Artimino-5luglio Archeologia Narrante lavora da più di un decennio nella comunicazione dei beni culturali storico-archeologici. Al suo attivo numerose iniziative nell’ambito di rassegne, mostre ed eventi promossi da Musei ed Enti locali. Nel rispetto delle solide basi scientifiche da cui muove la sua ricerca, impiega, nelle performance messe in scena, un linguaggio sperimentale che tralascia ogni canone didascalico per stabilire con il pubblico una comunicazione emotiva, capace di rendere vivi e attuali, nella magia del racconto, spazi, luoghi, contesti culturali e semplici reperti archeologici  giunti fino a noi, e con noi, capaci di tornare a vivere uno stralcio della loro storia.
Un modo unico di avvicinare il grane pubblico all’archeologia facendo ascoltare le storie, a volte stupefacenti, che i reperti possono narrare.

L’Elleboro, la Verga d’oro e la bulla sul cuore: il racconto di Ache l’ostetrica di Poggio Colla, andato in scena nella suggestiva piazza San Carlo di Artimino, è una lettura teatrale pensata appositamente per valorizzare il contesto archeologico ora esposto nella mostra ‘Il luogo di Uni’. Poggio Colla, un santuario etrusco nel Mugello (allestita al Museo Archeologico  ‘Francesco Nicosia’).
L elleboro la verga d oro e la bulla sul cuore-foto cinzia colzi
Oltre al testo, l’ausilio di un largo e suggestivo impiego del canto corale, della musica e degli effetti sonori, hanno invitato lo spettatore ad una sorta di viaggio nel tempo.
Il tema cardine di questo spettacolo è quello della nascita. Tema che resta in costante “rapporto narrativo” tra due interpreti, storicamente molto lontane tra loro, ma vicine in scena  per vocazione e  mestiere. Due personaggi: una sacerdotessa/levatrice del IV sec. a. C. e una vivace ostetrica dei nostri giorni immersa nei turni di un lavoro ospedaliero. Una terza voce narrante è quella dell’archeologa che, nel canone ormai felicemente consolidato di Archeologia Narrante, approfondisce alcuni aspetti che emergonono dai racconti delle protagoniste.
Scena-di-parto
Le parole di Ache la sacerdotessa del santuario di Uni, in costante “contrappunto“ con Marianna, moderna ostetrica ospedaliera, hanno permesso al pubblico di accostarsi con umana partecipazione, e senza velleità filosofiche, ai temi universali che si addensano attorno alla nascita. Le prime rudimentali pratiche ”fitoterapiche”  intrecciate alla potenza dei rituali e connesse a un immaginario sempre carico di simboli e superstizioni, si sono alternate anche con autoironia, agli oggettivi, rassicuranti, risultati e conquiste della scienza medica. Attraverso il dipanarsi di vicende storiche e cronaca, di leggende e quotidiano operare, il racconto ha preso forza e nutrimento impiegando in eguale misura  miti, vissuto e speranze di due donne esperte nell’arte della maieutica.
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Le ricerche archeologiche a Poggio Colla hanno offerto una formidabile occasione per valorizzare un territorio che travalica i confini del Mugello a partire dalla straordinaria stele iscritta scoperta più di recente. In questo spettacolo, scritto da Simone Bellucci, si racconta, nel grande tema della cura, la “dis-continuità” delle attitudini, delle competenze, delle sapienti capacità manuali di chi, vicino alla donna nel momento del parto, si appressa più di qualsiasi altro alle emozioni e ai segreti della vita umana al suo albore.
Manufatti-provenienti-da-pietramarina
C’è tempo fino al 3 settembre 2017 per visitare la mostra ‘Il luogo di Uni’. Poggio Colla, un santuario etrusco nel Mugello allestita al Museo Archeologico di Artimino ‘Francesco Nicosia’ che vanta una collezione permanente con pezzi davvero eccezionali,  ed è situato nel borgo medievale, di fronte alla Villa medicea “La Ferdinanda” dichiarata recentemente patrimonio Unesco. In una cornice paesaggistica fra distese di ulivi e filari di viti, il Museo offre ai visitatori una moderna esposizione disposta su due livelli. Il piano superiore è dedicato al popolamento del territorio e al “mondo dei vivi” in periodo etrusco; il piano inferiore è invece riservato al “mondo dei morti” e dunque ai corredi funerari di altissimo pregio delle necropoli etrusche di Artimino e Comeana.
Con un allestimento suggestivo è stata ricostruita la Tomba del Guerriero di Prato Rosello  (fine VIII – inizi VII secolo a.C.), sono stati esposti i cippi funerari arcaici e lo splendido servizio da simposio di Grumaggio (340-320 a.C.).
Un’ampia sezione è dedicata ai tumuli principeschi di Boschetti e Montefortini a Comeana che hanno restituito incensieri e vasi di bucchero, la straordinaria coppa di vetro turchese ed una serie eccezionale di oggetti d’avorio.
In-primo-piano-la-stele-di-vipia-vetesTornando alla mostra (curata dal Mugello Valley Archaeological Project (MVAP) e dalla Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato ed è stata organizzata in collaborazione con il Comune di Carmignano – Museo Archeologico di Artimino) presenta una base di statua con iscrizione etrusca, pregevoli bronzetti votivi, un bucchero decorato  con una scena di parto unica nel mondo etrusco, focalizzano l’attenzione sulle fasi di vita più antiche del santuario etrusco di Poggio Colla, a Vicchio di Mugello, dove gli scavi condotti per 21 anni da un consorzio di università statunitensi (MVAP), sotto la direzione di Gregory Warden (Franklin University Switzerland), hanno evidenziato che il pianoro è stato adibito a luogo sacro in un periodo compreso tra il VII e il II secolo a.C.
Nel sito sono stati individuati diversi contesti rituali, una stele e una base di statua con iscrizioni etrusche che attestano l’importanza della parola scritta già in una fase molto antica.
La lettura delle iscrizioni – e in particolare della stele che in un passo sembra indicare appunto ‘il luogo di Uni’- hanno rafforzato l’ipotesi che sull’altura avesse sede anche il culto di una divinità.

Dettagli

L’Elleboro, la Verga d’oro e la bulla sul cuore:
il racconto di Ache l’ostetrica di Poggio Colla

a cura di Archeologia Narrante

testo di Simone Bellucci

interpreti: Gianna Deidda e Benedetta Torrini

commento storico-archeologico:
Giuseppina Carlotta Cianferoni

musiche: Simone Faraoni e Ilaria Savini
con la gentile partecipazione del coro 'Mnemosine'

Una scena di: L’Elleboro, la Verga d’oro e la bulla sul cuore (Foto © Cinzia Colzi) L’Elleboro, la Verga d’oro e la bulla sul cuore (courtesy Archeologia Narrante) Una scena di: L’Elleboro, la Verga d’oro e la bulla sul cuore (Foto © Cinzia Colzi) 'Scena di parto' (fonte) Ricostruzione della tomba di un giovane guerriero della necropoli Prato Rosello – Artimino (courtesy Museo Archeologico 'Francesco Nicosia') Manufatti provenienti da Pietramarina (courtesy Museo Archeologico 'Francesco Nicosia) In primo piano la stele di Vipia Vetes (courtesy Museo Archeologico 'Francesco Nicosia')