Dopo il grande successo di pubblico ottenuto in Francia lo scorso anno alle antiche miniere delle Carrières de Lumières con oltre 650.000 visitatori, Bosch, Breughel, Arcimboldo. Una mostra spettacolare approda agli Arsenali Repubblicani di Pisa. Un altro luogo ricco di fascino e di storia, che ben si presta ad accogliere un’esposizione virtuale, una forma inedita per ammirare tutte insieme le opere di questi artisti.
Si tratta infatti di uno spettacolo della durata di circa 30 minuti in cui ci si immerge a 360 gradi nelle opere dei maestri del XVI secolo, dove i dipinti si animano generando atmosfere magiche, enfatizzate dalla musica e dal suggestivo spazio espositivo.

Gli Arsenali costituivano in passato un antico complesso destinato alla produzione e riparazione delle galee dell’antica Repubblica di Pisa. Oggi ne rimane un unico grande edificio, restaurato dopo i danni subiti durante la Seconda Guerra Mondiale. Questo spazio di 1000 mq accoglie fino al 26 maggio 2019 la prima mostra digitale in Italia dedicata a Bosch, Breughel e Arcimboldo.
Gli Arsenali si popolano dunque di innumerevoli creature fantastiche e allegoriche dai colori vivi e cangianti in un clima surreale, un mondo incantato nel quale si ha l’impressione di noi stessi di vivere.
Le pareti, le vetrate e il piano pavimentale dell’antico complesso trecentesco si trasformano in una tela dove prendono vita le suggestive scenografie e i bizzarri personaggi ideati dai tre maestri. 54 videoproiettori diffondono oltre 2.000 immagini in scala 1:1500, che ricostruiscono le scenografie sognanti delle opere attraverso una combinazione sinestetica di immagini, musica e tecnologia.
Con il patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Pisa, la mostra è prodotta in Italia dal Gruppo Artemisia e Sensorial Arte Experience, con il supporto di Banca di Pisa e Fornacette.

La regia è frutto delle diversificate competenze di Gianfranco Iannuzzi (regista, specializzato in tecnologie interattive), Renato Gatto (docente di tecniche vocali e attore), Massimiliano Siccardi (artista, ballerino e performer) e Ginevra Napoleoni (artista specializzata in linguaggi multimediali). La colonna sonora, vero e proprio amplificatore di emozioni, capace di coinvolgere, travolgere ed emozionare, è curata da Luca Longobardi, che ha optato per una diversificazione dei brani nei diversi momenti dello spettacolo.
Alchimia, religione, astrologia, vanità, tentazioni e vizi: questi i temi che caratterizzano i dipinti di Bosch, Brueghel e Arcimboldo, con un acuto senso del dettaglio che in questa fantasmagorica mostra avvolgono e travolgono il visitatore in tutta la loro efficacia.
Opere spesso difficilmente fruibili, se non nei musei e nelle collezioni che gelosamente le custodiscono, diventano veri e propri mondi incantati dei quali è ora possibile varcare la soglia.

Lo spettacolo – diviso in tre tempi – si apre con un prologo ispirato alla Creazione del Mondo concepita dalla sofisticata mente di Hieronymus Bosch (1450-1516), Il Giardino delle delizie, il celebre trittico che si legge da sinistra verso destra, la cui visione è accompagnata da una composizione sonora originale di Luca Longobardi per Soprano, Archi ed Elettronica. Si parte dal momento della Creazione dell’uomo e della donna per opera di Dio, per poi passare all’idilliaco Eden del pannello centrale, in cui uomini e donne vivono in armonia con il mondo naturale, costituito da una ricca varietà di animali e piante, sotto la fonte della vita. La lettura del trittico termina con le conseguenze del Peccato Originale, dove personaggi mistici e grotteschi diventano simbolo di demoni e tentazioni.

In un climax di tormenti, sulle note dei Carmina Burana di Carl Orff, le opere di Bosch raccontano un mondo corrotto, dove regnano sovrani dolore, peccato e intenzioni malsane, e dove l’unica consolazione al triste destino dell’uomo è l’abbandono alle vanità e ai piaceri effimeri.

La mostra digitale prosegue sempre in ambito fiammingo con la dinastia dei Brueghel: i paesaggi nordici brulicano della vita quotidiana dell’epoca, fatta di danze, banchetti, feste delle stagioni che vengono raccontati con gusto aneddotico, e che, se da un lato diffondono l’allegria delle feste popolari, dall’altro costituiscono un’amara e fugace evasione.

Cade l’inverno nei freddi scenari fiamminghi ed ecco sopraggiungere l’ Inverno di Vivaldi nella rielaborazione di Max Richter, un estratto delle Quattro Stagioni che conduce lo spettatore verso l’opera di un altro artista. Con l’incedere della musica, infatti, ci troviamo di fronte alle cosiddette “teste composte” di Giuseppe Arcimboldo (1527-1593), ritratti antropomorfi e caricaturali in cui il maestro italiano, attivo a Vienna alle corti asburgiche di Massimiliano II e Rodolfo II, si sbizzarrisce con la sua fantasia. Rinnovando completamente l’approccio al genere della natura morta, la fisionomia dei personaggi è il risultato di un agglomerato di elementi (fiori, frutti, animali…) deformati con fare grottesco e mostruoso, ma con rispondenza ad un soggetto specifico, da cui deriva il titolo all’opera, attraverso un trompe-l’oeil che l’occhio ricompone in modo automatico. Inverno, Primavera, Estate e Autunno sono infatti alcune delle tematiche scelte per i suoi ritratti. Le opere di Arcimboldo sono via via accompagnate dai Quadri di un’Esposizione di Mussorgsky, orchestrati da Maurice Ravel, che ci permettono di transitare verso la parte finale della mostra.

