In quello che qualcuno (scherzando ma non troppo) ha voluto definire Anno Sanzio sono tanti, innumerevoli gli eventi, le mostre, gli articoli, i dibattiti, le pubblicazioni dedicate a Raffaello a 500 anni dalla sua morte. Tra gli scaffali delle librerie si trova anche da qualche tempo Raffaello sono io! scritto dalla nostra firma Sara Pietrantoni e pubblicato da Bardi Edizioni, che già lo scorso anno aveva dato alle stampe Agostino e l’incantesimo dell’oro.
Una faccenda che mescola liberamente fatto storico e fantasia, prende spunto dal tema del doppio e costruisce una trama in cui si ritrovano insieme papa Giulio II e gli affreschi del suo appartamento in Vaticano, Raffaello e la sua fiorente bottega, ma anche Ranuccio, artista spiantato tenuto in scarsa considerazione dai committenti romani, nobili decaduti, frati dalla memoria lunga e tirapiedi un po’ maldestri. Come gli altri libri di Sara, anche questo è pensato per lettrici e lettori in erba… Di seguito vi proponiamo il primo capitolo della storia:

Raffaello si era svegliato felice. Solo il giorno prima papa Giulio II gli aveva affidato la decorazione del suo appartamento e la sensazione di essere ormai un pittore celebre non lo aveva abbandonato nemmeno durante il sonno, popolato da sogni di gloria.
Non troppo distante, Ranuccio aveva appena finito di scaricare un pesante carico di marmo nella bottega di uno scalpellino che aveva avuto l’incarico di decorare una delle tante chiese della città: per portare tutto si era spaccato la schiena e ora non voleva fare altro che sdraiarsi un poco e riposare. Quando era arrivato a Roma da Milano per cercare fortuna, non pensava che si sarebbe ritrovato a scaricare pietre tutto il giorno. Dipingere, quello voleva fare, solo quello. Ma sembrava che nessuno si accorgesse di quanto fosse bravo.
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Mastro Raffaello, cosa pensate di fare per l’appartamento papale?›› chiese uno dei pittori che lavorarono con lui quando il maestro entrò nella bottega.
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Ancora non ho ben deciso in realtà, ma pensavo a storie tutte diverse per ogni sala: una sarà dedicata alle storie di Costantino, una ospiterà il tribunale della Segnatura e quindi dovrà avere affreschi magniloquenti… Per le altre ancora non ho idee precise, ma non dubito che ne verrà fuori un capolavoro›› rispose Raffaello, arrotolandosi le maniche della camicia e cominciando a schizzare qualche immagine sui fogli che aveva davanti, sotto gli occhi ammirati dei suoi aiutanti”.

Sara Pietrantoni
Raffaello sono io!
Illustrazioni di Daniele Petretto
Pagine 91
Bardi Edizioni

Dove e quando