Nel centro sud della Repubblica Popolare Cinese, al Museo delle Tre Gole di Chongqing prosegue, fino a domenica 18 ottobre, un viaggio immaginario tra draghi, grifoni, unicorni e sfingi per raccontare il ruolo che i “mostri” hanno avuto nell’immaginario di tutti i popoli nel corso della storia. Una grande mostra con centoventicinque opere provenienti da sei musei italiani e centodieci reperti archelogici di dodici musei cinesi. Per la prima volta, le creature fantastiche di Occidente e Oriente sono messe a confronto in “Monsters and Wonders – An Imaginary Journey Among Fantastical Creatures“, curata da Enrica Pagella e organizzata dalla società Arteficio attraverso cinque sezioni tematiche corrispondenti alle tappe principali del viaggio e alle scoperte che gradualmente attirano l’attenzione del viaggiatore, segue il filo conduttore di una spedizione immaginaria con protagonista un viaggiatore del Diciottesimo secolo determinato a studiare e verificare l’esistenza delle creature fantastiche che popolano il mondo.

Partendo dall’Italia, l’itinerario attraversa le terre di Roma e dell’antica Grecia, raggiunge le coste meridionali del Mediterraneo, esplora l’Egitto e il corso del Nilo, per arrivare infine in Anatolia. Da lì prosegue attraverso la Mesopotamia e l’Asia centrale fino a raggiungere la Cina.
Esseri dalle dimensioni improbabili, come giganti e lillipuziani, o semi-umani, come la sfinge, i centauri, le sirene e i tritoni della mitologia greca, o anche razze immaginarie di esseri umani e animali, come i cinocefali, gli uomini senza testa, i draghi, i grifoni e gli unicorni. Ovunque, ai mostri vengono attribuiti poteri divini o la forza diabolica del male.
La Curatrice, sottolinea «I mostri popolano mitologie e fiabe, superstizioni e previsioni. La loro ombra etnologica affonda le sue radici nella sfera della magia ed emerge ogni volta con la paura innata di ciò che è diverso, di quell’alieno che spesso coagula le insicurezze o le speranze delle comunità attraverso volti e forme sconosciute e mirabili».
Chang Xiaoyong, direttore del Museo delle Tre Gole, conclude «Questa mostra è un vero e proprio viaggio nell’immaginazione umana. Dalle coste del Mediterraneo fino alle Tre Gole dello Yangtze, ogni opera custodisce il rispetto, la curiosità e la fantasia con cui l’uomo ha guardato al mondo sconosciuto. Attraverso le figure di queste creature fantastiche scopriamo differenze, ma anche profonde affinità; riconosciamo leggende, ma anche credenze e tradizioni. Esse rappresentano sia l’espressione unica delle rispettive civiltà, sia un’eco comune che unisce gli esseri umani al di là delle distanze culturali. Ringraziamo i colleghi dei musei italiani per la fiducia e la collaborazione che hanno reso possibile questo progetto. Auguriamo che ogni visitatore entri in mostra con curiosità e ne esca con la mente colma di immaginazione. In questo viaggio attraverso montagne e mari, possa ciascuno trovare la propria personale “creatura fantastica”».