La fotografia ha un ruolo molto importante nella mia vita.
Anzi, è parte della mia vita, come mangiare, camminare o dormire.
Non c’è alcuna differenza

Ren Hang

Esplicito, ma anche poetico. Censurato, perché lib
ero dagli schemi. Crudo, diretto, eppure languido, a tratti malinconico. Tra i progetti espositivi di questa estate sui generis inaugurati dopo il lockdown, il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci dedica per la prima volta in Italia una mostra a Ren Hang, acclamato genio della fotografia e della poesia cinese contemporanea.
A cura di Cristiana Perrella, direttrice del Centro pratese, Nudi raccoglie una selezione di ben 90 scatti che portano la firma del prodigioso artista, provenienti da collezioni internazionali, insieme alla documentazione del backstage di un suo shooting del 2015 nel Wienerwald, alcune sue poesie e un corpus di libri fotografici da lui realizzati.

Classe 1987, la sua produzione si concentra in pochissimi anni, dal 2009 al 2017, quando, a seguito di disturbi depressivi, si toglie la vita prima di aver compiuto trent’anni.
Originario di Chang Chun, nella provincia di Jilin, considerata la “Detroit della Cina”, Ren Hang studia comunicazione a Pechino ma interrompe l’università per iniziare, da autodidatta, la carriera di fotografo. Il suo primo strumento è una fotocamera digitale compatta a basso costo che impiega con uso crudo del flash, mettendo a punto uno stile originale che lo rende fin da subito riconoscibile e che ben presto gli permette di affermarsi anche al di fuori del suo Paese, diventando un autore di culto.

Soggetto cardine delle sue fotografie il ‘nudo’, che gli permette di approfondire una indagine sul corpo e su temi come l’identità, la sessualità, il rapporto uomo-natura, una ricerca che vuole al centro una gioventù cinese nuova, libera e ribelle. Fatta eccezione per pochi casi, Ren Hang realizza i suoi scatti in Cina e sceglie i modelli fra i suoi amici e compagni. I primo soggetto da lui immortalato, ad esempio, era il suo coinquilino. Questo innovativo approccio alla fotografia ha decretato il suo successo: i suoi gli scatti si trovano in importanti riviste internazionali come, tra le altre, L’Officiel, GQ Style, e Vice. Ha inoltre lavorato con azienda di moda come Gucci, Rick Owens e Loewe.

Nonostante le sue immagini in Cina fossero ritenute pornografiche e sovversive, Ren Hang non ha mai voluto essere considerato un artista politico.
Eppure a causa dello sfondo erotico dei suoi lavori, è stato arrestato più volte dalle autorità. Così, Ren ha contribuito all’evoluzione dei costumi sessuali nel suo paese e ha portato avanti la lotta per la libertà creativa e sessuale in una società altamente conservatrice e strettamente controllata, qual è quella cinese.

Protagonista dei suoi scatti è, come abbiamo anticipato, la gioventù cinese, scelta tra le sue amicizie e le sue conoscenze. I suoi modelli sono molto simili tra loro: corpi esili, bianchi e glabri, che vivono di contrasti. La pelle bianchissima risalta sui capelli neri, il rossetto rosso e le unghie smaltate delle donne attirano subito lo sguardo dell’osservatore. I corpi sono trasformati in forme scultoree e il genere non è importante.
Più che suscitare desiderio sessuale, le sue foto sembrano infatti voler rompere i tabù legati al corpo nudo, una sfida alla morale tradizionale che governa la società cinese. In Cina il concetto stesso di nudo non è separabile da quello di pornografia, e non trova spazio nella storia dell’arte. Per questo le fotografie di Ren Hang sono state spesso censurate. La sua idea è invece che “Siamo nati nudi… io fotografo solo le cose nella loro condizione più naturale”.

I volti impassibili, le membra contorte e piegate a formare pose innaturali, fortemente performative. I soggetti, per lo più nudi, sono immortalati nei contesti più disparati, tra i grattacieli di Pechino, in una foresta di alberi, in uno stagno con i fiori di loto, in una vasca da bagno tra pesci rossi che nuotano, in una stanza spoglia… Cigni, pavoni, serpenti, ciliegie, mele, fiori e piante completano le sue scenografie, oggetti di scena assurdi ma di grande potere evocativo.

Sebbene spesso provocatoriamente esplicite, con riferimenti al sadomasochismo e al feticismo, gli scatti di Ren Hang risultano difficilmente etichettabili in una corrente univoca, scottanti ma al tempo stesso permeati da senso del mistero e da eleganza formale e melanconia.
Stesse sensazioni emergono dalla sua produzione poetica. I suoi versi sono spesso teneri, sensuali, languidi e completamente privi di censura. Un altro strumento nella sua personale battaglia volta a infrangere i tabù sociali permeati nel territorio cinese, per esplorare i temi e le emozioni della vita, nel bene e nel male, raccontando il desiderio, le ansie e i suoi conflitti interni.


L’arte è qualcosa di personale, soggettivo.
L’arte nasce dalla relazione che hai con te stesso,
perché è solo col tuo modo di sentire le cose che puoi comunicare qualcosa agli altri

Ren Hang

DIDASCALIE IMMAGINI:

In copertina:
Ren Hang, Kissing Roof, 2012 (particolare),
©Stieglitz19 and Ren Hang Estate

  • Ren Hang, Peacock, 2016
    ©Stieglitz19 and Ren Hang Estate
  • Ren Hang, Kissing Roof, 2012
    ©Stieglitz19 and Ren Hang Estate
  • Ren Hang, Muur, 2016
    ©Stieglitz19 and Ren Hang Estate
  • Ren Hang, Nude, 2016
    ©Stieglitz19 and Ren Hang Estate
  • Ren Hang, Untitled, 2015
    ©OsLicht Gallery and Ren Hang Estate
  • Ren Hang, Untitled, 2015
    ©OsLicht Gallery and Ren Hang Estate

 

Dove e quando

Evento: Ren Hang. Nudi
  • Fino al: – 23 August, 2020
  • Indirizzo: Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci – Viale della Repubblica 277, 59100, Prato
  • Sito web