Non solo chi l’ha sempre considerata un limpido esempio, ma anche coloro storcevano il naso a quella geniale semplicità, spesso provocatoria, tutti abbiamo rimpianto la sua capacità di comunicare la scienza ogni volta eravamo costretti ad ascoltare le esternazioni dei nuovi divi televisivi in epoca pandemica.
Femminista ante litteram, occorrerebbe la sua sagacia per interpretare la crisi internazionale che sta facendo sgretolare perfino la collaborazione nello spazio… insomma… ci vorrebbe ancora Margherita, l’astrofisica ‘amica delle stelle’ che oggi avrebbe compiuto cento anni.

Strenua sostenitrice dei diritti civili e della laicità dello Stato, in questi giorni viene ricordata con una staffetta di eventi e perfino una statua a Milano, la prima dedicata a una scienziata sul suolo pubblico italiano. Un primato che Margherita avrebbe commentato con una delle sue battute ironiche e taglienti da autentica fiorentina lei che era nata, per ironia della sorte, vicino a Via delle Cento Stelle nel quartiere Campo di Marte.
Prima donna italiana a dirigere un osservatorio astronomico (quello di Trieste, dal 1964 al 1987), durante la Seconda Guerra Mondiale aveva mosso i primi passi da astrofisica all’Osservatorio di Arcetri, sulla stessa collina dove Galileo Galilei trascorse gli ultimi anni di vita.
Proprio da lì, per Margherita, ebbe inizio una carriera brillante quanto gli astri che ha studiato per anni e ricoprendo prestigiosi incarichi anche all’estero.
A quasi nove anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 29 giugno 2013, resta indelebile il segno che ha lasciato e anche il suo splendido sorriso.



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alcune immagini di Margherita
(quando si è stati così grandi non c’è bisogno del cognome)
foto © Ansa