 1440-1525. Un primo censimento, Firenze, Giunta, 1985.
- Dora Liscia Bemporad, Funzione e significato delle gemme e delle montature dal medioevo al rinascimento, in Cristalli e Gemme, realtà fisica e immaginario simbologia tecniche e arte, atti del convegno. promosso dall’istituto Veneto di Scienze, Venezia, 2003.
- Maria Sframeli, Il gioiello specchio dei tempi, ricchezza delle corti, sicurezza borghese, complemento della bellezza, in Specchio del tempo, Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana, ideazione della mostra e progetto scientifico e catalogo (a cura di) Mario Scalini, Beijing, 2006.