Partiamo dalla Toscana alla scoperta dei parchi culturali e naturali del monte Amiata, antico vulcano spento (1738 mt.) ricoperto da una splendida foresta di castagni, abeti e faggi. In vetta, in giornate con eccellenti condizioni di visibilità, è possibile ammirare un panorama spettacolare che spazia per centinaia di chilometri sulla Maremma, sulle colline senesi e sul lago di Bolsena. Alla scoperta di parchi Nei dintorni la possibilità di visitare piccoli borghi dove il tempo sembra scorrere molto lentamente. Una doverosa visità ai castelli medievali di Arcidosso, Piancastagnaio e Montelaterone; il borgo di Rocchette di Fazio e la Pieve di Lamula con le tracce lasciate dai Cavalieri Templari; le abbazie di Sant’Antimo (del 750) e Abbadia San Salvatore (del 743); la villa Sforzesca di Castell’Azzara (del 1576); le chiese barocche di Castel del Piano e la Peschiera di Santa Fiora (del 1450). Non aggiungo altro per non sembrare troppo campanilista per la mia regione. però, se andrete sul monte Amiata, fate attenzione perché, nel silenzio, il vulcano lo si può percipere… provate a distendervi a terra, allargando braccia e gambe e chiudendo gli occhi…

Nella verdissima Umbria segnalo di andare alla scoperta di tre abbazie in direzione di quella del Tredicesimo secolo di Sant’Emiliano in Congiuntoli con chiesa e monastero in pietra bianca. Raggiungibile dalla strada che si sviluppa sulle pendici del Monte Catria, partendo da Scheggia e muovendo in direzione Sassoferrato. Sorge sulla confluenza tra un allegro torrentello immerso nella vegetazione, il Sentino (noto a tutti i pescatori esperti per le trote di grandi dimensioni) e il rio Freddo, da cui trae il nome di Congiuntoli (congiunzione). E’ zona protetta dal Parco Regionale del Monte Cucco, come dicono gli adulti “scarsamente antropizzata e ancora poco compromessa”. Più semplicemente uno stupendo scenario appenninico accompagna il percorso lungo il quale si incontrano le altrettanto interessanti Abbazia di Sitria e quella di Fonte Avellana.

Le montagne delle Marche offrono la possibilità di conoscere una natura incontaminata di picchi arditi, gole selvagge, grotte spettacolari, ma anche imbattersi nelle testimonianze lasciate da monaci ed eremiti, scoprire antichi insediamenti piceni, romani, longobardi o bizantini per una vacanza non solo nel verde, ma anche un viaggio nella memoria e nelle radici di questa terra. Circa novantamila ettari di territorio, quasi il 10% della superficie regionale, sono tutelati dal sistema dei parchi e delle riserve naturali. Assolutamente da non perdere la vsita sotterranea alle Grotte di Frasassi nel comune di Genga. Senza esagerazione si tratta di uno fra i più belli spettacoli della natura in Italia per le stalattiti e stalagmiti millenarie durante il percorso di circa un chilometro e mezzo (ci sono gradini, quindi i piccolissimi non potranno stare nel passeggino, ma nel marsupio). La temperatura, anche in estate, è stabile sui quattordici gradi con umidità del 90% quindi serve la felpa e scarpe con suola di gomma.

In Abruzzo la Valle delle Cento Cascate è particolarmente spettacolare e suggestiva all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga. Ai piedi del Monte Gorzano (2.458 m) sopra al borgo di Cesacastina (1.140 m) piccola frazione del comune di Crognaleto. Le innumerevoli cascatelle sono alimentate dal torrente Fosso dell’Acero nella sua vorticosa discesa tra i faggi secolari con stupendi fiori selvatici tra cui anche alcuni diversi tipi di orchidee. Da Cesacastina, si procede in direzione nord fino al sentiero CAI 354 e, per il passo, riicordate che sarete a 1327 metri di altezza. Dopo circa un chilometro si incontra un nuovo bivio; prendere a sinistra e continuare a salire fino a che non uscirete dalla faggeta e finalmente potrete godervi il corso d’acqua con i salti delle cascatelle. Proseguite sulla traccia erbosa che costeggia il letto roccioso del torrente facendo molta attenzione a non avvicinarvi al ciglio perchè il fondo di arenaria è scivoloso e pericoloso.
Dopo circa mezzo chilometro a destra sulla traccia per guadare il torrente (ci sono pietre proprio per facilitare l’attraversamento). Alternativa al percorso è salire verso l’Anfiteatro delle Cento Fonti e Monte Gorzano però è impegnativo con i bimbi piccoli. Per riscendere, subito dopo il guado, girare a destra sulla carrareccia (5) con alcuni stretti tornanti fino a rientrare nella faggeta. Seguire il percorso per circa tre chilometri fino al bivio 359 poi prendere a destra sulla sterrata (6) in località Vercereti per due chilometri fino a raggiungere il punto di partenza.

Se andrete in vacanza nel Lazio, una tappa ad Amatrice sarà un grande ricordo. Prima del terremoto delle 3:36 del 24 agosto 2016, mi dicono fosse un borgo delizioso dove gustare la vera “amatriciana”.
Nonostante la tragedia, con i suoi 955 metri di altezza nel verdeggiante confine con l’Umbria, le Marche e l’Abruzzo – tra i Monti Sibillini e i Monti della Laga – nulla è cambiato in quella natura da scoprire. Circondata da rilievi che superano i 2400 metri, come la cima del Monte Gorzano, la più alta della regione. Amatrice offre ai suoi visitatori la possibilità di trascorrere giornate a contatto con la natura e bucatini deliziosi oltre all’infinita gentilezza di chi ci mete il cuore. Viva Amatrice!

A chi piace fare vacanze alternative, niente di meglio che traghettare in Sardegna per andare in montagna direzione Massiccio del Gennargentu, un’area montuosa situata nella zona centro-orientale in provincia di Nuoro. Preparatevi alla sorpresa di scoprire cose non visibili in nessun altro luogo.
Fra le tante, imperdiili Punta La Marmora (1.834 m.) il picco più alto della regione anche se c’è chi sostiene lo sia la Punta Intermedia; la Gola di Gorroppu, nella zona del Supramonte considerata fra le gole più belle d’Europa, per il canyon che lascia a bocca aperta anche i giramondo.

Infine, la Foresta di Montarbu, situata nel comune di Seui, si estende per quasi 2.800 ettari e si caratterizza per la sua ricca vegetazione e la presenza di numerose specie animali.

Didascalie immagini

  1. veduta del monte Amiata dal Parco Faunustico
  2. veduta del torrente Sentino che va affrontato con impegno e cautela anche dai pescatori esperti
  3. Grotte di Frasassi, sala delle Candeline 
  4. Amatrice il cui nome deriva da (matri) madre del Tronto (ma-tru) sono lì le sorgenti del fiume 
  5. una delle cascatelle alimentate dal torrente Fosso dell’Acero nella Valle delle Cento Cascate all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga.
  6. Punta La Marmora (Perdas Carpìas in lingua sarda è la vetta più elevata della regione alla sua sinistra la Punta Intermedia (non vi pare più alta anche a voi?)

In copertina
veduta della Gola di Gorroppu tra i comuni di Orgosolo e Urzulei