La donazione di alcune opere da parte del celebre collezionista Gianfranco Luzzetti al Comune di Grosseto, è stata ampiamente riportata dai media locali. Non poteva essere diversamente, visto l’entità della donazione stessa: 67 opere databili dal Trecento all’Ottocento e firmate da artisti del calibro di Rossellino o Giambologna e che si aggiungono alle opere di Santi di Tito e Cigoli che lo stesso Luzzetti aveva già donato alla città alcuni anni prima. Oltre a opere pittoriche la collezione comprende arredi liturgici, mobili e maioliche antiche per un valore complessivo di 2 milioni e 844mila euro.

L’insieme di queste opere costituisce il nucleo di una vera e propria pinacoteca, che a breve aprirà i battenti in una sede prestigiosa: una parte della collezione sarà infatti ospitata nella Chiesa dei Bigi, mentre altre saranno visibili al piano terra dell’attiguo complesso delle Clarisse. Ma oltre al valore delle opere ci sono altri motivi per i quali vale la pena parlare di questa donazione anche al di fuori dei confini del capoluogo maremmano. Si tratta infatti di un bell’esempio di cosa può succedere quando le sinergie tra pubblico e privato funzionano. La dimostrazione, insomma, che quando c’è la volontà di raggiungere un obiettivo importante è possibile trovare una soluzione che soddisfi tutte le parti in causa, anche dopo anni di trattative.

Sacra famiglia con San Giovannino

La vicenda infatti ha avuto una gestazione lunghissima: di una possibile donazione di Luzzetti alla sua città Natale se ne parla fin dagli anni ‘90, ma le varie amministrazioni che si sono succedute non sono mai riuscite a trovare un accordo. Solo nel 2018 il comune di Grosseto, guidato dal sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che ha fortemente voluto questo accordo, è riuscito a portare a termine la delicata missione.

La determinazione dell’amministrazione cittadina è senza dubbio stata fondamentale, ma sono stati decisivi anche gli interventi di alcuni soggetti privati. Una collezione come quella di Luzzetti infatti necessitava di spazi adatti ad accogliere opere tanto importanti. Per adeguare gli spazi messi a disposizione dal comune (il complesso delle Clarisse) e dalla Diocesi (la Chiesa dei Bigi) è stato necessario avvalersi di due finanziamenti: uno, di ben 450mila euro, è stato erogato dalla Fondazione Cassa di Risparmio ed è stato ottenuto grazie al lavoro della Fondazione Atlante per la Maremma, una realtà interamente privata che ha individuato il bando e commissionato il progetto preliminare necessario per la partecipazione; l’altro, di 100mila euro, è stato ottenuto dalla Fondazione Grosseto Cultura con un progetto che è risultato tra quelli scelti dalla Commissione dell’iniziativa del governo “Bellezz@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati”.

San Giovanni

Un altro buon motivo per parlare della donazione Luzzetti è l’importanza di questa collezione per la città e per il suo territorio. In Toscana, si sa, non mancano le bellezze artistiche e nemmeno i luoghi ricchi di storia. Eppure per una serie di motivi sono quasi sempre i grandi centri – Firenze, Pisa e Siena – a raccogliere il maggiore interesse da parte di turisti e appassionati di arte e cultura. Una dinamica che relega troppo spesso gli altri centri al rango di periferia. La stessa collezione completa di Gianfranco Luzzetti è da sempre conservata nella casa museo di Firenze. Si capisce quindi come la donazione di opere importanti destinate ad essere il nucleo di un nuovo spazio museale ed espositivo a Grosseto sia un evento di assoluto interesse. Come ha notato mons. Rodolfo Cetoloni, vescovo di Grosseto – ricordiamo che parte della nuova sede espositiva è stata messa a disposizione in comodato gratuito dalla sua Diocesi:

“La realizzazione di una pinacoteca nella quale troveranno posto capolavori d’arte generosamente donati alla comunità grossetana dal collezionista Luzzetti ci fa comprendere che la cura del bello, che si esprime nell’arte pittorica, è un’esigenza essenziale per una collettività che voglia crescere, irrobustire la propria identità e offrire a coloro che arrivano tra noi spazi che qualificano l’offerta culturale del territorio.

Infatti il progetto di allestimento non è stato pensato come opera fine a sé stessa, ma come offerta culturale a tutto tondo. Per esplicita volontà del donatore la nuova realtà dovrà occuparsi non solo di rendere accessibile le opere della collezione, ma anche di fare promozione culturale e formazione in ambito artistico e culturale. Un modo quindi per valorizzare le grandi potenzialità del territorio grossetano.

Proprio gli spazi scelti sono un’ulteriore merito di questa operazione: si tratta di due edifici che appartengono alla storia di Grosseto – e nel caso della Chiesa dei Bigi uno dei rari esempi barocchi della città – che in questo modo tornano a nuova vita per animare la vita culturale della città. Il nuovo allestimento dovrebbe essere terminato entro Maggio 2019. Nel frattempo però grossetani e turisti potranno avere un “assaggio” della collezione Luzzetti: le prime sei opere, restaurate e consegnate alla città a fine Luglio, saranno in mostra presso i locali del Museo Archeologico e Diocesano d’Arte sacra, al terzo piano di Palazzo Baccarini.

Didascalie immagini

  1. Sacra famiglia con San Giovannino
    Ercole Procaccini il Vecchio (Bologna, 1515 – 1595)
    sec.XVI
    Dipinto a olio su tela, cm.56×52
  2. San Giovanni
    Donatello (bottega di)
    sec.XV
    Scultura in legno intagliato con tracce di pittura a tempera, cm.115x34x33
  3. Anconetta in legno con pittura a tempera e fondo oro, raf gurante una Madonna dell’Umiltà con due angeli adoranti, di Giovanni di Tano Fei (attivo a Firenze fra il 1385 e il 1420)
    1399
    cm.87×49

In copertina:
Adorazione dei pastori
(part.) Matteo Bonechi (Firenze 1669 -1756)
sec.XVIII
olio su tela, cm.110×80