Era un giovane alto e sottile; disdegnava l’eleganza della persona,
portava occhiali a stanghetta da modesto studioso;
i lunghi capelli arruffati, dai riflessi rossi,
gli ombreggiavano la fronte e gli occhi vivissimi,
così penetranti che era difficile sostenerne lo sguardo a chi non fosse ben sicuro di sé.
(Carlo Levi)

Esattamente un secolo fa, nella notte tra il 15 e il 16 febbraio 1926, a venticinque anni, moriva a Parigi, in esilio per sfuggire alla persecuzione fascista, Piero Gobetti, precocissimo editore, giornalista, scrittore, agitatore culturale nella Torino degli anni Dieci e Venti. Innamorato della libertà – scelse come motto per le sue pubblicazioni ‘Che ho a che fare io con gli schiavi?‘ – e pagò con la morte l’opposizione al regime. Il suo pensiero resta affidato alle pubblicazioni e al progetto culturale cui si dedicò nel pieno della sua giovinezza: la casa editrice Piero Gobetti, fondata nell’aprile del 1923. Nel gennaio 1925 “La Rivoluzione Liberale” – rivista di cultura politica – viene sequestrata, il primo di una serie di sequestri che proseguiranno per tutto il 1925; il 10 luglio il governo fascista vara dei provvedimenti di forte limitazione della libertà di stampa; il 5 settembre Gobetti viene aggredito da un gruppo di fascisti in via XX Settembre; l’11 novembre, dopo una diffida da parte del prefetto di Torino, “La Rivoluzione Liberale” cessa le pubblicazioni.

In collaborazione con il Comitato Edizioni Gobettiane, il Centro studi Piero Gobetti e con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, la collana delle Edizioni Gobettiane (giunta ormai alla pubblicazione del penultimo volume che uscirà nel corso del 2027: “Italia barbara” di Curzio Malaparte) era nata con un obiettivo ambizioso che è stato raggiunto: ripubblicare, con Edizioni di Storia e Letteratura, l’intera produzione di Piero Gobetti editore, centoquattordici titoli usciti tra il 1922 e il 1929.
Pertanto, le opere riproposte in edizione anastatica sono accompagnate da nuove postfazioni e schede critiche e bibliografiche. Un patrimonio considerevole di autori che comprende, tra gli altri, Luigi Einaudi, Wolfgang Goethe, Eugenio Montale con la prima edizione di Ossi di seppia, Giuseppe Prezzolini, Gaetano Salvemini, oltre allo stesso Gobetti.
Concepite con un duplice scopo, le Edizioni Gobettiane da un lato, ripresentano i volumi che, malgrado il loro valore, sono praticamente introvabili; dall’altro hanno l’obiettivo di recuperare e valorizzare un pa­­trimonio di pensiero, di studi e di riflessioni che ha rappresentato una pagina importante della vita culturale italiana, in un periodo particolarmente drammatico del­la storia non solo nazionale, ma europea e mondiale.

Clicca qui per conoscere tutte le iniziative del centenario con il titolo Piero Gobetti e il nostro tempo 1926-2026

L’onestà consiste nell’avere delle idee,
e credervi e farne centro e scopo di sé stesso.

(Piero Gobetti)

Dettagli

Didascalie immagini

  1. Piero Gobetti
  2. Piero Gobetti con Ada, divenuta sua moglie nel 1923

(courtesy Ufficio stampa Edizioni di Storia e Letteratura, Editoria di cultura dal 1943)

in copertina
particolare dell’immagine guida del Comitato Nazionale realizzata per le celebrazioni del Centenario della morte di Piero Gobetti (1901-1926) con il titolo “Piero Gobetti e il nostro tempo 1926-2026” (fonte)