In un vorticoso susseguirsi di immagini fantastiche arriviamo dunque alla Torre di Babele ideata da Pieter Brueghel il Vecchio (1525-1569,) ambientata in un luogo che non ricorda affatto la città biblica di Babilonia, ma piuttosto il paesaggio delle Fiandre, che l’autore conosce così bene. Illustrando il presuntuoso progetto degli uomini volto a raggiungere la volta celeste, l’artista mette in evidenza le fragilità degli aspetti tecnici di una così ardita costruzione. Numerosi sono infatti i difetti strutturali della Torre, che si erge su fondamenta instabili e che con la sua infilata di archi sale a spirale verso il cielo con strane pendenze ed evidenti squilibri, e fin dal primo sguardo sembra inesorabilmente destinata al fallimento. Siamo di fronte ad un’allegoria dell’orgoglio umano che sfida il divino, e che per questo sarà punito.

Ci troviamo così di fronte alla Salita al Calvario” al Trionfo della Morte e ancora alla Caduta degli angeli ribelli, con un crescendo continuo di inquietudini e crudeltà.
L’epilogo della mostra ci riporta a Il Giardino delle delizie, che chiude ciclicamente il nostro percorso ritornardo al giardino incantato incontrato all’inizio, un luogo incantato popolato da creature straordinarie che vivono in equilibrio tra di loro.

Filo conduttore della mostra, denominatore comune di Bosch, Brueghel e Arcimboldo, è la fervida immaginazione che genera una distorsione del reale dando luogo ad un universo fantastico, surreale, fatto di personaggi bizzarri e grotteschi che trascinano lo spettatore in un’altra dimensione. I tre grandi maestri, inoltre, si sono dedicati a rappresentare la vita del loro tempo, e ad immortalare la dualità di un mondo che oscilla tra virtù e vizi, tra Paradiso e Inferno, in bilico tra il bene e il male.
Essi inoltre dedicano un’attenzione maniacale al dettaglio, che da parte sua la mostra riscatta e omaggia offrendo al visitatore la possibilità di ammirare da vicino, come solo uno studioso può fare con la sua lente di ingrandimento a pochi millimetri dalla tela. Grazie all’ausilio della tecnologia che dà visibilità anche a elementi di secondo piano, le opere dei nostri artisti potrebbero essere osservati all’infinito per scoprire ogni volta qualcosa di nuovo.

Ci lasciamo alle spalle la mostra sulle note di Stairway to Heaven del gruppo rock britannico dei Led Zeppelin nella versione tributo del 2012, con un flusso di immagini informali che fluttuano insieme alla musica, e diventano una sorta di camera di decompressione che ci fa gradualmente riprendere contatto con la realtà prima di avviarci verso l’uscita.
In copertina:
Hieronymus Bosch (1450-1516 ca.),
La visione di Tondalo (particolare)
Olio su tavola
Museo Lazaro Galdiano, Madrid, Spain / © Bridgeman Images
In foto
- Un’immagine dell’allestimento della mostra agli Arsenali Repubblicani
- Un’immagine dell’allestimento della mostra agli Arsenali Repubblicani
- Hieronymus Bosch (1450-1516 ca.)
Giardino delle delizie, 1490-1500
Olio su tavola, 220×389 cm
Prado, Madrid, Spain / © Bridgeman Images - Hieronymus Bosch (1450-1516 ca.)
Tavolo dei sette peccati capitali e delle quattro cose ultime
Olio su tavola, 120×150 cm
Prado, Madrid, Spain / © Bridgeman Images - Hieronymus Bosch (1450-1516 ca.)
La visione di Tondalo
Olio su tavola
Museo Lazaro Galdiano, Madrid, Spain / © Bridgeman Images - Hieronymus Bosch (1450-1516 ca.)
Il Giudizio Universale
Olio su tavola
Akademie der Bildenden Kunste, Vienna,
Austria / © Bridgeman Images - Giuseppe Arcimboldo (1527-1593)
Autunno, dalla serie delle Quattro stagioni eseguita per l’imperatore Massimiliano II (1527-1576), 1573
Olio su tela, 76×63,5 cm
Louvre, Paris, France / © Bridgeman Images - Giuseppe Arcimboldo (1527-1593)
Ritratto surreale dell’imperatore Rodolfo II, 1590
Olio su tela, 70,5×57 cm
Gripsholm Castle Collection, Sweden / © Bridgeman Images - Pieter Bruegel il Vecchio (1525-1569 ca.)
Torre di Babele, 1563
Olio su tavola, 114×155 cm
Kunsthistorisches Museum, Vienna, Austria / © Bridgeman Images - Giuseppe Arcimboldo (1527-1593)
Ritratto surreale dell’imperatore Rodolfo II, 1590
Olio su tela, 70,5×57 cm
Gripsholm Castle Collection, Sweden / © Bridgeman Images - Jan Brueghel (1568-1625) & P.P Rubens (1577-1640)
Il giardino dell’Eden e la Caduta dell’uomo, 1615 ca.
Olio su tavola, 74×114 cm
Mauritshuis, The Hague, The Netherlands / © Bridgeman Images
L’eventuale non corretto funzionamento delle mappe è una problematica di Google Maps su cui non possiamo intervenire.
Dove e quando
Evento: Bosch Brueghel Arcimboldo. Una mostra spettacolare
- Fino al: – 26 May, 2019
- Indirizzo: Arsenali Repubblicani – via Boxano Pisano 2, Pisa
- Sito web