Per l’umanità l’acqua è una forza di cambiamento sociale: una preziosa risorsa della quale far tesoro, da proteggere e usare saggiamente, perché l’alternativa è la privazione, la malattia, il degrado ambientale, il conflitto e la morte. (Philip Ball)

Un grido d’allarme sullo stato del nostro pianeta attraverso l’installazione luminosa “Help the Ocean” di Maria Cristina Finucci posta sui resti della Basilica Giulia nel Foro Romano. Il progetto è sostenuto da Fondazione Bracco ed appare come un monito contro l’inquinamento dei mari che vuole richiamare l’attenzione di tutti sull’ineludibile questione causata dai rifiuti plastici dispersi negli oceani. 

Help è un grido d’allarme – spiega l’artista Maria Cristina Finucci – che non si limita alla pur importante questione ambientale, ma pone al centro l’individuo e l’intera vita sul pianeta, in cui l’ambiente è legato indissolubilmente alle risorse naturali, alla salute, all’alimentazione, alla povertà, alle disuguaglianze, ai diritti umani, alla pace”.

Nel Parco Archeologico del Colosseo, un dialogo persistente tra passato e presente, attraverso un enigmatico impianto architettonico che richiama la sintassi costruttiva romana antica, ma il materiale da costruzione non è la pietra, ma la plastica.

‘Help’ è formata da un insieme di gabbioni di rete metallica, messi a disposizione dal Gruppo Maccaferri, rivestiti da un ricamo di sei milioni di tappini di plastica colorati, vuole simulare un ritrovamento archeologico che un giorno potrebbe divenire emblematico della nostra era – ribattezzata quindi come l’età della plastica – per ribadire l’urgente necessità di un lavoro comune per raggiungere gli obiettivi dell’agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, che il Garbage Patch State ha sottoscritto ufficialmente il 22 aprile scorso, come pure quelli dell’enciclica papale Laudato si.

Alfonsina Russo, direttrice del Parco archeologico del Colosseo, aggiunge: “La nostra speranza è che l’area archeologica più importante e visitata in Italia possa coinvolgere il pubblico nazionale e internazionale sul significato fondante della memoria del passato, conservata nel Dna degli ambienti e dei paesaggi, sia quelli naturali, sia quelli plasmati dall’uomo; solo un uso corretto potrà garantire la conservazione del Pianeta e quindi potrà dare un futuro al nostro
passato
”.

Solo da una visione dall’alto però si può notare come la costruzione formi le quattro lettere della parola “Help”, richiesta di aiuto di un’intera epoca storica, la nostra, che ha acquisito la consapevolezza di aver avviato il processo di autodistruzione.

Di notte la gigantesca scritta si illumina ed è visibile anche da via dei Fori Imperiali (fino al 29 luglio).

Didascalie immagini

vedute di giorno e di notte dell’installazione luminosa
“Help the Ocean” di Maria Cristina Finucci
posta sui resti della Basilica Giulia nel Foro Romano

Dove e quando

  • Fino al: – 29 July, 2018