In un momento storico in cui gli spostamenti sono limitati ed ognuno di noi è come ‘congelato’ nella propria dimensione, è l’arte a condurci lontano, nel tempo e nello spazio. Il progetto scientifico a cura del Politecnico di Torino e da Prospekt Photographers con la Tsinghua University, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, ci porta oggi in Cina. Così fino al 14 febbraio il MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino – presenta China Goes Urban. La nuova epoca della città, una mostra che affronta in modo innovativo la tematica dell’urbanizzazione in corso in Cina come nel resto del mondo.

Frutto di una ricerca pluriennale, l’esposizione mette in relazione la cultura della Cina tradizionale con le massicce trasformazioni delle città cinesi contemporanee. Un processo che interessa la Cina nello specifico della mostra, ma che riguarda il globo intero, aprendo una riflessione sulla città di oggi e su quella di domani.

Ogni anno in Cina oltre 16 milioni di persone si spostano dalle aree rurali a quelle urbane: si tratta della più grande migrazione di massa della storia del nostro pianeta. Non parliamo di un caso isolato, bensì di un trend che si verifica ovunque. Nel 2007, rivela UN-Habitat, la popolazione urbana ha infatti superato quella rurale.

Questo processo di urbanizzazione planetaria ha numerose conseguenze. L’aumento della popolazione delle città in modo così frenetico comporta non soltanto lo sviluppo degli insediamenti e l’espansione urbana, ma anche l’incremento delle relazioni sociali, economiche, politiche e funzionali. Un modello di sviluppo che presenta numerosi limiti e contraddizioni, sia ambientali che sociali ed economici, resi evidenti dall’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia, che dà luogo ad un forte inasprimento di incertezze e disuguaglianze.

La mostra si interroga così sui processi urbani, architettonici e di cambiamento socio-economico della Cina contemporanea come di qualsiasi altra città dei nostri giorni. Emblematici casi di studio sono quattro new town cinesi: Tongzhou, Zhengdong, Zhaoqing e Lanzhou, che vengono studiate intrecciando ricerca e immaginazione.
Tre aspetti in particolare definiscono le caratteristiche di urbanizzazione: si parte dal ‘frammento’, inteso come carattere tipico della città contemporanea e della sua architettura. Si prosegue con l’infrastrutturazione, alla base del funzionamento urbano. E infine, il superamento della dicotomia città-campagna che permette di estendere i limiti ritenuti stabili dello spazio urbano.

Il percorso espositivo rivela i diversi volti della città: da un lato  le exhibition hall, luogo iconico delle new town cinesi, sponsorizzato dalle amministrazioni pubbliche e le imprese di costruzioni, che promuovono il bello della città, come stile di vita, progresso e successi raggiunti. L’altra faccia della medaglia svela spazi vuoti e atoni che ci conducono fino alle persone, ai singoli individui intenti nelle loro attività quotidiane. Questi due aspetti si intrecciano spesso durante la visita, e mostrano le diverse sfaccettature del processo di inurbamento in Cina come in qualsiasi parte del mondo. Quello che a prima vista sembra così esotico e lontano da noi si rivela piano piano familiare e vicino. Le abitudini delle new town della Cina sono in realtà le stesse che si verificano ad ogni latitudine. Le persone che compiono quelle azioni sono simili a noi, nei gesti, nelle paure e nei desideri.

Prima esposizione torinese organizzata dopo il primo lockdown, China Goes Urban costituisce inoltre un caso pilota di mostra ai tempi del Covid 19, che si riflette nella particolare progettazione dei criteri di allestimento, inducendo i visitatori al distanziamento fisico regolamentando i flussi in modo innovativo. Una speciale segnaletica collocata a terra, ad esempio, permette di muoversi ad una velocità tale da evitare assembramenti. Così come alcuni checkpoint invitano a fermarsi in aree ampie, qualora quelle successive risultino affollate.

Nell’attesa, i device personali diventano porte di entrata ad uno spazio virtuale che ospita contenuti ulteriori che vanno ad approfondire le tematiche affrontate nel percorso di visita. Ed anche in queste settimane di chiusura dei musei, il MAO di Torino apre le sue porte con le “passeggiate in mostra”, dove alcuni esperti camminano tra le sale davanti alle principali opere esposte, producendo contenuti virtuali scaricabili sui dispositivo mobili personali e trasmissibili in tutto il mondo. Idea alla base anche delle “interviste doppie”, dialoghi registrati precedentemente con il pubblico.

In copertina: 
Viadotto della ferrovia del cantiere della new town, 2017 (particolare)
Zhaoqing New Town
Zhaoqing, provincia del Guangdong

  • Planimetrie, rendering e disegni del progetto nell’area di cantiere, 2017
    Zhaoqing New Town
    Zhaoqing, provincia del Guangdong
  • Nuovi edifici con aeroplano, 2019
    Tongzhou New Town, Pechino, municipalità di Pechino
  • Movimento terra per la costruzione di un nuovo isolato, 2019
    Tongzhou New Town, Pechino, municipalità di Pechino
  • Piazza della stazione ferroviaria Est di Zhenghou, 2019
    Zhenghou, provincia dello Henan
  • Contadine al lavoro a Zhongmu, 2019
    Zhongmu, provincia dello Henan
  • Poliziotto di quartiere, 2017
    Tongzhou New Town, Pechino, municipalità di Pechino
  • Central Business District, 2019
    Tongzhou New Town, Pechino, municipalità di Pechino

Dove e quando

Evento: China Goes Urban. La nuova epoca della città
  • Fino al: – 13 February, 2021
  • Indirizzo: MAO, Museo d’Arte Orientale – via San Domenico 11, Torino
  • Sito web